F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola

Ferrari deve sfidare Mercedes anche sull'aerodinamica?

Vettel è stato il più veloce nei test di Barcellona con la SF16-H con Raikkonen terzo, ma tutti guardano alla Mercedes come grande favorita. La W0 Hybrid ha mostrato tante novità tecniche, mentre la Ferrari...

Davanti a tutti. Sebastian Vettel è stato il più veloce nella prima sessione di test invernali che si è svolta a Barcellona. Il presidente della Ferrari, Sergio Marchionne, non poteva sperare di meglio: il tedesco in testa con la SF16-H con Kimi Raikkonen terzo. La nuova Rossa ha mostrato i muscoli con le gomme Pirelli Ultrasoft? I tifosi ferraristi sono pronti a sfoderare le bandiere del Cavallino pensando che a Melbourne la squadra di Maranello possa sbaragliare il campo? È troppo presto per dirlo. Meglio procedere per gradi e non fare i gradassi.

Maurizio Arrivabene, che predica la politica del piedi per terra, non fa proclami. La squadra ha fatto parlare solo i piloti che non si sono lasciati prendere da entusiasmi preferendo restare pragmatici: “La SF16-H è già meglio della monoposto dello scorso anno, ma bisogna aspettare per capire dove sono gli altri”. “La macchina è tutta nuova e nasconde delle soluzioni rivoluzionarie sotto alla carrozzeria, per cui ci vuole tempo per metterla a punto”.

La Rossa ha pià carico aerodinamico

Il copione è scontato, ma lo spauracchio è uno solo: la Mercedes. Gli altri sembrano più staccati. Felipe Massa che ha seguito per un paio di giri la SF16-H ci ha confidato: “La Williams non farà più le velocità monstre degli ultimi due anni perché siamo riusciti ad aumentare sensibilmente il carico aerodinamico, ma la Ferrari ne ha molto più di noi perché sul dritto va meno di noi, ma in curva si fa fatica a seguirla”.

Non lasciatevi condizionare, quindi, dal tempone di Nico Hulkenberg che si è infilato a cuneo fra le due Rosse: il tedesco ha ottenuto la sua prestazione con la Force India VJM09 con un serbatoio certamente più vuoto di carburante di quello di Sebastian Vettel che non ha mai cercato il tempone ma ha voluto saggiare le gomme viola con un buon quantitativo di benzina.

Provata la Ultrasoft Pirelli

Sulla SF16-H il salto fra le Supersoft e le Ultrasoft vale circa otto decimi, per cui i tre decimi che separano la Force India dalla Ferrari sono dovuti a un peso minore, a meno che non si voglia credere che la creatura di Andy Green, possa nutrire ben altre ambizioni che stare a ridosso dei top team. Con le limitate risorse a disposizione l’inglese ha fatto un eccellente lavoro di ottimizzazione della monoposto dello scorso anno. La Force India inizierà la stagione a razzo e poi sarà in balia degli aggiornamenti che Mallya sarà in grado di finanziare.

Anche la Ferrari, dunque, ha nascosto le sue carte. Proprio come la Mercedes. La squadra di Brackley ha giocato una partita fin troppo chiara: ha rinunciato alle prestazioni concentrandosi solo sull’affidabilità. La W07 Hybrid ha girato solo con gomme Medium, macinando chilometri come un panzer: Lewis Hamilton e Nico Rosberg in quattro giorni hanno percorso la distanza di ben 10 Gran Premi, vale a dire la metà di una stagione di Formula 1! Semplicemente impressionante, perché non hanno mostrato problemi o punti deboli.

Mercedes? La simulazione è perfetta

Ogni team prima di iniziare a lavorare in pista ricorrono all’installation lap per verificare che ogni cosa funzioni a dovere. Non alla Mercedes: quando aprono il garage la W07 Hybrid può cominciare a girare senza perdere tempo. Segno che il lavoro di simulazione svolto a casa è quasi perfetto. Se non bastasse tutto questo, si deve aggiungere che sulla freccia d’argento abbiamo visto un fiorire di nuove soluzioni aerodinamiche.

