Ferrari: un terzo posto sfuggito a Vettel per puntare al secondo

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Ferrari: un terzo posto sfuggito a Vettel per puntare al secondo
Roberto Chinchero
Di: Roberto Chinchero
09 ott 2016, 10:05

Il Cavallino ha dovuto fare i conti con le penalità proprio in uno dei weekend in cui le SF16-H sono parse più competitive delle Red Bull. Purtroppo osare le soft per provare a prendere Verstappen con Seb non ha pagato.

Sebastian Vettel, Ferrari SF16-H at the start of the race
Sebastian Vettel, Ferrari SF16-H
Sebastian Vettel, Ferrari
Sebastian Vettel, Ferrari SF16-H e il compagno di squadra Kimi Raikkonen, Ferrari SF16-H lottano per
Sebastian Vettel, Ferrari SF16-H e Sergio Perez, Sahara Force India F1 VJM09 lottano per la posizion
Sebastian Vettel, Ferrari
Kimi Raikkonen, Ferrari SF16-H
Kimi Raikkonen, Ferrari SF16-H
Kimi Raikkonen, Ferrari SF16-H lotta per la posizione con Sergio Perez, Sahara Force India F1 VJM09
Kimi Raikkonen, Scuderia Ferrari
Kimi Raikkonen, Ferrari in griglia
Kimi Raikkonen, Ferrari SF16-H e Nico Hulkenberg, Sahara Force India F1 VJM09 lottano per la posizio
Kimi Raikkonen, Ferrari SF16-H
Kimi Raikkonen, Ferrari festeggia il suo terzo posto nel parco chiuso delle qualifiche

E’ stata una Ferrari da podio quella vista a Suzuka. E non era un verdetto scontato alla vigilia della trasferta giapponese. A lasciare Sebastian Vettel ai piedi del palco delle premiazioni sono state le penalità arrivate per differenti motivi: sportivi quelli di Vettel (punito per il contatto con Rosberg a Sepang), tecnici quelli di Raikkonen (sostituzione del cambio dopo le qualifiche). La Ferrari quest’anno, oltre che con una monoposto che si è confermata inferiore alle aspettative, deve lottare anche contro gli allineamenti degli astri, e così capita che un weekend in cui complessivamente la SF16-H è stata superiore alla Red Bull (anche se con un margine molto ridotto) sia coinciso con penalità che hanno pesato molto sulla classifica finale.

Serve un mea-culpa per il cambio, visto che siamo alla quarta sostituzione stagionale legata a problemi di affidabilità, e fino al termine del Mondiale non cambierà nulla su questo fronte. Trattasi di un progetto estremo, con un problema irrisolvibile senza un cambiamento radicale. Però durante la gara di Suzuka il podio non è sempre stato un miraggio, anzi, è sembrato a lungo un traguardo a portata di mano. Vettel, dopo due gran sorpassi su Ricciardo e Perez, ha consolidato la terza piazza per oltre metà gara. Negli ultimi giri che hanno preceduto il secondo pit-stop, il muretto box Ferrari aveva un occhio puntato su Verstappen, in seconda posizione, ed uno sul rimontante Hamilton, quarto.

Hanno deciso di osare, scegliendo una strategia diversa dal pilota della Red Bull per provare a strappargli la piazza d’onore. Così, dall’originale piano soft-hard-hard, sono passati ad un più aggressivo soft-hard-soft, che ha però comportato l’allungamento del secondo stint per poter permettere di tornare in pista con le soft. Al box Ferrari hanno sperato a lungo che anche Hamilton ritardasse la sua seconda sosta: era stato programmato il cambio al giro 34 per lasciare 19 tornare alle soft finali, e anticipare il pit sarebbe stato impossibile.

Ma Lewis è entrato ai box al termine del giro 33. Il campione del Mondo è tornato in pista e ha piazzato il classico “undercut”, con la complicità di una decisiva perdita di tempo pagata da Vettel (circa 2”3) dovuta al doppiaggio del tandem Nasr-Wehrlein. Dopo la sosta Seb è tornato in pista ad un secondo da Hamilton, ma non così vicino da poter provare l’attacco nel primo giri, quando la gomma soft garantisce un buon vantaggio di performance. Così per puntare al secondo posto, ‘Seb’ ha perso di fatto il terzo.

"Col senno di poi è facile criticare – ha spiegato Vettel - e sono sicuro che tanti 'esperti' avevano già capito tutto; ma sia al muretto che in macchina eravamo d'accordo e io volevo tentare questa strategia, ritardando l'ultima sosta ai box. Di fatto ho perso tantissimo tempo con le bandiere blu: mi sono sempre trovato i doppiati nel primo settore, dove non potevano darmi strada, e ho perso un sacco di tempo oltre probabilmente alla posizione su Lewis, che invece si liberava dei doppiati in rettilineo. Ma non so se il ritmo sarebbe stato comunque sufficiente per arrivare sul podio. Noi abbiamo cercato di montare le gomme più morbide nelle ultime fasi, e all'inizio pensavamo che avrebbe funzionato, ma il degrado era troppo alto e ci ha allontanato dal gruppo di testa".

Alla Ferrari, che ha visto arrivare a cinquanta punti il suo divario dalla Red Bull nella classifica costruttori, resta la consolazione legata ai riscontri positivi arrivati dal nuovo pacchetto aerodinamico portato a Suzuka. "Sono partito bene – ha confermato Vettel - e nei primi due giri abbiamo guadagnato posizioni, sorpassando Ricciardo e Perez: eravamo più veloci anche di Verstappen, credo che oggi fossimo la seconda forza in pista. Era solo questione di tempo, ma naturalmente anche Max ha cercato di anticipare i suoi pit-stop per mantenere la posizione in pista e questa tattica ha funzionato per lui".

Al di là del risultato finale, il Gran Premio di Suzuka ha riportato sotto i riflettori un Vettel brillante, in formato Singapore. La strategia aggressiva gli ha tarpato le ali nelle ultime battute, ma Seb c’è. E c’è stato anche Raikkonen, chiamato ad una rimonta che Iceman ha interpretato bene, con la strategia più utilizzata soft-hard-hard. Non con la stessa aggressività del compagno di squadra (Kimi impegna sempre qualche in giro in più per piazzare la zampata), ma il quinto posto finale è quello che oggi poteva portare a casa.

"Dopo la buona qualifica di ieri – ha commentato Raikkonen - il problema al cambio e la conseguente penalizzazione in griglia non hanno certo aiutato su questo tipo di pista. Ovviamente sono molto deluso, perché avevamo una buona macchina e se fossimo partiti in terza posizione, con la velocità che avevamo, avremmo avuto più possibilità di lottare. Sono partito bene, ma poi sono rimasto bloccato dietro ad altre vetture: questo condizionava il comportamento della mia macchina, era difficile rimanere vicino agli altri e provare ad attaccare. Una volta effettuati i sorpassi, con pista libera davanti, riuscivo a guidare come volevo. Di sicuro la nostra macchina oggi era veloce, avrebbe meritato un risultato migliore. Purtroppo le cose sono andate così...".

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