Zandvoort: sfidante in qualifica ma in gara ci sarà un trenino

I piloti del Circus hanno avuto modo di scoprire la nuova pista di Zandvoort al simulatore e, a parte Verstappen che ci ha girato con una Red Bull del 2013, si sono fatti un'idea del tracciato del prossimo GP d'Olanda solo in virtuale. I commenti sono positivi perché l'impianto è sfidante, ma non aspettiamoci spettacolo in gara perché non ci sono punti di sorpasso.

Zandvoort: sfidante in qualifica ma in gara ci sarà un trenino

“Una Monaco senza muri”. Pierre Gasly ha definito così il circuito di Zandvoort, assaggiato dal pilota dell’AlphaTauri nel 2012 ai tempi della Formula Renault. I 4.259 metri del tracciato olandese, che i piloti domenica dovranno percorrere per 72 volte, sono oggetto di grande attenzione da parte di squadre e piloti, visto che l’ultima volta in cui la Formula 1 ha corso su questo circuito (che dista trenta chilometri da Amsterdam) è stato ben 36 anni fa.

Il messaggio che ha lanciato Gasly è condiviso da molti piloti nel paddock, ovvero c’è il rischio che il Gran Premio possa rivelarsi una lunga processione in stile Monte Carlo a causa della mancanza di punti di sorpasso.

Le prove di venerdì emetteranno un verdetto importante in tal senso, poiché sarà da verificare quanto i lavori svolti dai gestori del circuito impatteranno sulla possibilità di sorpassare.

Il tratto tra la curva 13 e la 14 (che immette sul rettilineo principale) è stato modificato diventando un ‘banking’ di 18 gradi, il tutto per permettere ai piloti di percorrerlo con l’acceleratore al cento per cento aperto aumentando così la velocità di ingresso nel rettilineo che porta alla staccata della curva Tarzan, unica punto in cui è possibile sperare di poter superare un avversario.

“Nel simulatore il tratto sopraelevato è molto semplice da percorrere – ha spiegato Gasly – ‘esay flat’, ovvero acceleratore al massimo e per un paio di secondi ci si sente come un pilota IndyCar. Spero di sbagliarmi, perché desidero sempre correre dove si può battagliare con gli avversari, ma credo che vedremo una gara in cui superare sarà molto, molto difficile”.

L’unico pilota ad aver girato sulla nuova configurazione di Zandvoort è Max Verstappen, che lo scorso anno percorse qualche tornata su una Red Bull del 2013.
“È la mia pista preferita – ha commentato Max, ripetendo le stesse parole dette qualche giorno fa in merito a Spa – in qualifica sarà molto, molto veloce”.

Per il resto dei piloti Zandvoort sarà una novità parziale, visto che quasi tutti hanno fatto tappa sul tracciato realizzato di fronte all’oceano Atlantico nelle categorie minori, con la vecchia configurazione.

“Ricordo che già in Formula 3 era molto difficile superare – ha spiegato Lando Norris – la pista in sé è molto bella, con dei punti veloci ed impegnativi, ma credo che sia praticamente impossibile sorpassare un avversario se non accadono eventi imprevisti”.

Sia Norris che Carlos Sainz, non sono sembrati molto fiduciosi in merito alla possibilità che la modifica tra la curva 13 e 14 possa rendere la staccata di curva 1 un punto di sorpasso.
“La pista percorsa al volante di una Formula 3 non era niente male – ha confermato il ferrarista – veloce e molto stretta, ma non vedo come la Formula 1 possa sperare di vedere dei sorpassi. Credo che la qualifica sarà invece molto spettacolare, ed anche sfidante per i piloti che dovranno cercare la massima performance. Ho provato la pista al simulatore, ma non posso dirvi i tempi di percorrenza, posso rivelarvi solo che si girerà su tempi molto vicini a quelli di Spielberg”.

Sull’importanza e la spettacolarità delle qualifiche tutti i piloti sembrano dello stesso parere, saranno cruciali in vista della gara.
“Questo circuito mi è piaciuto molto quando ci ho corso con le categorie minori – ha confermato Leclerc - da guidare è divertente e credo che soprattutto sabato pomeriggio assisteremo ad un grande sfida. Per la gara, però, penso che sarà molto difficile avere della chance di sorpasso”.

C’è anche chi spera di essere piacevolmente sorpreso dagli effetti del banking, e si riserva di dare un giudizio dopo le prime prove, come nel caso di Daniel Ricciardo.
“Al simulatore emerge l’anima di una pista vecchia scuola – ha sottolineato il pilota McLaren – ci sono curve molto veloci e le vie di fuga non sono enormi, e questo renderà una sfida soprattutto il giro in qualifica. In merito alla gara, beh, non voglio essere pessimista, ma dai dati che abbiamo in mano ora sembra che non siano le condizioni per una corsa d’attacco. Ma spero di essere piacevolmente sorpreso, avremo modo di farci un’idea più precisa già venerdì dopo le prove libere”.

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