W07 Hybrid: tante sorprese tecniche

Attorno al muso di squalo è stato creata un’efficace attesa mediatica che ha calamitato l’attenzione di fotografi e operatori tv: il naso con i piloni molto stretti e il vistoso buco che alimenta l’S-duct non è il solo elemento che attratto la curiosità del nostro Giorgio Piola: l’ala anteriore è rifatta, come sono stati rivisti i turning vanes sotto il telaio e, in particolare, il deviatore di flusso davanti alle pance. Il bardgeboard è un capolavoro di micro aerodinamica che potrebbe essere esposto a qualsiasi museo di arte contemporanea. È l’espressione della capacità di spingere la ricerca su nuovi terreni per fare un salto di qualità. Un modo un po’ sfrontato di mostrare la propria forza senza ricorrere ai temponi.

E va detto che davanti al box Mercedes sono spariti i paravento: l’unica cosa non visibile è stato l’elettone posteriore coperto con un drappo per nascondere il diffusore posteriore, mentre alla Ferrari non hanno rinunciato alle pareti mobili, come se dovessero nascondere il terzo segreto di Fatima.

La sfida si gioca sull'aerodinamica?

Il messaggio subliminale che Paddy Lowe ha lanciato a James Allison non è da decrittare, perché è piuttosto chiaro: cara Ferrari credi di averci raggiunto nello sviluppo della power unit? E allora inseguici nell’aerodinamica perché siamo in grado di fare un salto importante alla ricerca di un maggiore carico aerodinamico senza condizionare l’efficienza.

Una sfida a viso aperto. La Rossa è rimasta “basica” dalla nascita, ma sappiamo che anche a Maranello non stanno certo a dormire e arriveranno con le loro soluzioni più spinte. A Barcellona dovevano verificare che la SF16-H funzionasse a dovere. E qualche problemino lo ha accusato: dopo la prova di pescaggio che ha completato il lavoro di Sebastian Vettel si è rotta un particolare di una pompa di alimentazione nel serbatoio di benzina che ha tenuto a lungo fermo Kimi Raikkonen.

Le voci sparse ad arte nel paddock

Qualcuno di prestigioso nel paddock si era premurato di spargere la voce che a rompersi era stato il nuovo cambio miniaturizzato e il finlandese non avrebbe potuto girare fintanto che non fosse arrivata una nuova trasmissione da Maranello, mentre il guaio all’alimentazione faceva impazzire i tecnici del Cavallino.

Il finlandese, poi, ha pagato un altro problema nell’ultimo giorno: era stata programmata la sostituzione dei radiatori montati a V con masse radianti di tipo diverso, ma prima di procedere il responsabile di pista Jock Clear ha voluto completare i test previsti con la soluzione che è la stessa condivisa con Haas, obbligando poi i meccanici ad un tour de force per permettere a Kimi di rientrare in pista nel corso del pomeriggio.

La MGU-K spostata fa i capricci

I bene informati sostengono che la power unit 059/5 ha patito anche qualche problema di affidabilità nel trascinamento dell’MGU-K, il motore elettrico che è stato tolto dalla campana del cambio per restringere la trasmissione, ed è stato montato sotto la bancata di sinistra, in una posizione simile a quella della concorrenza. Non potendo contare sulla piena carica elettrica, la SF16-H in certi momenti avrebbe fatto a meno di una parte dell’energia aggiuntiva dell’ERS.

La Ferrari, insomma, ha sparato dei tempi per scoprire le Ultrasoft, ma non ha cercato il suo limite: l’appassionante partita a scacchi con la Mercedes è solo alle prime mosse. Aspettiamo le prossime per giudicare…

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Evento Barcellona, test di febbraio
Sub-evento Giovedì
Circuito Circuit de Barcelona-Catalunya
Piloti Kimi Raikkonen , Sebastian Vettel
Team Ferrari
Articolo di tipo Commento
Topic F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola