L'arma 2011 della Ferrari sarà il simulatore

L'arma 2011 della Ferrari sarà il simulatore

Scopriamo quale è stato il salto di qualità in questo campo in poco più di un anno

Più o meno un anno fa eravamo stati al Centro Ricerche Fiat di Orbassano (Torino) per scoprire come era fatto il simulatore che la Ferrari aveva utilizzato nello sviluppo della Formula 1 fino ad allora. La sensazione era quella di profanare un tempio vietato agli “infedeli”, ma dopo l'inevitabile emozione di entrare in un'area off-limit per i comuni mortali, è emersa un po' di delusione perché l'aspettativa era stata molto superiore alla realtà. Per anni si è vagheggiato dei simulatori come di un mondo a parte, dove tutte le meraviglie vituali possono essere possibili. E, invece, entrando nella sala del CRF, e prendendo posto alla consolle di controllo, la sensazione era come di trovarsi in un piccolo cinema nelle poltrone delle prime file. Davanti c'era una pedana rialzata sulla quale era stato allestito un telaio in tubi con le fattezze di una monoposto. O qualcosa di molto simile, visto che la scocca finiva poco oltre i piedi del pilota. Non c'erano le sospensioni anteriori, né le ruote. Queste si visualizzavano nello schermo panoramico dove venivano riprodotte le fedelissime immagini di uno dei tracciati del mondiale di F.1. Il muso della macchina e il treno anteriore erano “dentro” alla visualizzazione, mentre la scocca subiva dei rapidi movimenti per simulare le forze che agivano quando la vettura era in “pista”. Al volante c'era Giancarlo Fisichella che si allenava sulla pista di Abu Dhabi (che nessuno aveva ancora visto) e le immagini erano impressionanti per la realtà della riproduzione. Marco Fainello, responsabile del programma, ci disse che non era possibile sviluppare al simulatore tutte le funzioni della monoposto perché le forze G che si potevano riprodurre erano inadeguate rispetto ai carichi che si applicano nella realtà su una Formula 1, per quanto si potessero trarre utili indicazioni su certi parametri della monoposto, ma non tutti. A distanza di un anno abbiamo avuto accesso al reparto della Gestione Sportiva dove è in funzione il simulatore che la Ferrari ha allestito in collaborazione con la Moog. Sono passati solo dodici mesi, ma sembra che sia trascorso un secolo. La saletta del cinema è diventata una costruzione alta tre piani. Dentro c'è una sorta di ragno nero montato su un tripode con bracci telescopici. La sala è un cubo di dieci metri per lato e il “ragno”, quando viene attivato, si eleva al centro dello spazio per iniziare una danza forsennata, spostandosi da una parte all'altra della struttura. Dentro al “ragno” c'è la riproduzione di una vera scocca di F.1 attorniata da tre schermi che avvolgono la visuale del pilota a 180 gradi. Alle spalle del collaudatore ci sono i tre proiettori delle immagini. E questa “navicella spaziale” è in grado di riprodurre (anche se solo per degli istanti) delle forze con punte di 4 G. Il pilota, insomma, oltre a ritrovare un ambiente visivo praticamente identico a quello reale (si racconta che sono fedelmente riprodotti anche i minimi saltellamenti dell'asfalto) può percepire (quasi) le sensazioni di guida di una monoposto. E all'improvviso si sono aperte infinite vie di sviluppo, al punto che è possibile far “girare” un tester al simulatore mentre i piloti ufficiali sono in pista, incrociando i dati in tempo reale. Oggi il collaudatore potrebbe dare utili informazioni per la messa a punto della monoposto da casa. Insomma, in meno di 12 mesi c'è stata una vera e propria rivoluzione. Con il divieto dei test in stagione, le squadre si sono dovute organizzare, avviando questi simulatori che sono assai più sofisticati rispetto a quelli aeronautici. Hanno dovuto sostenere costi enormi (fra struttura, software e hardware che sono in continua evoluzione): si parla di cifre inotrno ai 10 milioni di euro. La scorsa settimana Felipe Massa è stato al lavoro per una giornata intera: il brasiliano, infatti, si è dedicato ad un programma molto importante. Riprodurre al computer il comportamento delle gomme Pirelli che aveva provato per la prima volta nei test di Abu Dhabi svolti la settimana dopo l'ultimo Gp 2010. E pare che Felipe abbia ritrovato al simulatore le stesse sensazioni che ha vissuto mentre girava a Jas Marina. Non solo, ma Alonso e Massa non hanno ancora visto la monoposto 2011 nelle sue fattezze, anche se la stanno guidando da almeno un mese al simulatore: i piloti, per esempio, stanno scoprendo tutte le problematiche relative al ritorno del Kers, e analizzano le soluzioni aerodinamiche che vengono provate in galleria del vento per recuperare il carico posteriore dopo l'abolizione per regolamento del doppio fondo. Insomma al simulatore oggi è possibile analizzare tutti i parametri di una F.1, accelerando lo sviluppo della monoposto. È cambiato, quindi, il modo di evolvere una vettura. E disporre di un simulatore efficiente nel 2011 sarà importante tanto quanto disporre di una Formula 1 competitiva... Dopo la Ferrari anche la Dallara ha completato il suo simulatore che è stato presentato nel corso della settimana. Nella struttura è molto simile a quello del Cavallino, anche se i programmi di simulazione sono ovviamente personalizzati ed esclusivi, implementati in funzione degli utilizzi che se ne faranno. Le corse entrano in una nuova e più complessa dimensione ed inseguono il futuro che è molto... presente.
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Campionati Formula 1
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