Ferrari: ecco perché la Rossa ha deluso sui rettilinei di Monza

Vettel per la prima volta in questa stagione perde il comando della classifica mondiale piloti: la SF70H non ha mai mostrato il passo per reggere il confronto delle frecce d'argento. Non avendo i dati del sabato è stato sbagliato l'assetto, ma non solo...

Ferrari: ecco perché la Rossa ha deluso sui rettilinei di Monza
Sebastian Vettel, Ferrari SF70H
Sebastian Vettel, Ferrari celebrates in parc ferme, the team
Podium: race winner Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, second place Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1,
Podium: race winner Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, second place Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1,
Sebastian Vettel, Ferrari in the Press Conference
Third place Sebastian Vettel, Ferrari, borrows a TV camera to film the crowd from the podium
Sebastian Vettel, Ferrari SF70H and Kimi Raikkonen, Ferrari SF70H battle
Kimi Raikkonen, Ferrari SF70H, after a pitstop
Kimi Raikkonen, Ferrari SF70H
Sebastian Vettel, Ferrari SF70H, Kimi Raikkonen, Ferrari SF70H
Piero Lardi Ferrari, Ferrari Vice President, Sergio Marchionne, CEO FIAT, Kimi Raikkonen, Ferrari at Ferrari 70th Anniversary

Dopo dodici gare Sebastian Vettel non è più il leader della classifica piloti. Non è proprio una breaking-news, perché la possibilità che Hamilton uscisse da Monza con la leadership del Mondiale era considerata probabile.

A rendere amara la gara di casa alla Ferrari è stato la sceneggiatura di una corsa che in cinquantatré giri ha visto le due Mercedes fare il vuoto, con una Vettel che nelle tornate finali ha dovuto anche fare gli straordinari per difendere la terza posizione dall’assalto di Ricciardo.

I numeri non confermano però una Mercedes stellare, quanto una Ferrari incappata in una Monza da dimenticare. Sette giorni fa, a Spa, nei dodici giri finali dopo la safety-car Hamilton ha inflitto a Ricciardo dieci secondi, valore confermato oggi a Monza dove l’australiano ha concluso a quaranta secondi dal vincitore dopo cinquantatré giri.

Ad essere cambiato è stato il rendimento della Ferrari, che ad una settimana di distanza è passata dall’arrivo quasi in volata sotto la bandiera a scacchi di Spa, ad oltre mezzo minuto accusato a Monza. Qualcosa nel box del Cavallino, evidentemente, non ha funzionato.                                                                

A far sembrare “volanti” le due Mercedes è stato quindi lo scarso feeling tra Monza e la SF70H, anche se i motivi che hanno spinto nella stessa (negativa) direzione, sono probabilmente differenti. Il primo, e questo era noto, è congenito, ovvero il passo più corto della monoposto di Maranello.

Poi si è aggiunto un sabato travagliato, in cui la squadra non ha potuto (causa il maltempo) portare avanti quel lavoro di messa a punto che in diverse occasioni ha fatto la differenza, o anche permettere di correggere eventuali scelte tecniche bocciate dalla pista.

Fatto sta che una volta tornata sull’asfalto asciutto, quarantott’ore dopo le prove libere di venerdì, la Ferrari è sembrata essere molto lontana dall’efficienza confermata sette giorni fa a Spa. La pioggia in qualifica è stata una variabile effettivamente atipica, che ha premiato Hamilton ma anche nomi che solitamente non si vedono nelle prime posizioni, ma l’asciutto di oggi avrebbe dovuto riconsegnare una Ferrari almeno vicina alla Mercedes, e così non è stato.

Monza ha invece premiato le doti della power unit Mercedes (accreditata di 36 cavalli in più rispetto a quella Ferrari), ma non solo. Questo dato può giustificare una parte del gap accusato in pista, probabilmente tre decimi, il resto è legato alla monoposto.

Il rapporto carico/drag non è stato efficiente come le attese (la cosa è stata sottoscritta da Marchionne quando ha parlato di dati non confermati dalla pista) con un setup che nell’arco della gara non ha funzionato, e ci sono indiscrezioni che parlano di una monoposto troppo alta da terra.

A non centrare nulla è la strategia. E’ vero che Ricciardo ha capitalizzato bene la scelta di scattare con le soft, ma per il tandem Raikkonen-Vettel l’obiettivo nel primo stint di gara era quello di sbarazzarsi di Ocon e Stroll, per portarsi alle spalle delle Mercedes: scelta corretta, anche nell’atipicità di percorrere più giri con la supersoft montate al via rispetto alle soft.

“Abbiamo sofferto – ha confermato Marchionne - la monoposto dal Belgio a qui non è migliorata. C'è qualcosa che abbiamo fatto per quanto riguarda l'assetto della vettura che non ha funzionato. Le prove saltate ieri mattina e la mancanza delle qualifiche hanno impattato, oggi la Mercedes era superiore alla Ferrari, non potevamo fare niente”.

Il Presidente non l’ha preso proprio bene, ma se proprio a Maranello vogliono trovare qualcosa di positivo nel weekend più negativo visto finora in questa stagione, c’è la consapevolezza che non è stata la Mercedes ad aver messo le ali, quindi se si ritrova l’efficienza che la monoposto permette, nulla è precluso.

 

 

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