Ferrari: a Spa c'è voluto un Hamilton da record per contenere la Rossa

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Ferrari: a Spa c'è voluto un Hamilton da record per contenere la Rossa
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26 ago 2017, 17:05

Senza l'errore di Raikkonen alla curva 9 forse la Rossa sarebbe stata in grado anche di attaccare la pole postion di Lewis che ha potuto sfruttare il motore 4 capace di circa 1020 cavalli. Vettel, secondo, ha raccolto il massimo dalla sua SF70H.

Sebastian Vettel, Ferrari SF70H
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 nella conferenza stampa
Sebastian Vettel, Ferrari festeggia e osserva la monoposto di Lewis Hamilton, Mercedes-Benz F1 W08 nel parco chiuso
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 festeggia nel parco chiuso e firma autografi ai fan
Il poleman Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 festeggia nel parco chiuso accanto a Sebastian Vettel, Fe
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1
Sebastian Vettel, Ferrari SF70H
Kimi Raikkonen, Ferrari SF70H
Il poleman Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, festeggia accanto a Sebastian Vettel, Ferrari
Kimi Raikkonen, Ferrari

Chiunque alla vigilia del weekend di Spa avesse previsto una Ferrari in grado di girare in qualifica in 1’42”795, probabilmente sarebbe stato accusato di un eccesso di ottimismo. Invece è accaduto, ma incredibilmente il crono realizzato da Vettel non è bastato contro il 1’42”553 messo sul tavolo da Lewis Hamilton.

Si potrebbe obiettare che prevedere in prima fila i due piloti che guidano la classifica del Mondiale non è poi una previsione azzardata, ma gli elementi di sorpresa sui riscontri arrivati oggi da Spa ci sono tutti.

Il primo è stato la performance, ovviamente figlia del nuovo regolamento tecnico, ma mai stata così esaltante come nelle qualifiche completate oggi sul circuito belga.

Velocità di punta impressionanti, ma soprattutto tratti di pista percorsi in pieno quasi in apnea, con forze di 6G laterali.

In questo quadro l’exploit di Hamilton era nei pronostici, e con esso anche lo storico traguardo delle 68 pole position che permette all’inglese di affiancare Michael Schumacher al vertice della storia della Formula 1.

Quello che sembrava meno probabile era una Ferrari capace di mettere pressione ad una Mercedes arrivata in Belgio con la certezza di dettare legge in stile “Silvertstone”, un copione visto molte volte negli ultimi anni ma che quest’anno è stato replicato di rado.

Una previsione rafforzata anche dall’esordio della nuova power unit, motore che avrebbe garantito (in versione qualifica) circa 1.020 cavalli.

Doveva essere un sabato pomeriggio in discesa per le frecce d’argento, invece è stato necessario il miglior Hamilton per garantirsi la pole position, e il traguardo (dato per scontato) di una prima fila tutta Mercedes, non è stato raggiunto. Anche nello stesso box Ferrari dopo le prove libere non pensavano di poter piazzare una monoposto in prima fila, invece è successo, e alla fine c’è stato anche spazio per un po’ di rammarico.

L’amaro in bocca è sorto dopo l’errore di Kimi Raikkonen nel momento clou della giornata, una sbavatura alla curva 9, proprio nel tratto in cui Iceman aveva fatto la differenza (soprattutto nei confronti di Vettel) nell’arco di tutte le sessioni precedenti.

Considerando il tempo finale ottenuto da Seb, potenzialmente Raikkonen aveva nel piede la possibilità di puntare ad una pole position che sarebbe stata l’exploit del sabato del 2017. Il nervosismo di Kimi a fine sessione è stato il chiaro sintomo di chi è cosciente di aver gettato al vento un’occasione che invece ha saputo cogliere Vettel.

Il tedesco nel Q2 si era beccato quasi tre decimi dal compagno di squadra e mezzo secondo da Valtteri Bottas, ed era sembrato condannato alla seconda fila. Poi il colpo di reni… alla Vettel, che ha cambiato completamente la prospettiva in vista della corsa di domani.

Una gara che offre molti scenari, mancando quelli che sono i consueti riferimenti che arrivano dai long run a causa della pioggia arrivata ieri nella sessione FP2. Nei pochi giri percorsi la Ferrari è sembrata più consistente con la mescola ultrasoft (soprattutto con Vettel) mentre Hamilton si è confermato stellare con la soft.

Le simulazioni effettuate dalla Pirelli confermano come “strategia più veloce” la ultrasoft-soft, con il pit-stop programmato dopo 14 dei 44 giri complessivi. Come alternativa è indicata una gara con due soste, ultrasoft-supersoft-supersoft. Basandosi su questi dati le strategie più veloci si dovrebbero sposare meglio con la Mercedes, ma sono ipotesi, visto che non è stato possibile valutare in pista il degrado delle varie mescole nell’arco di percorrenze di almeno una decina di giri.

Di certo c’è che prima dello spegnersi del semaforo che darà il via al Gran Premio del Belgio tutto appare meno scontato del previsto.

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