F1 | Wolff si schiera con Vasseur: "È uno dei migliori TP, bisogna dargli fiducia"
I dubbi sul futuro de francese alla Ferrari restano, ma Toto Wolff lo difende, consapevole sia del suo valore come Team Principal, sia delle sfide da affrontare per rendere una squadra vincente, citando l'esempio di Jean Todt e sottolineando quanto la stabilità sia un valore aggiunto nella Formula 1 moderna.
I presunti interrogativi sul futuro di Frederic Vasseur continuano a tenere banco tra gli addetti ai lavori. Se ne è parlato ancora nel weekend di Spielberg, anche se in modo meno insistente rispetto alla precedente tappa di Montreal. Al di là della posizione specifica di Vasseur, c’è una tendenza ben chiara che sta allineando la vita dei team principal di Formula 1 agli allenatori di calcio.
Vasseur, insieme ad Andrea Stella e James Vowles, è al terzo posto in termini di anzianità come team principal nella stessa squadra, avendo iniziato il suo percorso a Maranello nel mese di gennaio del 2023. Il turn-over generale è stato impressionante.
I riferimenti in termini di longevità restano Christian Horner, al timone della Red Bull dal gennaio del 2005 e Toto Wolff, che ha preso le redini della Mercedes otto anni dopo. I due si sono aggiudicati 29 degli ultimi 30 titoli mondiali, a conferma di quanto la stabilità sia un valore aggiunto nella Formula 1 moderna. Wolff è entrato nell’argomento rispondendo ad una domanda sulla situazione di Vasseur, difendendo l’operato del team principal della Scuderia e sottolineando gli aspetti che ritiene fondamentali per arrivare a formare una squadra vincente.
Frederic Vasseur, Team Principal and General Manager, Scuderia Ferrari, Toto Wolff, Team Principal e CEO, Mercedes-AMG F1 Team
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
“Io e Christian (Horner) siamo gli unici dinosauri sopravvissuti – ha commentato – in Formula 1 si possono comprare tante cose ma non il tempo, e credo serva proprio il tempo per avere il controllo delle dinamiche di un team. Prendiamo l’esempio di Jean Todt, se non ricordo male è entrato a far parte della Ferrari nel 1993 e ha vinto il primo titolo piloti nel 2000, impiegandoci più di sette stagioni. Poi ha iniziato un ciclo di successi, ed è così che funziona, basta osservare quello che accade, ci sono molti esempi”.
“Guardiamo anche il nostro caso – ha proseguito Wolff – dal 2022 non stiamo lottando per alcun campionato, abbiamo avuto qualche weekend molto buono ma non siamo dove vorremmo essere. Ma quando le cose non vanno per il verso giusto nessuno si chiede se chi è al timone sta facendo un buon lavoro, bisogna dare tempo a chi deve ristrutturare una squadra, è impensabile avere successo in tempi brevi”.
Poi Wolff è entrato nella situazione specifica che sta vivendo la Ferrari. “Loic (Serra) ha iniziato lo scorso ottobre, ha bisogno di tempo. In merito a Fred, credo sia uno dei migliori team manager che conosca. Se dovessi cercare un mio sostituto prenderei lui, lo rispetto molto. Ha una grande personalità, è una persona schietta, sa di cosa parla e non perde tempo con la politica. Ha solo bisogno che gli venga garantita la fiducia necessaria per gestire la squadra, e credo sia perfettamente consapevole che in Italia essere team principal della Ferrari vuol dire essere esposto come l’allenatore della nazionale di calcio”.
“In quel ruolo sai anche che sarai costantemente sotto l'occhio vigile dei media – ha concluso Wolff – è un aspetto che va messo in conto, e credo sia necessario farci un po' il callo. Se si vince allora si diventa Gesù Cristo, viceversa sei subito un perdente. In Italia è così, e sotto molti aspetti è fantastico perché è uno scenario che conferma tutta la passione che c’è per la squadra. È un aspetto che va capito e fatto proprio, forse su questo fronte Fred deve ancora imparare qualcosa, ma per il resto credo che meriti di avere tutta la fiducia necessaria per la gestione della squadra. E aggiungo che se andrà via non troveranno nessuno di meglio”.
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