Ferrari: la prima vittoria del dopo Marchionne ci regala una Rossa inossidabile

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Ferrari: la prima vittoria del dopo Marchionne ci regala una Rossa inossidabile
Franco Nugnes
Di: Franco Nugnes
27 ago 2018, 10:41

La prematura scomparsa del Capo ha legato ancora di più il team diretto da Arrivabene e il gruppo tecnico di Mattia Binotto continua a sfornare novità tecniche che funzionano. La Mercedes è consapevole di non avere più la supremazia senza le "invenzioni" di Hamilton.

Sebastian Vettel, Ferrari e David Sanchez, Ferrari, festeggia sul podio con i trofei
Il vincitore della gara Sebastian Vettel, Ferrari, festeggia nel parco chiuso con il volante della Ferrari SF71H
Esteban Ocon, Racing Point Force India VJM11, Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09 e Sergio Perez, Racing Point Force India VJM11, in battaglia nel primo giro
Il vincitore della gara Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, taglia il traguardo
Sebastian Vettel, Ferrari, festeggia la vittoria nel parco chiuso
Sebastian Vettel, Ferrari, 1° classificato, , festeggia nel parco chiuso
Il vincitore Sebastian Vettel, Ferrari, festeggia sul podio
Maurizio Arrivabene, Team Principal Ferrari e Louis Camilleri, Presidente di Philip Morris
Maurizio Arrivabene, Team Principal Ferrari, Dr Helmut Marko, Consulente Red Bull Motorsport, e Gino Rosato, Ferrari
La tabella di Sebastian Vettel, Ferrari
Sebastian Vettel, Ferrari, festeggia la vittoria nel parco chiuso, sotto lo sguardo di Max Verstappen, Red Bull Racing
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Ferrari SF71H, con l'emblema del crollo del ponte di Genova e il messaggio

Ora le cose stanno andando al loro posto. Con la Ferrari che domina il GP del Belgio davanti a Lewis Hamilton, impotente con la Mercedes sui saliscendi del difficile tracciato di Spa – Francochamps che nei tre anni precedenti era un terreno di caccia esclusivo delle frecce d’argento.

La pioggia “miracolosa” di Hockenheim e Hungaroring ha permesso all’inglese di raccogliere due vittorie insperate, ma il leader del mondiale è troppo intelligente per non sapere che sono state affermazioni giunte in condizioni anomale, perché la Rossa dal GP di Gran Bretagna sembra tecnicamente un passo avanti rispetto alle frecce d’argento.

L’immagine simbolo è David Sanchez, il tecnico francese ma spagnolo di origine, chiamato sul podio accanto a Sebastian Vettel per festeggiare la vittoria che potrebbe dare una svolta al combattutissimo mondiale 2018.

L’aerodinamico del Cavallino nella gestione fallimentare di James Allison era finito ai margini, come tanti altri ingegneri del Reparto Corse per lo più italiani, perché l’inglese aveva preferito portare a Maranello i suoi accoliti.

È stato Sergio Marchionne che nel luglio 2016 ha fatto una rivoluzione silenziosa dando vita con Maurizio Arrivabene e Mattia Binotto a una squadra che ha ridato fiducia a quelle seconde e terze linee che, una volta promosse, hanno dimostrato di saper sfornare idee interessanti che un po’ alla volta sono state copiate da tutti.

David Sanchez, noto per il suo genio ma anche per una certa… sregolatezza, ha trovato in Enrico Cardile un punto di riferimento importante che ha permesso alla SF71H di diventare la monoposto di riferimento. E con l’uscita di Simone Resta, che ha scelto la Sauber per meritarsi i galloni di direttore tecnico, è stato proprio l’aerodinamico arrivato dalle corse GT a rilevare il ruolo dell’ingegnere romagnolo, anche se non ha assunto propriamente il ruolo di chief designer.

E non è un caso che alla Mercedes abbiano messo gli occhi su questo ingegnere che non è mai emerso agli onori della cronaca, visto che ultimamente non è la Ferrari che va a pescare nel bacino degli inglesi, ma è il team campione del mondo che cerca le risorse nel Reparto Corse del Cavallino.

L’ultimo colpo andato a segno a Brackley è stato un… bluff: Lorenzo Sassi, motorista giubilato da Marchionne, doveva portare alla Stella i segreti della power unit Ferrari.

Il tecnico toscano aveva aizzato la FIA sostenendo che la batteria dell’ERS del Cavallino era in grado in certi momenti di erogare una potenza elettrica doppia rispetto ai limiti concessi dal regolamento. I commissari di Charlie Whiting hanno cercato in lungo e in largo la “furbata” della Ferrari, ma non hanno trovato nulla d’illegale.

Eppure non è un segreto per nessuno che la SF71H sia una monoposto che è nata al limite del regolamento in tanti suoi aspetti: proprio Marchionne nel pranzo di Natale rivelò che c’erano tecnici (e avvocati) pagati proprio per “interpretare” le norme della FIA, andando a cercare quella soglia grigia del regolamento che, con un pizzico d’inventiva, ha permesso importanti salti di qualità con soluzioni poi copiate un po’ da tutti.

La vittoria di Vettel a Spa – Francorchamps può essere uno spartiacque della stagione 2018: in Belgio è arrivata la prima vittoria del dopo-Marchionne ed è arrivata nel segno del solco tracciato in profondità dall’ex presidente.

A Monza avremo il piacere di conoscere Louis Camilleri: l’ex presidente Philip Morris è operativo nel bunker di Maranello nel delicato ruolo di amministratore delegato. Non si è fatto sentire ma è stato operativo anche nei giorni delle ferie per dare continuità a un mandato ricevuto da John Elkann, nuovo numero uno.

E bisogna riconoscere il merito a Maurizio Arrivabene di aver saldamente saputo tenere il timone della barca quando l’improvvisa scomparsa di Marchionne ha scatenato una vera tempesta intorno alla Ferrari. L’uscita di scena dell’uomo che aveva in mano le… redini del Cavallino poteva avere ripercussioni devastanti e, invece, il perentorio successo di domenica conferma che la squadra è salda, saldissima, più che mai coesa nella voglia di interrompere la supremazia dei grigi una volta per tutte.

Monza domenica ci sarà la prima controprova. La tiepida pre-vendita dei biglietti del GP d’Italia si è infiammata dopo il dominio di Sebastian con la SF71H. Proprio Vettel ha esaltato il nuovo motore della Ferrari come arma che potrebbe essere determinante nella sfida iridata.

Chi ha effettuato delle rilevazioni fonometriche in Belgio assicura che la nuova power unit Ferrari ha superato di una quindicina di cavalli quella Mercedes. Merito anche della nuova benzina Shell portata a Spa? In parte sicuramente, ma Corrado Iotti, altro ingegnere portato alla Gestione Sportiva dal prodotto, non ha cercato tanto la potenza in alto (si parla comunque di oltre 1.000 cavalli) quanto su tutta la curva, con un’erogazione che favorisce anche la trazione in uscita dalle curve senza intaccare i consumi che, pare siano una delle croci.

E l’obiettivo era sfruttare al meglio le caratteristiche del turbo e, soprattutto, della MGU-H che ha sensibilmente incrementato la sua efficienza, tanto che la Rossa è diventata molto temibile anche nel giro secco, cancellando le carenze dello scorso anno.

La Mercedes, insomma, conduce le due classifiche iridate, ma la sensazione è che a livello tecnico stia inseguendo la Rossa, mostrando la fotocopia dell’estate 2017 ma a ruoli invertiti…

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