F1 | Wolff esclusivo: "Antonelli? L'ho scelto il giorno che Lewis se n'è andato"
Il team principal Mercedes è pronto a rinnovare il contratto di Russell che considera un top driver a tutti gli effetti e vuole vedere crescere Antonelli in vista del mondiale 2026 quando la Mercedes vorrà tornare protagonista assoluta. Toto non si fa condizionare sulle voci dei motori V10 e ha fiducia nelle monoposto del prossimo anno.
Toto Wolff, Mercedes
Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images
Nella stanza dell’hospitality Mercedes riservata a Toto Wolff c’è un incessante andirivieni di addetti ai lavori. Si spazia dal marketing a questioni tecniche, da discorsi sui piloti a valutazioni sul mercato dei media cinesi. Wolff indossa un orologio prodotto in 100 esemplari (a lui dedicato) realizzato dallo storico sponsor della squadra, quando si accorge che l’oggetto ha catturato la nostra attenzione lo sfila e lo lancia violentemente contro il pavimento. “Resiste a 30.000 G - commenta sorridendo – è uno Shock Absorber, per quello me lo hanno dedicato!”.
Wolff è al timone della Mercedes dal gennaio del 2013, la stagione appena iniziata è la sua tredicesima nelle vesti di team principal ed azionista della squadra. Si dice che sia un ruolo che consuma come nessun’altro all’interno del paddock, ma Toto non sembra accusare il peso degli anni. Non molla, questo è certo (e lo ribadisce), anzi, è più che mai proiettato verso il 2026, stagione in cui la Mercedes spera di ritrovare quel ruolo di riferimento che ormai manca da più di tre anni.
Toto Wolff, team principal Mercedes, si congratula con George Russell dopo il terzo posto in Cina
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
Per questo motivo Wolff non vuole sentire parlare di ripensamenti in materia di power unit. Ha preparato nei dettagli la sua riscossa senza tralasciare nulla, presto arriverà il rinnovo di George Russell, ovvero il punto fermo nel lungo periodo in attesa che gli si affianchi con continuità Andrea Kimi Antonelli. Kimi è la sua scommessa, condivisa, ma fortemente spinta. La monoposto attuale ha dato credito a qualche speranza in più in termini di risultati a breve termine, ma è sul 2026 che Wolff è pronto a puntare tutto. “E non saranno delle brutte monoposto”, ci tiene a sottolineare. Ovviamente, a patto che siano vincenti.
Questione V10. Com'è possibile che sia diventato d’attualità un possibile passaggio ad una motorizzazione atmosferica nove mesi prima del debutto della nuova generazione di power unit?
“Probabilmente c’è qualcuno che teme di non aver raggiunto la competitività in cui sperava, è accaduto lo stesso nel 2014. Ora che si sta arrivando a perfezionare i motori che utilizzeremo il prossimo anno credo che ci sia qualcuno che abbia paura di non avere un buon prodotto, ed è per questo che all'improvviso salta fuori l’idea del V10, è un’azione mirata. Ma detto questo, noi come Mercedes siamo sempre aperti al confronto su questi temi”.
Qual è il motore del futuro?
“È un V8, è un V10? Che tipo di sistema ibrido bisogna adottare? Il carburante sostenibile è chiaramente un punto fermo, per noi può andar bene un motore aspirato come un turbo, qualsiasi sfida si presenti l’accetteremo, purché ci sia una governance adeguata a portare avanti il giusto processo decisionale. Mettiamoci intorno ad un tavolo e confrontiamoci, tutti i produttori di motori portano le loro idee e stabiliamo cosa vogliamo avere dopo il 2030”.
Ci sono però voci insistenti in merito ad una riduzione a sole tre stagioni del ciclo di vita delle prossime power unit, per poi passare ad una nuova motorizzazione nel 2029. È uno scenario che potrebbe andar bene a Mercedes?
“C’è il rischio di sembrare poco affidabili come sport. Abbiamo attratto l’interesse di case come Audi, ci apprestiamo a lanciare una nuova generazione di power unit con carburanti sostenibili e poi, all’improvviso, ecco che si parla di ridurre a tre stagioni l’utilizzo di questa motorizzazione rispetto ai cinque anni che prevede il regolamento. Credo che la Formula 1 debba essere un partner stabile e affidabile, in grado di definire e rispettare i regolamenti. Se ancor prima che le nuove power unit muovano i primi passi si inizia a parlare di anticipare una nuova motorizzazione, beh, c’è il rischio di sembrare poco affidabili. Sono convinto che queste decisioni debbano essere prese guardando i benefici dello sport nel lungo periodo, andando oltre quello che può essere lo scenario di una singola stagione. Deve esserci un piano a lungo termine e tutti devono remare nella stessa direzione”.
