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Wolff: "Un anno di contratto, ma con Lewis parliamo di 2022"

Il team principal Mercedes, dopo aver siglato il rinnovo con Hamilton , ha voluto raccontare come mai il contratto sia stato così sofferto. Il manager austriaco sostiene che il futuro è nelle mani del pilota inglese e si proietta oltre il 2022 grazie alla fondazione voluta da Ola Kallenius. Toto ammette che non ha mai avuto il dubbio di perdere Lewis, ma la situazione legata al virus ha condizionato le trattative: "Ma non c'è mai stata alcuna clausola Verstappen".

Wolff: "Un anno di contratto, ma con Lewis parliamo di 2022"

A poche ore di distanza dall’annuncio dell’accordo tra Lewis Hamilton e la Mercedes per la stagione 2021 a tenere banco è… il 2022.

La Formula 1 segue con bramosia le vicende del suo uomo più rappresentativo in assoluto, cercando di capire quando arriverà il momento in cui si ritroverà orfana del pilota più vincente di sempre.

Il presente, però, è la stagione che tra un mese sarà alla vigilia dei test pre-campionato, un Mondiale che Hamilton affronterà come sempre, partendo da favorito. Toto Wolff ha fatto il punto su una trattativa lunga e atipica, influenzata più da cause esterne che interne alla squadra.

Secondo il team principal della Mercedes affrontare l’argomento 2022 avrebbe richiesto più tempo, e di tempo ormai non ce n’era più. “Bisognava pur partire”, ha chiarito Wolff, e le due parti hanno messo la firma su un contratto che li vincola per dodici mesi.

Un accordo che ha soddisfatto entrambe le parti, anche se Hamilton ha dovuto rinunciare ad incrementare il suo salario: “Lewis sapeva che pur avendo i risultati dalla sua parte stiamo vivendo un momento non semplice sul fronte finanziario, c'è una realtà economica là fuori che è importante rispettare”.

Hamilton ha fatto passo indietro, e si prepara a salire in macchina. Wolff, che ha smentito categoricamente le voci di una clausola anti-Verstappen, ha ribadito un concetto chiarissimo: “Lewis, oggi, è ancora il numero 1, e potrebbe restarlo ancora qualora dovesse decidere di andare oltre il 2021”.

La prima domanda è la più scontata: cosa ha determinato la firma di un contratto per una sola stagione?
“È stata una scelta congiunta. Iniziamo da un aspetto importante, ovvero il sostanziale cambio di regolamenti che ci aspetta nel 2022, poi vogliamo valutare insieme come si svilupperà la situazione nel mondo, e ovviamente nell'azienda".

"I piani erano di discutere il contratto a fine stagione, nei giorni liberi tra le due gare disputate in Bahrain, ma poi Lewis ha avuto problemi (è risultato positivo al Covid19). Così ci siamo ritrovati ad iniziare il confronto poco prima di Natale, consci che sarebbe stato importante trovare un accordo il prima possibile. Così abbiamo deciso di rimandare le discussioni sul 2022 più avanti, ad inizio estate, dando priorità alla stagione che si appresta ad iniziare”.

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Cosa pensate che potrà essere diverso nell’estate di quest’anno rispetto ad oggi?
“Ci sono molti punti interrogativi nel mondo, e sono incertezze che influenzano il funzionamento del mondo dello sport, intendo l’aspetto economico, come ad esempio i diritti televisivi, le entrate legate alle sponsorizzazioni e altro".

"Il gruppo Daimler, di cui Mercedes fa parte, sta attraversando una fase di grande trasformazione verso la mobilità elettrica, e questo significa impegnarsi in grandi investimenti in un momento in cui la realtà finanziaria è molto diversa rispetto a quella di qualche anno fa".

"Siamo in linea con questa visione, io, Lewis, io il gruppo di management della Mercedes, non c'è mai stata alcuna discrepanza di opinione, crediamo di aver ottenuto un buon accordo per il 2021 e troveremo il momento giusto durante questa stagione per discutere di un futuro che va anche oltre il 2022. Non volevamo confrontarci su questo fronte parlandone in videoconferenza tra Natale e la fine di gennaio”.

Quanto è stata importante la Fondazione nell’accordo che avere raggiunto?
“L'idea della fondazione è venuta da Ola Kallenius, mentre stavamo discutendo io, lui e Lewis, che è stato subito entusiasta dell'idea. Garantire un contributo finanziario al nostro progetto su diversità ed uguaglianza è un passo importante, ci è sembrata la cosa giusta da fare e mostra il nostro impegno a lungo termine l'uno per l'altro".

