Ferrari: non è stato affatto un venerdì di... passione, la Rossa questa volta si è nascosta

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Ferrari: non è stato affatto un venerdì di... passione, la Rossa questa volta si è nascosta
Roberto Chinchero
Di: Roberto Chinchero
22 giu 2018, 18:49

Vettel non ha trovato il suo giro da qualifica: la sua SF71H non disponeva del motore 2, ma solo quello che è diventato di rotazione. Se Seb non ha entusiasmato nel giro secco, ha fatto un long run con le supersoft che ha rivelato un gran potenziale.

Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Sebastian Vettel, Ferrari
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Ferrari SF71H, dettaglio dell'ala anteriore
Ferrari SF71H
Sebastian Vettel, Ferrari
Ferrari SF71H, dettaglio dell'ala posteriore
Ferrari pit wall gantry

Sembra ormai un leitmotiv di questo Mondiale. La SF71H non sembra amare particolarmente le giornate lavorative, ed il venerdì spesso si nasconde. La performance c’è ma resta sotto traccia, perché scorrendo la classifica dopo la prima giornata di attività sul circuito del Paul Ricard, Kimi Raikkonen è quarto a 0”887 dal leader Lewis Hamilton, con Sebastian Vettel alle sue spalle ancora più attardato: 1”150 dal campione del Mondo.

Questo è quanto hanno detto le simulazioni di qualifica, che poi determinano la graduatoria di giornata. Tutt’altri verdetti sono arrivati dalle simulazioni di gara, numeri che hanno lanciato Vettel in cima alle classifiche dei long-run, soprattutto con la mescola supersoft.

In questo quadro, come è accaduto spesso in questo 2018, ogni scenario è aperto. La Mercedes ha dato l’impressione di essere arrivata sul circuito francese con una buona base di setup, con Hamilton e Bottas subito al vertice nella FP1, un potenziale confermato da Lewis anche in FP2.

Il finlandese ha subito un brusco stop a metà del turno pomeridiano a causa di una perdita d’acqua dal circuito di raffreddamento che lo ha costretto allo stop. La sua power unit non dovrebbe aver subito conseguenze legate al surriscaldamento, ma la tipologia di riparazione richiede parecchio tempo, e la Mercedes numero 77 ha concluso così in anticipo il suo pomeriggio.

Nei programmi di Bottas c’era una simulazione di gara con mescola soft, un long-run che la Mercedes proverà a recuperare nella sessione di prove libere di domani, ma solo se dall’analisi del lavoro odierno emergerà come necessaria. Al di là dell’inconveniente che ha bloccato Bottas, l’impressione è che la nuova power unit Spec 2, che ha esordito su tutte le monoposto motorizzate Mercedes, abbia impressionato positivamente, soprattutto Lewis Hamilton.

Al netto dei miglioramenti attesi dalla Ferrari (che domani tornerà alla power unit 2) e da Vettel (il tedesco ha confermato di non aver interpretato al meglio la sua vettura sul giro veloce) è comunque un Hamilton che ha impressionato, con tutte le mescole utilizzate.

E la qualifica, valutando le prime impressioni dei piloti che sono scesi in pista oggi, rischia di essere un passaggio cruciale per puntare al successo, visto che le indicazioni sulle possibilità di sorpasso sono molto pessimiste. La gara si preannuncia ad una sosta (questa volta anche la Pirelli non ha dubbi) quindi scattare dalla prima posizione potrebbe avere un peso specifico molto alto in chiave vittoria.

Un aspetto temuto molto dal tandem Red Bull, che oggi ha chiuso in seconda e terza posizione.
“Si, ma poi domani saremo alle solite – ha commentato Ricciardo – sappiamo quanto diventi difficile per noi il sabato pomeriggio confermarci lì davanti. Però il nostro ritmo non è male, vedremo”.

Ovviamente non è scontato che la gara debba essere lineare, perché oggi il bollettino riporta un numero molto alto di uscite di pista. A provare le vie di fuga in multicolor del Paul Ricard sono stati nell’ordine Hartley, Vandoorne, Hamilton, Raikkonen, Ericsson, Leclerc, Ocon, Vettel, Grosjean e Alonso, ovvero il cinquanta per cento dei piloti in pista. Sarà stato per la pista nuova, o per la certezza quasi assoluta (Ericsson ha confermato che non è il 100%) di non urtare le barriere, fatto sta che le sbavature sono state molte, tutte senza danni a parte la Sauber distrutta dallo svedese. Per lui FP2 da spettatore, e per i meccanici del team svizzero una giornata trascorsa a ricostruire da zero una nuova monoposto.

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