Sei soddisfatto degli accordi raggiunti nel nuovo Concorde agreement?
“Credo sia un grande successo per la Formula 1, abbiamo trovato una visione comune fino al 2030, tutti gli 11 team hanno firmato, compreso la Cadillac. Hanno espresso molto bene la loro posizione parlando con le altre squadre, e sono convinti di poter aggiungere qualcosa al mondo della Formula 1. Quindi, si, siamo 11 squadre e ora abbiamo un piano commerciale, è un passo molto positivo”.
George Russell, Mercedes
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
Passiamo al futuro di George Russell. È uno degli argomenti caldi perché nel mercato dei top team e praticamente l’unico pilota con un contratto in scadenza. Che intenzioni ci sono? Arriveranno presto delle decisioni?
“Sì, assolutamente, intendo dire che è quasi un segreto… come si dice? Di Pulcinella? Un segreto di Pulcinella. Abbiamo intenzione di confermare i nostri piloti a lungo termine, le cose stanno procedendo nella direzione giusta”.
La domanda si riferisce soprattutto ai ciclici rumors secondo i quali ci sarebbe uno spiraglio aperto per Verstappen. Probabilmente termineranno nel momento in cui annuncerete il rinnovo con George...
“Sì, esattamente, ma in un contratto non si definisce solo che un pilota guiderà una monoposto, ci sono anche altri aspetti che vanno discussi, nell’interesse del team e del pilota stesso. È un processo strutturato e richiede un po' di tempo”.
Per quale motivo Russell nel paddock è troppo sottovalutato?
“Non certo per noi. È un pilota top e siamo fortunati ad averlo in squadra. La decisione di prendere Kimi nel team è arrivata anche perché sapevamo di avere George come punto di riferimento, sapevamo che ci avrebbe detto dove sarebbe stata la macchina e ovviamente è il punto di riferimento per Kimi.
George Russell, Mercedes
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
Possiamo dire che George non sia stato particolarmente fortunato arrivando in Mercedes nel 2022, proprio quando la squadra ha smesso di vincere…
“Esatto, ci si aspettava qualcosa di diverso. Ma abbiamo potuto vedere il valore di George nel confronto con Lewis, stiamo chiaramente parlando di un pilota di alto livello”.
Ora che Andrea Kimi Antonelli è un pilota titolare puoi rivelarci se è vera o meno l’indiscrezione secondo la quale la scelta di puntare su di lui l’hai presa nel momento in cui Lewis è uscito dal tuo ufficio dopo averti informato del passaggio in Ferrari...
“Assolutamente. Con tutto il rispetto per i 12 anni che abbiamo vissuto insieme e per l'amicizia e il successo che abbiamo avuto insieme a Lewis, appena mi ha comunicato le sue intenzioni ho pensato subito a chi sarebbe stato il prossimo pilota a salire in macchina. Ci sono due scuole di pensiero in questi casi: ti prendi un rischio, puntando su un pilota giovane che ritieni capace di essere all’altezza, o fai una scelta più conservativa, vai sul mercato e prendi il pilota che ritieni essere il migliore tra quelli disponibili".
"C’è anche un altro aspetto che ha pesato nelle valutazioni. Mettere Kimi in un’altra squadra per fare esperienza, come la Williams, avrebbe voluto dire cederlo per almeno due stagioni, e non volevo impegnarmi così a lungo. In più, anche se avessimo trovato un team disponibile ad accogliere Kimi per una sola stagione, che motivazione avrebbe avuto un pilota a venire in Mercedes per un anno? Questi sono stati i pensieri nei minuti successivi all’uscita di Lewis dal mio ufficio”.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
Quante persone sono state coinvolte nella scelta di puntare su Antonelli?
“Ovviamente Ola Kallenius (CEO di Daimler), Markus (Schäfer, membro del consiglio di amministrazione Mercedes) e poi il gruppo di lavoro, Gwen (Lagrue, responsabile del programma Mercedes junior), James Allison e Bradley Lord. E ovviamente io. Per quanto possa avere una visione ferma, voglio sempre che venga messa in discussione ed è stato un confronto davvero interessante con i pro e i contro”.
