F1 | Zak Brown scrive alla FIA e si preoccupa della trattativa Mercedes per le quote Alpine
Il CEO della squadra di Woking ha preso una chiara posizione contro l'opportunità che la Stella possa entrare nel pacchetto azionario di una seconda squadra. Se la posizione della Racing Bulls viene tollerata per una storia ormai ventennale, non si può concedere che questo modello si riproduca nel medio e lungo termine.
Zak Brown, McLaren
Foto di: Sona Maleterova / Getty Images
Zak Brown ha inviato una lettera al presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, esprimendo le sue preoccupazioni sul tema della proprietà comune di più team iscritti al Campionato mondiale Formula 1. L’argomento non è nuovo, ma nelle ultime settimane è tornato d’attualità dopo le indiscrezioni relative all’interesse di Mercedes per l’acquisto della quota di minoranza (il 24%) del team Alpine F1 che il fondo d’investimento Otro Capital sarebbe intenzionato a mettere sul mercato.
L’amministratore delegato della McLaren ha messo nero su bianco una posizione già espressa in più occasioni, ribadendo le proprie perplessità sui rapporti di alleanza tra squadre che condividono un’azionista.
Liam Lawson, Racing Bulls
Foto di: Ryan Pierse / Getty Images
In una recente conferenza stampa tenutasi al McLaren Technology Center, Brown ha portato degli esempi concreti, citando l’assenza del gardening leave tra team appartenenti alla stessa proprietà, come nel caso Red Bull Racing e Racing Bulls. La Formula 1 ha accettato per anni la presenza della squadra satellite della Red Bull, ma si tratta di una realtà nata in un contesto molto diverso da quello attuale. L’accordo che portò alla nascita della Scuderia Toro Rosso risale infatti a oltre vent’anni fa.
L’allarme lanciato da Brown mira soprattutto a evitare che questo modello possa diffondersi nel medio-lungo periodo. Lo stesso Ben Sulayem, intervenendo nel corso del weekend di Miami Grand Prix, ha sottolineato la necessità di regolamentare un tema che, al momento, non è disciplinato in modo specifico.
Franco Colapinto, Alpine
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
La possibilità che Mercedes entri nel capitale di Alpine preoccupa chi teme i vantaggi derivanti dal controllo diretto o indiretto di una seconda squadra. Oltre alla questione del gardening leave, Brown ha richiamato anche altri aspetti sensibili: i possibili aiuti in pista (citando il giro più veloce di Daniel Ricciardo nel 2024 Singapore Grand Prix), l’integrità sportiva nelle sedi in cui si discutono questioni regolamentari e la condivisione di risorse. Il quadro delineato è quello di una Formula 1 in cui i team privi di alleanze strategiche rischiano di trovarsi in una posizione di svantaggio rispetto ai concorrenti.
Osservando quanto avviene in altri sport, la discussione non appare affatto inedita. Nei principali campionati calcistici europei, così come nelle più importanti leghe professionistiche statunitensi, i regolamenti vietano espressamente il possesso di partecipazioni in più squadre. La Formula 1 non ha ancora affrontato il tema in modo organico, ma i tempi sembrano ormai maturi per farlo, prevenendo in futuro situazioni potenzialmente controverse e fonte di inevitabili polemiche.
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