Ferrari: la... sospensione del giudizio sulla SF70H che non vince più!

La Rossa è da sei GP che non vince: ad Austin la Mercedes si è rivelata più gentile della SF70H nell'uso delle gomme, mentre era la monoposto più reattiva con le gomme larghe. Qualcosa è cambiato da quando c'è la nuova sospensione anteriore...

Austin è alle spalle: la pista americana era certamente lo scoglio più grosso da superare per la Ferrari e il bel tracciato texano ha messo in rilievo cosa manca alla SF70H nel confronto con la Mercedes W08 che ha regalato domenica il quarto titolo Costruttori di fila e, molto probabilmente, permetterà a Lewis Hamilton di laurearsi iridato per la quarta volta già a Città del Messico.

I 66 punti che separano Sebastian da Lewis sono il frutto della disastrosa triplice trasferta asiatica (Vettel ha totalizzato solo 12 punti contro i 68 dell’inglese, con un delta di 56 punti!), ma le carenze di affidabilità, probabilmente hanno nascosto una crescita della Rossa che è sicuramente rallentata nonostante dal Reparto Corse siano arrivate diverse novità, aerodinamiche e meccaniche.

Kimi più prestazionale di Seb

È parso evidente a tutti che il passo di Kimi Raikkonen in gara fosse più brillante di quello mostrato da Sebastian Vettel: le due Rosse hanno corso in configurazioni diverse. Il finlandese ha pagato due decimi in qualifica dal tedesco e una partenza poco felice in gara che lo ha fatto finire anche alle spalle della Force India di Esteban Ocon. Poi, però, l’andatura di Iceman è stata più consistente rispetto al passo di Vettel che ha portato la Rossa al comando alla prima curva dopo una partenza eccellente usando il vecchio volante senza i ditali alla leva della frizione, riprendendo la soluzione di Raikkonen.

Ferrari SF70H, vista posteriore del volante di Kimi Räikkönen
Ferrari SF70H: la leva della frizione di Vettel è tornata a essere uguale a quella di Raikkonen

Photo by: Giorgio Piola

Il blistering emerso sulle gomma anteriore sinistra del tedesco dopo una decina di giri ha denotato che l’assetto della Rossa non era certo quello ideale, perché solitamente la Rossa è in grado di fare la differenza con le Ultrasoft, mentre in questo frangente è stata la Mercedes W08 a mostrare un passo superiore.

I quattro gradi in meno di temperatura al via della gara rispetto alla qualifica (35 gradi contro 39) non dovrebbero aver rivoluzionato la SF70H che si è rivelata sempre meno sensibile alle variazioni di clima di quanto non fosse la freccia d’argento che aveva una finestra di utilizzo degli pneumatici molto stretta. La W08 pare aver risolto questi problemi che, invece, hanno colpito la Rossa. Come mai?

Ferrari SF70H freno anteriore, GP di Singapore
Ferrari SF70H: ecco il bracket che esce dal porta mozzo e che caratterizza la nuova sospensione anteriore vista da Spa

Photo by: Giorgio Piola

Nuova sospensione anteriore da Spa

La Ferrari ha avuto il coraggio di portare una nuova sospensione anteriore a partire dal GP del Belgio: i tecnici del Cavallino hanno lavorato sodo per rendere la Rossa più consistente nelle curve medie, dove ha sempre pagato un dazio sulle Mercedes. L’intenzione era di migliorare la percorrenza della curva per portare una maggiore velocità a scapito di un inserimento un po’ meno preciso nonostante l’adozione anche di un nuovo terzo elemento.

Le simulazioni del Cavallino e i test indoor hanno dato riscontri nettamente a favore della nuova soluzione che, finora, non ha trovato altrettanto sostegno nel lavoro in pista. Kimi Raikkonen, che gradisce un anteriore molto preciso per andare al suo limite, ha bocciato quasi subito la sospensione dotata del bracket nel porta mozzo per l’allaccio al puntone.

La novità era stata approvata nei test estivi dell’Hungaroring (nella seconda giornata di test si erano alternati Vettel e Raikkonen proprio per saggiarla) e entrambi i piloti l’avevano promossa.