Hai avuto ripensamenti quando la stagione 2024 in F2 di Antonelli non procedeva proprio al meglio?
“No, F3 e F2 sono categorie complesse, devi essere nella squadra giusta al momento giusto. Non abbiamo ma avuto dubbi sulla velocità, sulla personalità e sui valori di Kimi, sappiamo che ha bisogno di tempo, il suo processo di crescita è avvenuto molto rapidamente. Sono sempre stato convinto che il 2025 per lui fosse il momento giusto per fare il salto, poiché la prossima stagione cambierà il regolamento tecnico e vogliamo che arrivi a quell’appuntamento con un anno d’esperienza sulle spalle”.
In merito alle monoposto che vedremo in pista il prossimo anno ci sono opinioni contrastanti nel paddock. C’è chi teme che sarà molto complicato spiegare al pubblico tanti nuovi sistemi di funzionamento, si parla molto delle modalità di recovery della batteria che porteranno le vetture a rallentare in vari punti della pista. Pensi che sarà davvero un passo avanti per la F1?
“La gente non vedrà alcuna differenza, avremo soluzioni aerodinamiche innovative ma contrariamente a ciò che la gente crede, la ricarica alla fine dei rettilinei esiste anche oggi, una macchina di Formula 1 non accelera fino alla fine degli allunghi, abbiamo un grafico della velocità che si appiattisce alla fine dei rettilinei, ed è molto diverso rispetto a quanto accadeva 10 anni fa. Credo che sarà così anche nei prossimi anni, oggi c'è molto allarmismo su come funzioneranno le nuove power unit ma la Formula 1 ha sempre fornito le giuste soluzioni, quindi non ho dubbi che sarà uno spettacolo come sempre”.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
Passiamo alla vostra monoposto attuale. Da quanto avete potuto vedere nelle prime due tappe disputate, vi ha garantito i passi avanti a cui puntavate al termine del 2024?
“È una piattaforma più stabile, lo scorso anno il posteriore era il nostro punto debole e l'anteriore quello di forza. Ora vanno di pari passo ma non siamo ancora contenti della larghezza della finestra di funzionamento, vogliamo che sia un po' più ampia. Al momento è ancora difficile trovare la corretta stabilità, passiamo ancora dall’essere leader di una sessione al sesto posto in quella successiva, ma dobbiamo anche dire che sta succedendo a molte altre squadre, e forse sarà così per tutto l'anno”.
Quando è apparsa l’indiscrezione secondo la quale Susie Wolff si sarebbe candidata alla presidenza della FIA c’è chi ha pensato che tu fossi pronto al ritiro! Poi è emerso che si trattava di una notizia infondata...
“Io che mi ritiro? Perché no? Sto scherzando, non ancora, forse un giorno quando Jack (il figlio di Wolff) inizierà a fare sul serio nelle categorie propedeutiche, chissà. In merito a Susie, non è accaduto nulla, siamo una famiglia di imprenditori, lei è concentrata sulla crescita della F1 Academy e non credo che ambisca ad un ruolo di rappresentanza, per quanto onorevole come la presidenza della FIA”.
Sei un fan del motorsport ad ampio raggio. Perderemo il weekend di Spa per due anni, credi che sia uno sviluppo naturale del mercato o bisogna lavorare di più per mantenere alcuni punti fermi della storia della Formula 1?
“Mi sento in buone mani, perché Stefano (Domenicali) conosce bene il significato dello sport, ha un appartamento che si affaccia direttamente sul circuito di Monza, non bisogna spiegargli nulla. Allo stesso tempo oggi ci è chiesto di andare in posti nuovi per far sì che la Formula 1 diventi popolare anche in altre regioni del mondo. È una questione di equilibrio, un mix tra nuove realtà e la tutela delle sedi storiche, e Stefano è chiaramente il migliore per trovarlo”.
Come hai accolto la notizia del rinnovo di Stefano al timone di Formula 1 Group per altri cinque anni?
“È stata una notizia molto importante. È una brava persona, ha tutti i valori giusti, ha un buon senso commerciale, è brillante con i promotori e non accetta stronzate. La stabilità che ci garantisce la sua presenza per altri cinque anni è davvero una bella notizia. Lo sport ha bisogno di stabilità e di una direzione precisa, e lui la sta fornendo”.
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