Ferrari: ecco il mono pilone che fa flettere l'ala posteriore

condivisioni
commenti
Ferrari: ecco il mono pilone che fa flettere l'ala posteriore
Franco Nugnes
Di: Franco Nugnes
16 giu 2016, 13:46

La FIA ha dichiarato perfettamente legale l'ala posteriore dopo le prove di flessione a cui è stata sottoposta (con carichi maggiorati del 50%): la Ferrari riesce a ridurre la resistenza all'avanzamento della SF16-H grazie al movimento del mono pilone.

La Ferrari continua a far discutere per la flessibilità dell'ala posteriore che si è cominciata a notare nel GP di Spagna grazie al filmato postato su YouTube da un appassionato. L'immagine che vi proponiamo, sotto, è possibile osservare in dettaglio il mono-pilone che regge l'ala posteriore. Si tratta di un particolare che è composto da due sezioni (evidenziate nel cerchio) e che va a infulcrarsi al cambio passando dentro allo scarico centrale.

Gli osservatori hanno avuto modo di vedere che questo elemento, sottoposto a certi carichi, si flette verso il posteriore facendo scendere l'ala posteriore e riducendo così la resistenza all'avanzamento, migliorando la velocità massima in rettilineo.

Si è notato anche che la Rossa aveva il Monkey seat infulcrato non sulla struttura deformabile del cambio, come hanno fatto altri team, ma era ancorato al supporto dell'ala per cui anche questo elemento aerodinamico aggiuntivo poteva beneficiare dello stessa stessa flessione del profilo principale.

La FIA durante le qualifiche in Canada ha effettuato dei controlli aumentando del 50% il carico applicato alle ali, ma non è riscontrato alcuna flessione che andasse oltre i 5 mm di tolleranza concessi per regolamento. E' per questa ragione che i tecnici diretti da Jo Bauer hanno dichiarato l'ala posteriore della Ferrari perfettamente legale, non avendo trovato alcuna conferma che il mono pilone sia in grado di far flettere l'intera ala posteriore.

Come avvenga la flessione programmata non è stato ancora chiarito, anche se c'è chi ha parlato di materiali a memoria di forma che possono essere "eccitati" con la variazione di temperatura all'interno dello scarico fra la fase in cui l'acceleratore è chiuso o parzializzato e quando, invece, è completamente spalancato.

Ma è chiaro che non possa essere così, perché altrimenti nelle fasi di piena accelerazione in uscita dalle curve, quando serve il massimo carico aerodinamico per avere trazione, si registrerebbe una flessione del materiale troppo anticipato che potrebbe essere addirittura nociva. L'argomento tiene banco nel paddock, per cui aspettiamoci soluzioni simili in futuro anche da altri team...

Prossimo articolo Formula 1
La Ferrari ha perso perché non ha pensato da vincente

Articolo precedente

La Ferrari ha perso perché non ha pensato da vincente

Prossimo Articolo

Hamilton: "Questa F.1 non stanca ma impegna mentalmente"

Hamilton: "Questa F.1 non stanca ma impegna mentalmente"
Carica commenti