A Monza sono cominciati i dubbi

A Spa la Rossa aveva beneficiato di questa soluzione mettendo il sale sulla coda alla stra-favorita Mercedes, mentre i dubbi sono iniziati a Monza, dove era attesa una conferma della bella impressione mostrata in Belgio e, invece, davanti al pubblico di casa si era registrato un inatteso stop allo sviluppo che è valso una doccia fredda.

Kimi Raikkonen ha abbandonato la sospensione con il bracket e pare aver condizionato anche Sebastian Vettel. Sulla SF70H del tedesco tanto in Giappone che negli Usa è stata montata la nuova sospensione, ma puntualmente è stata bocciata nella seconda giornata. Ad Austin, quando è stata sostituita la scocca al quattro volte campione del mondo, la macchina è stata allestita subito con i vecchi cinematismi.

In pista non si vedono i vantaggi delle simulazioni

Una domanda sorge spontanea: perché in pista non si sono visti i vantaggi che la nuova sospensione doveva dare e che si sono misurati con il simulatore?

La risposta è molto complessa: la modifica ha bisogno di una sua specifica messa a punto, ma prima di stravolgere l’assetto quando la pista è ancora “green”, vale a dire con poco grip, varrebbe la pena di aspettare come la macchina possa cambiare con i giusti parametri di aderenza.

Vettel è scettico, Kimi l'ha bocciata!

L’ansia di prestazione, invece, avrebbe spinto Vettel a portare subito (molte) modifiche nelle regolazioni della sospensione, perdendo in fretta il punto zero e prendendo strade che spesso non hanno dato grandi risultati sia nell’handling della monoposto che nelle prestazioni, tanto far preferire al tedesco la soluzione vecchia.

Jock Clear, copo degli ingegneri di pista, dovrebbe avere una maggiore risolutezza nell’imporre a Sebastian di non stravolgere la macchina, proprio come faceva Ross Brawn con Michael Schumacher?

Seb fa "troppo" l'ingegnere o la sospensione è sbagliata?

Il campione tedesco non ha perso l’abitudine di voler “dettare” le modifiche (ricordate il taccuino nero nel quale annotava tutte le regolazioni?), mentre da semplice pilota dovrebbe limitarsi a dare le sue sensazioni di guida, lasciando che siano i tecnici a deliberare le scelte.

Il dubbio di Mattia Binotto e degli ingegneri a casa è chiaro: è sbagliata la sospensione evoluzione oppure non è stata ancora “capita” da Sebastian, forse condizionato dalla stroncatura di Raikkonen?

Red Bull RB13: si cambiano i porta mozzi di Ricciardo
Red Bull RB13: provata ad Austin la sospensione anteriore con il bracket in stile Ferrari

Photo by: Sutton Motorsport Images

Anche Red Bull, Renault e McLaren con il bracket

Un fatto non va trascurato: la soluzione con il bracket è stata seguita non solo dalla Red Bull, come abbiamo mostrato in occasione del GP degli USA, ma anche da Renault e McLaren, tre squadre che stanno migliorando le loro prestazioni per la crescita del telaio più che dei rispettivi motori.

La Ferrari deve trovare una risposta definitiva a Città del Messico perché non ha senso allestire una macchina con una soluzione che puntualmente viene poi ripudiata, perdendo tempo nella messa a punto della sospensione da sfruttare in qualifica e in gara.

Motore più sgonfio con meno olio

Se a tutto questo ci aggiungiamo che il motore 062 con meno olio da bruciare di quanto si può concedere la Mercedes costa anche un gap di potenza che si è riaperto a favore della power unit di Brackley. La Ferrari ci ha provato a inseguire le prestazioni, ma ha pagato con l’affidabilità, per cui i motori visti ad Austin erano stati “parzializzati” per evitare altre clamorose rotture.

A Città del Messico, dove l’aria è molto rarefatta per l’altitudine, sarà importante avere la necessaria “birra” in corpo se l’obiettivo della Ferrari è tornare a vincere, visto che sono ormai sei GP di fila che non ci riesce…

Ferrari SF70H airbox
Ferrari SF70H : il nuovo airbox che è apparso a Singapore con un sistema di raffreddamento rivisto

Photo by: Giorgio Piola

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Evento GP del Messico
Circuito Autódromo Hermanos Rodríguez
Piloti Kimi Raikkonen , Sebastian Vettel
Team Ferrari
Articolo di tipo Analisi