F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola
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Ferrari: il segreto dello sfruttamento delle gomme è nel manettino GRIP?

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Ferrari: il segreto dello sfruttamento delle gomme è nel manettino GRIP?
Franco Nugnes
Di: Franco Nugnes
Co-autore: Giorgio Piola
01 giu 2017, 15:12

Due comandi che l'anno scorso erano relegati sul lato sinistro della scocca, quest'anno sono stati portati sul volante - computer della SF70H perché ora la Ferrari riesce a gestire l'usura delle gomme al variare di temperatura, grip dell'asfalto e mescola.

Toto Wolff dopo il GP di Monaco facendo una battuta ha insinuato che la Pirelli possa aver dato una mano alla Ferrari a rendere la SF70H la monoposto che meglio di qualsiasi altra riesce a sfruttare il potenziale delle gomme, perché la Rossa è indiscutibilmente la F.1 che porta gli pneumatici nella finestra di funzionamento più in fretta (le Ultrasoft, per esempio, lavorano fra gli 85 e i 115 gradi), mentre la Mercedes, dopo tre anni di dominio, soffre con la W08 che non innesca le coperture anteriori nello stesso tempo di quelle posteriori.

A chiarire la posizione della Casa milanese ci ha pensato Marco Tronchetti Provera in persona che ha assicurato che le gomme sono uguali per tutti ed è impossibile per il fornitore unico fare dei favoritismi.

E allora come ha fatto la Ferrari a sovvertire tutti i pronostici, mettendo in pista la SF70H che è diventata certamente la monoposto di riferimento del Circus? L’equipe tecnica diretta da Mattia Binotto ha progettato una monoposto senza… difetti, che ha interpretato al meglio le regole 2017.

Ferrari SF70H: la vista dall'alto
Ferrari SF70H: la Rossa è caratterizzata da un passo che non è lungo come quello Mercedes

Photo by: Giorgio Piola

Il passo “corto” (ma in realtà l’interasse è meno lungo di quello Mercedes di 13 cm) ha consentito di realizzare una monoposto leggera che può spostare la zavorra per trovare il giusto bilanciamento, unito alla veste aerodinamica caratterizzata dal convogliatore di flusso che ha permesso di spostare più indietro l’attacco delle pance evitando che le turbolenze della gomma anteriore potessero sporcare i flussi destinati al retrotreno, hanno fatto della Rossa una macchina facile da guidare per i piloti e semplice da mettere a punto.

Ferrari SF70H, la pancia
Ferrari SF70H: il convogliatore di flusso che copre il cono antintrusione e ha permesso di arretrare le pance

Photo by: Giorgio Piola

La Ferrari ha beneficiato anche del fatto che la FIA abbia vietato le sospensioni troppo “intelligenti” di Mercedes e Red Bull, dimostrando che è possibile avere un’eccellente trazione anche senza disporre di una sorta di correttore di assetto. La SF70H si adatta in fretta a qualsiasi pista e in qualsiasi condizione meteo: non deve essere casuale il fatto che Kimi Raikkonen sia tornato a siglare ina pole position dopo nove anni da quella precedente!

Gli occhi degli osservatori sono tutti puntati sulla Rossa per scoprirne i segreti. E guardando con attenzione il volante – computer della SF70H si scopre che ci sono stati dei cambiamenti nell’impugnatura della corona e che sono stati aumentati i manettini a disposizione dei piloti per effettuare le regolazioni mentre la macchina è in pista.

Il nostro esperto di tecnica, Giorgio Piola, ha notato che due comandi che nel 2016 erano stati collocati sul lato sinistro del telaio e che venivano coperti dalla mano sinistra del pilota, quest’anno sono stati portati nella parte bassa del volante per renderli più ergonomici e funzionali.

Ferrari SF16-H, abitacolo
Ferrari SF16-H: il manettino GRIP era sul lato sinistro del telaio in un punto poco accessibile

Disegno by: Giorgio Piola

Appare fin troppo evidente che parliamo di due manettini che l’anno passato avevano una funzione relativa e che, invece, con il nuovo regolamento 2017 sono diventati molto importanti nella gestione delle prestazioni della Rossa, tanto da meritare una nuova collocazione per un più facile accesso da parte dei piloti.

Ferrari SF70H, volante
Ferrari SF70H: ecco i due manettini che sono stati trasferiti sul volante per l'mportanza nella gestione delle gomme

Photo by: Giorgio Piola

Particolarmente importante è il manettino GRIP: in Ferrari non vogliono dire a che cosa serva, ma già il nome ne lascia intendere la funzione che deve essere legata all’utilizzo degli pneumatici in corsa al variare della mescola, della temperatura e del grip dell’asfalto oltre che del carico di carburante.

Si tratta, quindi, di un manettino che Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen possono gestire durante il GP con dodici possibili regolazioni che si combinano con quelle dell’altro a destra che è indicato con una freccia nel disegno.

Gli elettronici del Cavallino diretti da Stefano Lovera, quindi, pare abbiano messo a punto delle strategie che consentono ai ferraristi il miglior sfruttamento delle gomme al variare delle condizioni.

Ferrari SF16-H, volante di Sebastien Vettel
Ferrari SF16-H: si possono notare le differenze del volante 2016 con quello di quest'anno più in alto

Disegno by: Giorgio Piola

Va detto che il lavoro di ricerca sul volante non si ferma mai: a volte la posizione dei singoli comandi viene cambiata a seconda della tipologia dei circuiti, e magari un manettino diventa prioritario in un circuito e non in un altro.

Quelli che servono a regolare il brake balance e il differenziale, per fare un esempio, sono posti in alto sul volante in modo che il pilota non debba spostare la mano dalla corona per effettuare una regolazione.

Si ricordi che la Ferrari è stata la prima squadra a collocare i pulsanti di comando del DRS e dell’ERS dietro al volante. In questo modo il pilota può agire con il dito indice senza levare pressione della mano dall’impugnatura della corona. L’evoluzione del volante, quindi, non si ferma. Ma per un segreto che può essere svelato chissà quanti restano ancora nascosti…

Ferrari SF16-H, abitacolo
Ferrari SF16-H: il manettino GRIP nel 2016 era sul lato sinistro del telaio, come l'altro spostato sul volante nel 2017

Disegno by: Giorgio Piola

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