F1 | Wolff: "FIA come in un reality show, serve razionalità"
In un contesto di crescente attenzione per la gestione della FIA, Toto Wolff si è chiesto se le cose si stiano muovendo nel modo giusto. Secondo Wolff, la FIA potrebbe avere il suo “reality show” a causa di tutti i drammi recenti e in una situazione di conflitto come quella recente crede che serva una razionalità che, al momento, non vede.
Mohammed Ben Sulayem, President, FIA, with Toto Wolff, Team Principal and CEO, Mercedes-AMG
Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images
Nelle ultime settimane la FIA è stata oggetto di una serie di cambiamenti nello staff, tra cui il licenziamento del direttore di gara Niels Wittich prima del Gran Premio di Las Vegas. Tuttavia, anche prima del Gran Premio del Qatar non sono mancati altri addii eccelenti, come quello di Tim Mayer, uno dei funzionari che da oltre quindici anni faceva parte della Federazione.
C'è stata anche una spinta da parte dei piloti di F1 che hanno chiesto di essere trattati in maniera più corretta e meno infantile, soprattutto legato alla questione del linguaggio, a cui poi si è aggiunta una richiesta di maggiore chiarezza da parte del presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem su come vengono spesi i soldi delle multe.
Ma Ben Sulayem è indifferente a ciò che pensano coloro che sono al di fuori dell'organo di governo, e in occasione del Gran Premio del Qatar ha chiarito che la richiesta dei piloti non è "affar loro". Poche ore dopo, la gestione del Gran Premio del Qatar da parte della FIA è diventata uno dei principali punti di discussione, tra dibattiti sul modo in cui la direzione di gara ha gestito uno specchietto rimasto in mezzo alla pista prima che venisse colpito da un'auto, così come per la severità di alcune sanzioni.
Wolff, che ha visto entrambi i suoi piloti essere sanzionati per infrazioni distinte durante la gara, ha sottolineato come la situazione della FIA sia tutt'altro che ideale al momento. "In generale, se la si guarda in modo positivo, potrebbe avere un suo reality show con quello che sta accadendo in questo momento", ha detto.
La Safety Car Mercedes AMG Max Verstappen, Red Bull Racing RB20, Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15, Lando Norris, McLaren MCL38 in uscita dalla pit lane
Foto di: Dom Romney / Motorsport Images
"Penso che tutti i nostri interlocutori debbano tenere a mente che dobbiamo proteggere lo sport e farlo con responsabilità e trasparenza. E non arriva così. Quindi non posso guardare dentro la FIA. Capisco cosa stiamo facendo noi [i team] per cercare di tenere insieme le cose. Ma è positivo che i piloti siano uniti in questo quadro generale, come hanno dimostrato".
"I team hanno una comprensione di ciò che riteniamo giusto o sbagliato. Quindi tutti devono solo guardarsi allo specchio e dire: "Sto contribuendo al meglio a questo sport o no?"".
Sulla scia di quanto detto da Ben Sulayem sul fatto che la gestione della Federazione non sia affare dei piloti, Wolff ha concordato sul fatto che il presidente della FIA ha il diritto di gestire in autonomia cosa avviene all'interno dell'organo di governo. Tuttavia, ritiene che la stessa Federazione abbia il dovere di garantire che agisca nell'interesse dello sport automobilistico in generale.
"Penso che lui [Ben Sulayem] possa licenziare tutte le persone che vuole; è la sua organizzazione e lui è il presidente. Non è una cosa che coinvolge altri. Per i piloti e per tutti noi è importante chiedersi se il processo decisionale sia migliore. Migliora il regolamento? Lo sport sta migliorando grazie a questi cambiamenti nella FIA e nel personale?".
"Se la risposta a tutto questo è sì, lo sta facendo, allora è una questione interna che deve gestire lui. Ma ovviamente le notizie e le potenziali ricadute in termini reputazione sono negative per tutti noi".
"E questo è anche ciò che intendevo dire: tutti noi siamo in questo sport e tutte le parti interessate; i media, la FIA, i piloti, i team, Liberty, Stefano [Domenicali] che lo gestisce, penso che, in tempi in cui c'è così tanta polarizzazione, così tanto conflitto, la razionalità debba vincere. E per me, al momento, non sembra così".
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