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F1 | Wolff: "Non faremo causa alla FIA se cambierà la regola dei motori"

Il CEO Mercedes dopo la dichiarazioni dure dei giorni scorsi ha cambiato atteggiamento, rendendosi disponibile a una eventuale modifica alla regole sulle power unit. L'austriaco però chiede come si comporterà la FIA in attesa che Mercedes possa modificare il suo motore: "Perderemo solo due o tre cavalli, ma ci vuole tempo".

Toto Wolff, Mercedes

Toto Wolff, Mercedes

Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images

“Fino allo scorso venerdì avevo l'impressione che le cose non sarebbero cambiate”. Le parole di Toto Wolff suonano come un’ammissione rassegnata, o qualcosa di molto simile, di fronte alla possibilità che la pressione congiunta degli altri produttori di power unit raggiunga il proprio obiettivo: introdurre, a partire dal Gran Premio d’Australia, un test “a caldo” per verificare il rapporto di compressione dei motori V6.

“Sono un po' più confuso – ha proseguito il team principal della Mercedes – non mi è ancora chiaro come siamo arrivati a questo punto nell’arco di poche settimane, ora la questione è diventata improvvisamente di attualità”.

Solo pochi giorni prima, in occasione della presentazione della monoposto, Wolff aveva adottato toni decisamente più sicuri, invitando gli avversari a “darsi da fare” e ribadendo come il regolamento tecnico fosse inequivocabile. A cambiare lo scenario sarebbe stata la riunione tra i Costruttori di power unit della scorsa settimana: da quel momento, la posizione Mercedes è apparsa più prudente, quasi rassegnata a un aggiornamento regolamentare che introdurrà nuove verifiche tecniche.

George Russell, Mercedes

George Russell, Mercedes

Foto di: Marcel van Dorst / EYE4images / NurPhoto via Getty Images

“Se squadre, FIA e detentore dei diritti commerciali dovessero fare fronte comune, allora ci sarebbe poco da fare – ha ammesso Wolff – credo che negli ultimi mesi ci sia stata un’intensa attività di lobbying da parte degli altri Costruttori. Riunioni segrete, lettere segrete alla FIA, ma ormai non esistono più segreti, e credo che questo ci abbia portato alla situazione attuale”.

Gli spiragli per un cambio di rotta in extremis appaiono ridotti al minimo. “In Formula 1 le sorprese non mancano mai, quindi non si può essere certi al cento per cento. Da parte nostra abbiamo condiviso il progetto con la FIA passo dopo passo, ricevendo tutte le garanzie sulla conformità alle regole. Non stiamo parlando di un enorme incremento di prestazioni, ma credo che i nostri avversari si siano risentiti e abbiano fatto pressione da tempo”.

Mercedes ha comunque escluso qualsiasi azione legale nei confronti della FIA. Resta però da chiarire cosa accadrà quando il nuovo regolamento entrerà ufficialmente in vigore. “Non faremo causa a nessuno, se la governance dello sport decide di cambiare le regole, che sia o meno contro la nostra posizione, dobbiamo semplicemente accettarlo”.

Il nodo principale riguarda ora le tempistiche necessarie per adeguare le power unit alle nuove disposizioni tecniche. Su questo punto Wolff chiama direttamente in causa la FIA: “Se vengono introdotte nuove regole vanno rispettate, ma se non è possibile farlo in tempi brevi allora spetta alla FIA trovare una soluzione. Al momento questo aspetto non è chiaro. Sviluppare un motore richiede molto tempo, e se ti viene impedito di farlo funzionare nel modo in cui lo hai sviluppato, le conseguenze possono essere molto dannose”.

Allo stesso tempo Wolff ha minimizzato la ricaduta sulla power unit: “Parliamo di pochi cavalli, qualcosa come due o tre al massimo, quindi qualcosa quasi trascurabile nel corso di un Gran Premio. Il punto, però, è il precedente che si sta creando”.

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