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F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola
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F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola

Ferrari: non bastano i nuovi cestelli a portare le gomme nella finestra di utilizzo

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Ferrari: non bastano i nuovi cestelli a portare le gomme nella finestra di utilizzo
Di:
24 mag 2019, 15:15

Sulle SF90 sono stati provati dei nuovi cestelli dei freni anteriori che avevano la funzione di scaldare le gomme con delle aperture a forma ogivale che sfruttavano il calore dei freni, ma il risultato non è stato positivo come ci si poteva aspettare. Perché la Rossa...

La Ferrari non ha portato importanti novità tecniche a Monte Carlo e la SF90 nella prima giornata di prove libere del GP di Monaco non ha certo brillato, rimediando un distacco di quasi otto decimi dalle Mercedes, lo stesso rimediato in precedenza nel GP di Spagna a Barcellona.

Mattia Binotto ieri pomeriggio ha spiegato che “… in Spagna è emerso in modo chiaro che in certe condizioni, ed in particolare nelle curve lente, per diverse ragioni non siamo competitivi come le Mercedes".

"Il perché di tutto questo è qualcosa su cui dobbiamo investigare e lavorare. Proviamo a dare delle spiegazioni anche connesse allo sviluppo del nostro progetto. Gli pneumatici di quest’anno sono differenti rispetto a quelli del 2018, nessuna polemica, è semplicemente un dato di fatto".

"La principale differenza rispetto alla scorsa stagione è che nel 2018 riuscivamo a portare le gomme in temperatura molto bene, e ci dovevamo concentrare principalmente nel mantenerle controllate in modo che, a temperature più basse, non ci fossero problemi di grip. Sotto questo aspetto le gomme di quest’anno sono molto diverse: è molto più complesso portarle in temperatura e raggiungere la finestra di funzionamento, è un processo in cui vanno riscaldate molto".

Ferrari SF90, dettaglio del cestello del freno anteriore con i fori a goccia

Ferrari SF90, dettaglio del cestello del freno anteriore con i fori a goccia

Photo by: Giorgio Piola

E, infatti, le Rosse nella seconda sessione di libere avevano montato dei cestelli anteriori che in parte hanno rinunciato a canalizzare l’aria con funzioni aerodinamiche, preferendo adottare una soluzione che privilegiasse il riscaldamento dei cerchi e quindi della gomma sfruttando il calore che si sprigiona dai freni (disco e pinza).

Al posto dei cestelli scavati ci sono quelli con le aperture a forma ogivale, ma la sostanza non sembra cambiata di molto. La SF90 non riesce a innescare la temperatura nel primo giro per portarla alla giusta finestra di funzionamento.

Pare che la causa prima dipenda dalla carenza di carico aerodinamico: la Ferrari raggiunge alte velocità massime perché ha una ridotta resistenza all’avanzamento, ma è evidente che i tecnici non possono caricare troppo le ali perché aumenta il drag senza dare vantaggi sul tempo al giro.

Charles Leclerc, Ferrari SF90

Charles Leclerc, Ferrari SF90

Photo by: Glenn Dunbar / LAT Images

Inoltre, guardando l’anteriore della Rossa si osserva che la macchina gira con l’anteriore più alto di 4 – 5 millimetri rispetto alle principali rivali, rinunciando alla downforce che si genera quanto più si è vicini all’asfalto. E si capisce quanto trovare una soluzione sia complicato…

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