Ferrari: a Singapore, nel regno di Vettel, Raikkonen darà una mano a Sebastian?

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Ferrari: a Singapore, nel regno di Vettel, Raikkonen darà una mano a Sebastian?
Roberto Chinchero
Di: Roberto Chinchero
10 set 2018, 13:53

La Mercedes "usa" Bottas in supporto di Hamilton, che può beneficiare di 30 punti di vantaggio sul tedesco nel mondiale piloti, e il team del Cavallino probabilmente chiederà a Kimi di dare una mano perché a Marina Bay anche le Red Bull potrebbero stare davanti alle W09.

Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Ferrari SF71H, meccanico a lavoro sul motore
Kimi Raikkonen, Ferrari SF71H
Una bandiera Ferrari in mezzo ai nastri
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Kimi Raikkonen, Ferrari SF71H, Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09, Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W09, Max Verstappen, Red Bull Racing RB14 Tag Heuer, and the rest of the field at the start of the race
Kimi Raikkonen, Ferrari SF71H
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Logo Ferrari
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H facing the wrong way after making contact with Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09 while Sergio Perez, Racing Point Force India VJM11 drives past
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09 overtakes Kimi Raikkonen, Ferrari SF71H for the lead
Ferrari nose
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H

Il Gran Premio di Singapore sarà un passaggio cruciale di questo Mondiale di Formula 1. La Ferrari arriverà sul circuito di Marina Bay con la certezza di poter disporre di una monoposto nata bene e cresciuta meglio, ma anche con la consapevolezza di dover recuperare un importante ritardo sia nella classifica piloti (30 i punti che separano Sebastian Vettel da Lewis Hamilton) che in quella Costruttori, dove il Cavallino è in ritardo di 25 lunghezze dalla Mercedes.

Le ultime quattro gare disputate hanno confermato che avere a disposizione la monoposto più veloce non assicura di poter tornare a casa la domenica sera con il bottino pieno. Lo si era visto a Hockenheim e Budapest, ed è stato ancora più lampante a Monza.

La strada per la Ferrari, quindi, si presenta in salita, ma nulla è perso. A Singapore, però, serve tornare al successo, perché è la pista (tra le sette restanti in calendario) in cui, sulla carta, la Mercedes potrebbe ritrovarsi dietro alle Red Bull.

Si tratta di valutazioni a tavolino, ovviamente, visto che lo scorso anno bastarono poche centinaia di metri di gara per stravolgere tutte le previsioni della vigilia a favore della Rossa, ma trattasi comunque di imprevisti. La Ferrari a Singapore ha tutto ciò che serve per fare bottino pieno, che vuol dire provare a tornare al successo con Vettel, e magari con un Kimi Raikkonen (e le Red Bull) in grado di rubare punti preziosi ad Hamilton. Questo sarebbe lo scenario ideale.

Gestione piloti, scelta (forse) cruciale

In Ferrari hanno chiarito molte volte quali sono le regole d’ingaggio dei loro piloti (fino a quando un driver è ancora in corsa matematicamente per il titolo non è tenuto a cedere posizioni al compagno), e finora nel box del Cavallino hanno sempre tenuto fede al regolamento interno. Un approccio sportivo e, probabilmente, rispettato anche dagli appassionati e dai tifosi della Rossa. Oggi, però, stiamo assistendo a un Mondiale caratterizzato da un grande equilibrio tecnico, e la stessa Mercedes (persa la supremazia dei primi tre anni ibridi) ha messo da parte gli approcci decoubertiani sfoggiati ai tempi della lotta interna Hamilton vs Rosberg.

Due anni fa, comunque andasse, la vittoria sarebbe stata di un pilota Mercedes, certezza che oggi non vi è più. Il fine giustifica i mezzi, e un mezzo può essere anche dare una mano a Lewis da parte di Bottas, come si è visto a Budapest e Monza.

La Ferrari potrebbe (il condizionale è d’obbligo perché lo scenario di gara non è scontato) ritrovarsi di fronte ad un bel dubbio già domenica prossima a Singapore.

Da una parte la filosofia sposata fino ad oggi, ovvero lasciare Raikkonen libero di giocarsi la gara senza vincoli, dall’altra un titolo Mondiale che potrebbe anche decidersi sul filo del punto. A Maranello hanno sperato che Vettel potesse farcela con le sue forze, ma Seb ha inanellato una serie di errori cruciali che pesano come macigni sulla classifica di campionato, e poi c’è anche una Mercedes che gioca compatta per un solo obiettivo.

Potrebbe quindi prendere forma un bel dubbio: meglio provare a vincere mettendo da parte regole d’ingaggio, o rischiare di perdere nel nome del rispetto di quanto pattuito in sede di accordo?

“Quando sei in quelle situazioni - ha confessato un ex addetto ai lavori - comunque agisci avrai gente che approverà ed altri che ti spareranno col bazooka. A quel punto tanto vale provare a vincere. Personalmente preferirei beccarmi qualche attacco da media, appassionati e tifosi di Kimi avendo però la coppa del Mondiale sulla scrivania piuttosto che dover rispondere di aver tutelato i piloti e non l’azienda. Tanto le critiche te le becchi a prescindere, e non mi risulta che la FIA a fine anno assegni un premio fair play come fa la FIFA…”.

Marina Bay, casa Vettel

Quello del sacrificio di Raikkonen è uno scenario che potrebbe presentarsi nelle prossime gare, ma a Singapore è difficile prevedere Iceman davanti a Vettel, soprattutto in qualifica. Sul circuito di Marina Bay Seb è tuttora il recordman di successi e pole position (entrambe quattro), a conferma di un feeling particolare con le ventitré curve da percorrere sul lungomare di Singapore.

Nelle dieci edizioni della gara in notturna Vettel ha anche il record dei podi (sei) e dei punti conquistati (155). Lo scorso anno Seb in qualifica rifilò tre decimi a Verstappen e oltre mezzo secondo a Kimi, il tutto due settimane dopo la batosta (tecnica) di Monza. A distanza di dodici mesi la batosta nella gara di casa non è stata certo legata alla monoposto, e per questo diventa ancora più importante per Vettel rispondere subito, sul suo terreno di caccia ideale.

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