Ferrari: Raikkonen fa capire che la Rossa non è un bluff
Kimi Raikkonen è stato il più veloce nella seconda giornata di test a Barcellona sebbene fosse influenzato: la SF70H gira senza problemi mostrando un potenziale interessante, anche se la Mercedes si nasconde con Hamilton...
Maurizio Arrivabene striscia i piedi per terra sul tappetino dell’hospitality Ferrari: “Stiamo con i piedi per terra”. E scompare dietro le porte scorrevoli dopo aver accennato un timido sorriso. Ecco il sunto della secondo giorno di test della Scuderia Ferrari a Barcellona.
Mentre nel paddock si combatte una guerra epistolare per incardinare i regolamenti negli aspetti più controversi, Kimi Raikkonen porta la SF70H in testa alla classifica dei tempi con un 1’20”960 ottenuto con gomme a mescola soft che è quasi un secondo sotto alla pole dello scorso anno. Il finlandese si è messo alle spalle Lewis Hamilton di 23 millesimi di secondo con la Mercedes W08 che calzava un treno di Supersoft.
L’anno scorso gli uomini del Cavallino avrebbero fatto le capriole analizzando questa prestazione, ma non è sfuggito a nessuno il fatto che l’inglese abbia sparato due intermedi da paura, per poi rallentare visibilmente nel tratto guidato del circuito di Montmelò, dove la freccia d’argento è sempre riuscita a fare la differenza.
La Mercedes, insomma, avrebbe mostrato i muscoli, ma poi non ha voluto infierire, sgonfiando subito un interesse per un mondiale che, invece, sta crescendo giorno per giorno. Interpretare i dati di giornata, quindi, diventa terribilmente complicato. In un gioco di specchi dove è facile perdersi.
Steiner: la Ferrari ha fatto un lavoro straordinario
Chi non ha timore di prendere abbagli e va in una direzione precisa è Gunther Steiner, il team principal della Haas, che con Kevin Magnussen ha portato la VF-17 al quarto posto assoluto, subito dietro i top team, mettendo la “Ferrarina” in un ruolo che nessuno si aspettava…
“Non credo che la Ferrari sia molto indietro rispetto alla Mercedes quest'anno. È molto incoraggiante quello che a Maranello hanno sfornato: il packaging della power e del cambio è frutto di un lavoro fantastico”.
Kimi con l'influenza tiene duro
Come dire che l’hardware della Rossa sembra funzionare tanto per il team ufficiale che per quello clienti, segno che la base della SF70H è buona. Vedremo, ma intanto Iceman si è tolto il gusto di stare davanti a tutti sebbene fosse alle prese con la febbre, e con un naso rosso come un peperone per un forte raffreddore.
Raikkonen in queste condizioni ha messo insieme 108 giri, risultando il terzo nel coprire la maggiore distanza (Magnussen ne ha fatti 118 e Bottas 102), rivelando un’inattesa preparazione atletica che la dice lunga sulla motivazione che sta spingendo Kimi verso la stagione 2017 che propone monoposto molto più prestazionali e fisiche rispetto allo scorso anno. Tant’è che diverse squadre hanno deciso di dividere nei prossimi giorni il lavoro fra i due piloti alternandoli alla guida solo per mezza giornata ciascuno, ma non la Ferrari che procede con i piani che aveva stilato da casa.
Insomma la prestazione di Vettel di ieri non era un fuoco di paglia: la Rossa, almeno per ora, tiene il passo, rivelando una buona affidabilità (sono stati coperti 236 giri parti a 1098 chilometri).
La Rossa rispetta le gomme larghe
I tecnici, dopo aver svolto le ormai consuete prove aerodinamiche in mattinata, hanno cominciato a toccare qualche regolazione per vedere quali sono le reazioni della SF70H. E il comportamento nei confronti degli pneumatici larghi della Pirelli è incoraggiante e chi ha visto la Ferrari in pista sottolinea l’eccellente reazione della macchina in staccata, specie ora che gli spazi di frenata si sono sensibilmente ridotti (sul rettilineo principale i piloti staccano a 50 metri!).
Bottas ha già simulato un GP
Ma la Mercedes, per contro, ha già completato nel pomeriggio un Gran Premio con Valtteri Bottas, rivelando che anche l’adattamento dell’altro finlandese alla freccia d’argento sta avvenendo molto in fretta. Possiamo dire che la Ferrari tiene nel mirino la Mercedes e per il momento si tiene alle spalle l’acerba Red Bull Racing: Max Verstappen ha pagato 1”2 dalla Rossa con una RB13 che deve parzializzare la potenza del motore Renault per sperare di mettere insieme dei chilometri.
Per Isola bisogna scendere a 1'18"
La domanda è una sola: chi si sta nascondendo di più? Mario Isola, responsabile in pista della Pirelli, scommette sul fatto che alla fine della seconda sessione di Barcellona il tempo di riferimento sarà di 1’18”, vale a dire tre secondi in meno rispetto a oggi. Tanta roba, per cui i piloti ancora non accusano la stanchezza della fatica e non si sono ancora visti “botti” di chi va oltre il limite.
Intanto la Red Bull resta dietro...
Il gruppo di testa è… compatto, si direbbe con termini ciclistici, sarà interessante scoprire se la Mercedes tenterà la fuga: nelle voci di paddock si sussurra che sulla W08 verrà montato la prossima settimana un pacchetto di novità che dovrà valere almeno un secondo. Lo stesso Adrian Newey si è tenuto in mano diversi assi da giocare…
E a Maranello che puntano sugli sviluppi continui non vorranno restare indietro…
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