Fittipaldi: "Sono preoccupato: è finita l'era dei piloti brasiliani!"

Emerson Fittipaldi ieri era a Lonato: suo figlio Emmo, 9 anni, ha girato con un mini-kart nella giornata in cui FDA e Tony Kart hanno siglato un accordo. Il due volte campione del mondo ritiene che con il ritiro di Massa si chiude un ciclo.

Emerson Fittipaldi non ha esitato a salire su un aereo in Brasile per essere presente ieri sul circuito di Lonato, in occasione dell’annuncio del sodalizio tra la Ferrari Driver Academy e la Tony Kart. Il due volte campione del Mondo di Formula 1 è arrivato in pista con il figlio Emmo, di soli nove anni, che non ha esitato a indossare tuta e casco (rigorosamente con la livrea dell’illustre papà) e mettersi al volante di un mini-kart. Fittipaldi Sr. ha osservato da lontano.

“Emmo ha iniziato due anni fa in Brasile – ha spiegato Fittipaldi - e la scorsa stagione ha vinto il campionato nella sua categoria. Adesso sta correndo in Usa, e abbiamo accettato l’invito ad essere qui in Italia dove tra due settimane ci sarà una prova del Mondiale. Emmo è stato l’unico dei miei figli ad essere impazzito dal primo giorno in cui è salito su un kart. I suoi fratelli maggiori hanno avuto un approccio più graduale, ma Emmo no”.

Abbiamo visto piloti sempre più giovani bruciare le tappe fino alla Formula 1. E’ favorevole a questa tendenza?
“Ha fatto bene la FIA a mettere il vincolo dei diciotto anni per correre in Formula 1. D’altronde frequentando i kartodromi si vedono girare dei bambini di cinque anni. Leggevo recentemente di un bambino di tre anni che muoveva i primi passi al volante. E’ una tendenza, ma bisogna mettere dei freni”.

Segue sempre con attenzione la Formula 1?
“Certo. Sono ambasciatore del Gran Premio del Messico, sono stato in pista la scorsa settimana e ho visto tutte i miglioramenti fatti. Mi aspetto un successo ancora maggiore rispetto al 2015”.

Che ne pensa della crisi di Lewis Hamilton?
“Faccio fatica a comprendere i suoi problemi in partenza. Lui è molto bravo, anche molto aggressivo, un bel pilota. Credo che abbia ancora molti anni davanti per vincere, non credo alla possibilità che sia distratto da altri interessi.

Chi è il suo preferito?
“In Formula 1 il livello è molto alto. Il più completo per me resta Fernando Alonso, poi Hamilton, Vettel. Verstappen? Incredibile, un fenomeno. Ha uno stile aggressivo, e mi piace molto. Sicuramente ha tutto per diventare campione del Mondo. Questione di tempo”.

A fine anno si ritirerà dalla Formula 1 Felipe Massa, e probabilmente l’unico testimone di una grande scuola come quella brasiliana rimarrà Nasr. Come si spiega questo drastico cambio di tendenza?
“Non ci sono più programmi istituzionali che supportano i nostri ragazzi. In passato c’erano aziende come Petrobras che aiutavano i migliori esponenti del nostro vivaio, ora tutto questo è finito. Abbiamo visto il successo che ha avuto il programma di Carlos Slim in Messico, con la scuderia Telmex. Sono arrivati due piloti in Formula 1, è tornato in calendario il Gran Premio del Messico, e tutto il loro movimento nel motorsport ne ha beneficiato. Sono molto deluso dal Brasile, e non è un caso che i nostri piloti nelle formule siano sempre di meno. Speriamo che quei pochi rimasti riescano comunque a completare un buon percorso”.

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