Ferrari: ma Vettel è sempre il pilota che nel 2012 ha vinto il terzo titolo con un rush finale?

La matematica concede Seb di contrastare a Lewis Hamilton il cammino verso il quinto mondiale: nel 2012 si era trovato dietro ad Alonso di 39 punti dopo Monza, ma riuscì a completare una rimonta straordinaria. La Rossa lo aiuterà nell'impresa disperata?

Ferrari: ma Vettel è sempre il pilota che nel 2012 ha vinto il terzo titolo con un rush finale?
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, 1° classificato, e Sebastian Vettel, Ferrari, 3° classificato, sul podio
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, lascia il garage
Sebastian Vettel, Ferrari
Sebastian Vettel, Ferrari
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Sebastian Vettel, Ferrari
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H lotta con Max Verstappen, Red Bull Racing RB14
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H lotta con Max Verstappen, Red Bull Racing RB14
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09 EQ Power+, e Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, nel parco chiuso alla fine della gara
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H

Stagione 2012. All’Indomani del Gran Premio d’Italia Sebastian Vettel si ritrova quarto nella classifica di campionato, preceduto da Kimi Raikkonen (+1 punto), Lewis Hamilton (+2) e soprattutto da Fernando Alonso, leader con ben 39 punti di margine sulla Red Bull di Seb. Con una sola vittoria all’attivo (contro le tre del ferrarista) Vettel vede la stagione molto in salita, quando al termine mancano solo sette gare, ma poi succede qualcosa.

Il tedesco mette a segno un filotto di quattro vittorie consecutive, più un secondo, un terzo ed un sesto posto in Brasile, beffando Alonso per tre punti e conquistando il suo terzo titolo Mondiale.

Lo ha ricordato Christian Horner dopo il Gran Premio di Singapore di domenica scorsa, parlando dell’attuale situazione di Vettel nella classifica del Mondiale.
“Seb sotto pressione diede il massimo – ha sottolineato Horner – e fu autore di un finale di campionato straordinario. Ma oggi la situazione è un po' diversa”.

I tifosi ferraristi sperano che l’attuale team principal della Red Bull possa comunque confermarsi buon profeta, ma rispetto a sei anni il quadro generale dei valori in campo è effettivamente diverso.

Nel 2012 la McLaren di Jenson Button fu un’alleata cruciale per la conquista del Mondiale, così come la Lotus di Kimi Raikkonen, che tolsero ad Alonso due potenziali successi ad Abu Dhabi e Brasile, e fu, soprattutto, la ritrovata forma tecnica della Red Bull a permettergli un poker di successi consecutivi dal GP di Singapore a quello d’India.

Cruciale fu anche il ritiro di Alonso nel Gran Premio del Giappone, quando lo spagnolo venne toccato sul retro della sua vettura dall'ala anteriore della monoposto di Raikkonen, costringendolo allo stop poco dopo il via. Questo per dire che non bluffa Toto Wolff quando dice che il +40 che al momento Hamilton può vantare su Vettel è un margine indubbiamente rassicurante, ma che potrebbe ridimensionarsi drasticamente in un attimo.

Rimontare si può, ma dopo gli esiti negativi del fine settimana di Singapore, servono anche circostanze favorevoli. La matematica non vieta a Vettel e alla Ferrari di poter contare solo sulle loro forze, ma un conto è pensare di poter vincere tutte le prossime sei gare, tutt’altro è riuscirci davvero.

Lo stesso Vettel alla vigilia del weekend di Marina Bay era stato chiaro: “Sono il primo nemico di me stesso”, perché a differenza di dodici mesi fa (quando il kappaò di Singapore significò la resa, non avendo la Ferrari a disposizione una monoposto in grado di competere con la Mercedes su tutte le piste) la SF17H non ha gli stessi limiti della vettura di dodici mesi fa. Almeno, non li ha avuti fino a Monza.

Quello che appare difficile per la Ferrari e per Vettel è riuscire ad invertire la tendenza che il campionato ha avuto a partire dal weekend di Hockenheim. Con quattro vittorie e un secondo posto conquistati nelle ultime cinque gare, Hamilton è in uno stato di grazia che non ha precedenti neanche nella sua scintillante carriera, e lo conferma il bilancio +48 punti strappati a Vettel nelle ultime cinque gare.

Questo Mondiale, che ha visto la Ferrari completare una prodigiosa rincorsa tecnica nei confronti della Mercedes, si sta decidendo più per fattori umani che ingegneristici. Senza gli errori commessi da Vettel a Hockenheim e Monza (contiamo solo quelli…) saremmo qui a parlare di una volata straordinaria con Seb e Lewis a pari punti e sei gare da vivere ad altissima tensione.

Serve il miglior Vettel, quello di Spa, del Bahrain, di Montreal, quando trasmetteva la carica a tutta la squadra con la sua euforia, e che di colpo sembra essersi volatilizzato sotto la pressione di un Mondiale alla portata che si è complicato parecchio per errori commessi proprio dal tedesco.

Questo aspetto pesa come un macigno nella psiche di Seb, e nonostante le parole incoraggianti di Maurizio Arrivabene (“siamo una squadra, si vince e si perde tutti insieme”) la verità è sotto gli occhi di tutti. Vedremo in quale modalità Seb arriverà a Sochi, perché il Vettel di Singapore non sembra avere la forza mentale per caricare al massimo il team come sta facendo in questo momento Hamilton.

Restano poi gli interrogativi (sul fronte tecnico) emersi a Singapore. Forse Hamilton non sarebbe stato battibile anche se Vettel e la Ferrari si fossero espressi nel modo migliore, o forse no. Fatto sta che per qualche motivo ancora misterioso la SF71H non ha centrato la finestra ottimale per l’utilizzo delle gomme in qualifica (questa la versione emersa dai commenti di Vettel e Raikkonen) ritrovandosi a dover inseguire in una pista dove chi attacca ha poche chance nei confronti di chi è attaccato.

Sarà stato un caso? Un weekend con condizioni sfavorevoli che non sono state interpretate al meglio dai tecnici del Cavallino? È quello che si augurano a Maranello, che si augura Vettel e che si augura tutto il popolo ferrarista, speranzoso che a Sochi si possa aprire una piccola crepa anche nella stagione trionfale di super-Hamilton. Perché se Lewis farà centro anche in Russia, potrà puntare al titolo anche solo con secondi posti, un countdown dall’esito scontato.

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