Ferrari: l'uscita di Resta non causa una discontinuità. Cardile è già sulla 670

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Ferrari: l'uscita di Resta non causa una discontinuità. Cardile è già sulla 670
Franco Nugnes
Di: Franco Nugnes , Direttore Responsabile
13 giu 2018, 08:16

Non c'è solo un ingegnere, ma un gruppo di lavoro che può seguire lo sviluppo della SF71H in lotta per il mondiale 2018 e lanciare il progetto della macchina 2019: Byrne, Montecchi, Onorato sono solo alcuni nomi che garantiscono il dopo Resta che va in Sauber.

Enrico Cardile, Ferrari
Kimi Raikkonen, Ferrari SF71H
David Sanchez, Ferrari
Kimi Raikkonen, Ferrari SF71H
Simone Resta, Ferrari Chief Designer
Maurizio Arrivabene, Team Principal, Ferrari
Enrico Cardile, Ferrari
Il vincitore della gara Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, prende la bandiera a scacchi
Sebastian Vettel, Ferrari, 1° classificato, sventola la bandiera Ferrari nel parco chiuso
Il vincitore della gara Sebastian Vettel, Ferrari, festeggia nel parco chiuso
Nicola Bariselli, ingegnere di pista, Ferrari, alza il trofeo costruttori accanto a Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1
Il vincitore della gara Sebastian Vettel, Ferrari, festeggia nel parco chiuso

Enrico Cardile è l’uomo intorno al quale deve nascere la Ferrari 670, numero di progetto della monoposto 2019. L’aerodinamico, che Maurizio Arrivabene e Mattia Binotto nel luglio 2015 sono andati a “pescare” nel mondo GT di Antonello Coletta, è un tipo tosto.

È un tecnico capace di interpretare le norme scritte con la necessaria fantasia, ma è anche un abile organizzatore. Ha avuto il merito di saper contenere gli entusiasmi esplosivi di David Sanchez, il creativo preso dalla McLaren da Pat Fry a fine 2012 e poi messo in “naftalina” da James Allison perché non faceva parte del suo “cerchio magico”, e che poi il Presidente con Arrivabene ha voluto rilanciare in quella che è diventata l’organizzazione orizzontale del Reparto Corse.

Il francese è bravissimo, perché sforna idee a raffica, ma c’è bisogno di qualcuno che lo tenga con i piedi per terra evitando dei salti nel vuoto.

Ogni evoluzione aerodinamica che la Ferrari ha messo in macchina sulla SF71H ha funzionato alla perfezione, segno che ora c’è anche un sistema di lavoro che permette di portare delle novità in pista a ogni GP con una rapidità che è degna di Mercedes e Red Bull, in una corsa allo sviluppo che è essenziale per essere competitivi su ogni tracciato e, soprattutto, fino alla fine della stagione.

Le evoluzioni della SF71H verrano "sfornate" secondo i piani che sono stati determinati da Binotto e non subiranno alcun intralcio dal cambio della guardia nell'area progettazione. Importante era dare il via al nuovo corso prima che la FIA deliberasse le nuove norme 2019.

Cardile potrà contare sulla fidata esperienza di Rory Byrne, un “agitatore di tecnici”, che si vede sempre a Maranello quando è il momento di tirare le prime righe di una monoposto nuova, specie se con regole aerodinamiche nuove.

Il sudafricano, che sverna in Thailandia, a 74 anni ha ancora l’entusiasmo di un ragazzino e un bagaglio d’esperienza di chi ne ha viste di tutti i colori nell’era Schumacher.

Sarà una spalla sulla quale Cardile potrà fare affidamento, ma Enrico potrà contare su Flavio Montecchi e Corrado Onorato, i due “vice” che fino a ieri rispondevano a Simone Resta che sta facendo armi e bagagli per diventare il direttore tecnico della Sauber.

Il faentino di 47 anni beneficia dell’opportunità di non dover fare un periodo di gardening: sarà operativo a Hinwil dal 1 luglio, in tempo per seguire la nascita della C38 a motore Ferrari che è affidata all’italiano Luca Furbatto.

Qualcuno si è stupito che un cambio di casacca importante avvenga nel pieno della stagione in corso, ma è proprio il momento migliore per non… perdere un anno nella nuova realtà. Arrivare in Svizzera a fine anno voleva dire trovarsi una macchina già fatta, senza aver la possibilità di metterci le mani.

Il passaggio alla Sauber per Resta, invece, rappresenta una bella sfida: i “galloni” da direttore tecnico in Ferrari li avrebbe dovuti aspettare per anni, con un Mattia Binotto più che mai padrone al suo posto, per cui è stato giusto prendere al volo una porta che si è aperta grazie alla lungimiranza di Frederic Vasseur, burbero francese, almeno nell’aspetto, ma fine conoscitore del mondo delle corse che ha trovato un buon feeling con Sergio Marchionne.

Feeling che, invece, si stava spegnendo fra il Presidente e Simone Resta, sebbene sia stato proprio il numero uno a volerlo nominare chief designer alla fine del 2014. Non sono volati gli stracci come con Lorenzo Sassi, il motorista che ha portato il know how del 6 cilindri del Cavallino, e dopo la “spiata” sulla batteria e l’olio è rimasto con un pugno di mosche in mano, perché nel frattempo i sistemi sulla SF71H erano cambiati, ma la sensazione è che si fosse giunti a una storia finita.

E, comunque, per evitare che un… corto circuito potesse portare un altro uomo del Reparto Corse alla Mercedes, il bravo tecnico romagnolo ha trovato una bella porta girevole che lo ha fatto uscire dalla Gestione Sportiva per entrare in una delle squadre satellite del Cavallino, mantenendo un importante cordone ombelicale con la Ferrari.

L’esperienza all’interno del top team e, soprattutto, le profonde conoscenze in Ferrari saranno una risorsa impagabile per la crescita della Sauber che potrà contare su motore e cambio della Rossa. La squadra elvetica manterrà la sua autonomia di progetto, ma la conoscenza della “filosofia costruttiva” del Cavallino non potrà che velocizzare la crescita della Sauber. Simone è il primo rinforzo che arriva nel team sponsorizzato Alfa Romeo dove troverà il gioiellino della FDA, Charles Leclerc.

È possibile che a traino di Resta arrivino altri tecnici creando quel legame che permetterà di dire che quella del Biscione non è solo una sponsorizzazione, ma è una collaborazione più aperta, fattiva, concreta.

All’interno del Reparto Corse, invece, si liberano nuove energie per alcune facce sconosciute che avranno la grande occasione di conquistare un po’ di notorietà se sapranno far volare la Rossa.

A riprova che in Italia ci sono risorse umane capaci di realizzare una F1 competitiva e non è obbligatorio pescare nel bacino inglese per riuscirci…  

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Su questo articolo

Serie Formula 1
Piloti Kimi Raikkonen, Sebastian Vettel
Team Ferrari
Autore Franco Nugnes
Tipo di articolo Analisi