Ferrari: Laurent Mekies sarà la spalla di Binotto nella gestione sportiva

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Ferrari: Laurent Mekies sarà la spalla di Binotto nella gestione sportiva
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8 gen 2019, 09:08

Il francese, ingegnere che si è occupato di sicurezza alla FIA, non opererà nell'ambito tecnico, dove il team di lavoro è ben consolidato, ma avrà un ruolo importante nella conduzione sportiva e nel rapporto con i piloti.

La quiete natalizia è stata solo apparente. Mentre nella sede della Gestione Sportiva di Maranello le luci sono rimaste spente per i tradizionali giorni di festività, tra i vertici della Ferrari sono maturate le decisioni che hanno portato all’addio al Cavallino da parte di Maurizio Arrivabene. Quando è trapelata l’indiscrezione della Gazzetta dello Sport, a cui ha fatto seguito il comunicato stampa della Ferrari, a stupire non è stata la decisione in sé, quanto la tempistica.

Non è usuale assistere ad un cambio nei vertici di una squadra ad inizio gennaio, ovvero a meno di due mesi dai test pre-campionato e a meno di tre dalla prima tappa del Mondiale. Ma sotto la cenere che sembrava destinata a spegnersi dopo le dichiarazioni arrivate a fine autunno, in realtà c’era una brace ancora ben accesa.

Che tra Arrivabene e Mattia Binotto non ci fosse un gran feeling era cosa nota. In due hanno convissuto nei rispettivi ruoli sotto l’ombrello del presidente Sergio Marchionne, ma la sua improvvisa scomparsa ha portato i dirigenti del Cavallino a dover prendere delle decisioni che prima erano di esclusiva competenza del manager italo-canadese. E sul tavolo delle scelte gli scontri si sono inaspriti.

Nel 2018 c’è stato molto di buono nel Mondiale della Ferrari, ma non abbastanza per poter puntare ai due titoli Mondiali. Un verdetto che ha evidenziato delle carenze, e per mettere tutti i tasselli al posto giusto in vista della stagione 2019 sono stati valutati dei correttivi. Decisioni che hanno portato sul tavolo visioni differenti, questioni di organigramma, uomini, strategie e compiti da assegnare. È probabile che Arrivabene avesse una sua idea, diversa da quella di Binotto, e l’obiettivo che si era posto Louis Camilleri, ovvero quello di creare le condizioni per una convivenza tra i due responsabili, si è rivelato irrealizzabile.

Quando negli ultimi giorni del 2018 è diventato chiaro che al timone della Ferrari ci sarebbe stato spazio solo per uno dei due contendenti, anche l’esito della vicenda è diventato prevedibile. Da una parte c’era un responsabile tecnico di 49 anni in grande ascesa, che sta gestendo il lavoro di centinaia di persone all’interno della Scuderia, un ruolo cruciale in assoluto, ed ancora di più a sei settimane dai test di Barcellona.

Dall’altra un manager sessantunenne che negli ultimi tempi aveva più volte sottolineato il logorio che comporta essere al timone della rossa. L’epilogo si aggiunge alla lunga lista di ‘segreti’ che contengono le mura di Maranello, ma non è da escludere che alla fine abbia preso forma da sé, senza stracci volanti.

Il breve comunicato stampa inviato dalla Ferrari recita le seguenti parole: “Mattia Binotto assume il ruolo di Team Principal della Scuderia Ferrari. A Mattia continueranno a rispondere tutte le funzioni tecniche”.

Per l’ingegnere nato a Losanna la prospettiva è quella di un impegno a tutto campo, con un ruolo unico nell’attuale Formula 1. Il primo passo che dovrà compiere Binotto sarà quello di selezionare i collaboratori a cui delegare una serie di compiti che per forza di cosa non potrà seguire in prima persona, e su questo fronte la figura emergente che sembra destinata ad assumere un ruolo di peso è quella di Laurent Mekies.

Il quarantunenne francese ha fatto il suo debutto con i colori della Ferrari nel paddock di Abu Dhabi, in occasione dell’ultima gara del 2018, e l’esperienza maturata come responsabile della sicurezza alla FIA, e vice di Charlie Whiting, lo porterà ad assumere il ruolo di direttore sportivo, una figura che non era più stata presente nell’organigramma del Cavallino dopo l’uscita dalla Scuderia di Massimo Rivola nel 2016.

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