Gli imponenti motorhome di F1 potrebbero sopravvivere alla crisi

Con la Formula 1 che è alla ricerca di una massiccia riduzione dei costi quando si tornerà a correre, c'è la possibilità che i paddock non siano mai più gli stessi.

Gli imponenti motorhome di F1 potrebbero sopravvivere alla crisi

Sponsor e iniziative di intrattenimento organizzate dalle varie aziende è molto probabile che vengano meno, sia perché i team dovranno stringere la cinghia e sia perché per un po' non vedremo le migliaia di persone presenti negli autodromi.

Uno degli elementi principali che verranno toccati sono sicuramente gli imponenti motorhome, che in un periodo di austerity non sono certamente appropriati da presentare (come ha affermato di recente Ross Brawn) tant'è che già prima della diffusione del Covid-19 si stava pensando a qualcosa di alternativo.

Fra l'altro, lo stesso Brawn aveva dichiarato che in termini di promozione di un futuro sostenibile non era il massimo portare in giro per l'Europa camion inquinanti per trasportare strutture così grandi, suggerendo il passaggio a prefabbricati che sarebbero stati ugualmente utili ai team.

"Quando giriamo per il mondo, ad esempio a Baku, troviamo già strutture prefabbricate pronte all'uso. Nessuno si lamenta ed è una cosa fattibile secondo me - ha detto l'inglese - A Monza, invece, ci troviamo dei palazzi e i relativi camion per trasportarli. In futuro bisognerà ridurre il problema di logistica e quant'altro relativo a motorhome e hospitality".

L'idea di Brawn non ha però trovato pieno supporto da parte delle squadre. In casa Red Bull, dove la mega struttura 'Energy Station' regna fra i motorhome di nuova generazione, Christian Horner non si è espresso sulla stessa linea.

"Ross ha la sua visione delle cose sul Patto della Concordia - ha detto il team principal di Milton Keynes a Motorsport.com - Non so di preciso a cosa si riferisca, il nostro motorhome ad esempio è sostenibilissimo perché è grande, ma totalmente in legno, e penso che per le gare europee vada bene. Quando andiamo altrove, il promoter locale ci addebita le spese per le strutture da utilizzare, che siano sedie o tendoni. Con le tue cose, non hai bisogno di spendere soldi in più".

Il mondo sta cambiando e nei mesi a venire, con le regole sul distanziamento sociale, il paddock avrà bisogno di più spazio per ogni squadra. Ma se si procederà con gare svolte una di seguito all'altra o ogni due settimane, avere una propria base per ciascun team non sarebbe male.

Chiaramente, se si dovesse arrivare ad una serie di tre-quattro eventi di fila (come accaduto in passato con il trittico Francia/Austria/Gran Bretagna), è probabile che si debba studiare qualcosa scendendo a compromessi sulle proprie strutture.

Cosa succederà, però, quando la pandemia sarà passata e tutto tornerà alla normalità, senza problemi di costi, mascherine e distanze da tenere fra le persone?

Alcuni team pensano che il suggerimento di Brawn sull'avere strutture su misura possa tornare buono, piuttosto che portare in giro le rispettive. Zak Brown, per esempio, all'inizio dell'anno si era espresso in parte a favore di una personalizzazione.

"La realtà è che il più delle volte si lavora in strutture temporanee - spiega l'AD della McLaren - Ci adattiamo piuttosto bene. Singapore, Messico, Abu Dhabi e Bahrain, per dire, ne hanno di ottime. Dobbiamo però capire cosa il circuito di offre perché in alcuni si lavora meglio che in altri. Bisognerà essere sicuri di avere abbastanza spazio per i nostri sponsor e collaboratori, per gli ingegneri e per il team".

"E poi penso che sia anche un modo per differenziare le squadre. A me piacerebbe avere una struttura temporanea personalizzabile, che si capisca che è quella della McLaren, diversa dalle altre Case".

Una F1 più economica non deve quindi far pensare necessariamente alla riduzione dei costi per i motorhome. Bisogna sottolineare che prima di tutto sono funzionali ai team in generale per organizzare ogni cosa, ma soprattutto che le spese per sponsor e ospiti sono minime rispetto al costo della competizione.

Per Jean Todt, che spinge sulla riduzione delle spese, in realtà i motorhome sono fra le ultime priorità.

"Sinceramente non è che mi diano così fastidio anche se sono così imponenti, non credo certamente che sia un problema della F1 - ha detto il Presidente FIA a Motorsport.com - Ci sono altre cose molto più importanti da trattare".

Il messaggio è quindi chiaro: i motorhome non saranno più grandi nel breve termine poiché i budget per il marketing sono sotto pressione. Ma non spariranno nemmeno completamente.

Haas F1 Team hospitality area
Haas F1 Team hospitality area
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Foto di: Basile Davoine

F1 Experiences, motorhome e hospitality
F1 Experiences, motorhome e hospitality
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Foto di: Sutton Motorsport Images

Hospitality Renault F1 Team
Hospitality Renault F1 Team
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Foto di: Erik Junius

Hospitality Mercedes AMG F1
Hospitality Mercedes AMG F1
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Foto di: Autodromo Nazionale Monza / Actualfoto / Alessio Morgese

Mercedes AMG F1 hospitality area in the paddock
Mercedes AMG F1 hospitality area in the paddock
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Foto di: Steve Etherington / Motorsport Images

Sahara Force India F1 Team, motorhome
Sahara Force India F1 Team, motorhome
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Foto di: XPB Images

Sahara Force India F1 Team motorhome
Sahara Force India F1 Team motorhome
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Foto di: XPB Images

Il motorhome Renault Sport F1 Team di notte
Il motorhome Renault Sport F1 Team di notte
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Foto di: XPB Images

Renault Sport F1 Team, motorhome
Renault Sport F1 Team, motorhome
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Foto di: XPB Images

Mercedes AMG F1 motorhome
Mercedes AMG F1 motorhome
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Foto di: XPB Images

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