"Si tratta di un investimento multi-milionario nel progetto Fondazione, che gestiremo insieme visto che è un’idea che condividiamo con Lewis. Abbiamo ritenuto che fosse un argomento molto importante da affrontare, siamo già molto attivi in quanto Mercedes, i progetti specifici devono essere definiti insieme e non sarà possibile farlo da un giorno all'altro”.

Le trattative con Lewis si sono protratte in una lunga serie di incontri? Quando è arrivata la firma?
“Questa volta è stato tutto più complesso rispetto alle trattative che abbiamo avuto negli anni precedenti perché non potevamo vederci di persona. Ma non ci sono mai state enormi lacune o enormi discrepanze tra le parti, abbiamo trascorso alcune settimane scandite da videoconferenze tenute ogni due giorni, poi definito il quadro complessivo abbiamo passato il tutto agli avvocati”.

C’è stato un momento in cui hai pensato che la firma del contratto fosse a rischio? In più ci sono state indiscrezioni in merito ad una clausola specifica che impedirebbe l’arrivo in Mercedes di Max Verstappen. È davvero così?
“No, non c'è mai stato un momento in cui abbiamo pensato che Lewis avrebbe potuto non correre per la Mercedes. E non c'è mai stato un momento in cui lo stesso Lewis ha avuto dei dubbi in tale senso. Semplicemente la situazione generale e successivamente il problema con il Covid che ha colpito Lewis, ci hanno impedito di sederci faccia a faccia in Bahrain".

"In merito alle clausole di cui hanno scritto alcuni media, le ho lette anche io, ma non so proprio dove abbiano preso forma. Semplicemente è tutto falso, la verità è che non è stato dedicato un solo secondo di discussione in merito a clausole che fanno riferimento ad uno specifico pilota. Lewis non ha mai chiesto nulla del genere negli otto anni che ha trascorso con noi, quella in merito ai piloti è sempre stata una decisione che spetta alla squadra”.

Se oggi dovessi scommettere sul 2022 di Lewis… credi che si fermerà qualora dovesse conquistare l’ottavo titolo o immagini che possa andare avanti ancora?
“La decisione spetta a Lewis, ovviamente. Credo che gli piaccia ancora molto correre, e sono convinto che abbia tutto ciò che serve per poter andare ancora avanti a lungo. È un pilota che si evolve costantemente, si prende cura di sé stesso in termini di preparazione fisica e preparazione mentale, non credo proprio che in termini di capacità possa temere dei limiti alla fine del 2021".

"Ma resta una sua decisione, in termini contrattuali non entrerò nei dettagli, ma siamo sempre stati abbastanza allineati su ciò che l'altra parte si aspetta. E poi, come ho detto tante volte, per me Lewis resta il miglior pilota. Ha un enorme seguito globale, che è andato molto oltre il perimetro degli appassionati di sport motoristici".

"Ha vinto sette campionati mondiali, da anni non commette alcun grosso errore, ed è un pilastro importante su cui conta la squadra. Da parte sua Lewis riconosce anche di essere una delle 2000 persone Mercedes che lavorano al progetto Formula 1 tra parte telaio e motore, non ci sono una o due superstar, bensì 2000”.

Si può però ipotizzare che con George (Russell) ormai dietro le quinte pronto a salire su una Mercedes, possa davvero essere l’ultimo anno di Lewis?
“Ripeto: sarà Lewis a decidere cosa gli riserva il futuro, non voglio commentate quale potrebbe essere la sua posizione. Non nego che la squadra ad un certo punto dovrà decidere cosa fare con i suoi piloti nel lungo periodo, ma Valtteri e Lewis hanno il nostro impegno e la nostra lealtà al 100% per il 2021, li supporteremo con tutto ciò che abbiamo".

"Quando sarà il momento di guardare al futuro ci chiederemo quale potrebbe essere il migliore tandem di piloti per la squadra, e come sempre i primi confronti saranno con Valtteri e Lewis, nel rispetto dei nostri valori di lealtà e integrità. Ma bisogna anche considerare che i giovani piloti sono il futuro, quindi dovremo fare le giuste valutazioni per impostare nel migliore dei modi gli anni a venire”.

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