Wolff: "Di motore dobbiamo recuperare su Ferrari"

Il team principal Mercedes pensa che ci sia un avvicinamento di prestazioni fra i motoristi: Ferrari è davanti, ma Honda e Renault sono ormai alla pari con noi. Hamilton: "Riparleremo del contratto in Austria".

Wolff: "Di motore dobbiamo recuperare su Ferrari"

Nell’incontro con i media tenutosi nella giornata di ieri, Toto Wolff ha risposto a domande che hanno toccato tutti i temi del momento. Non solo il suo futuro e un mercato piloti molto animato, ma anche i nuovi regolamenti e le incognite legate alla vigilia del Mondiale. Ecco le risposte del team principal della Mercedes…

Come stanno andando le trattative per il rinnovo di Lewis?
“Con Lewis (dopo Melbourne) non ci siamo visti a causa del lockdown, eravamo in due diverse località del mondo, ma siamo sempre rimasti in contatto senza però parlare del futuro. Tra di noi c'è molta fiducia, lavoriamo insieme ormai da tempo, e in questi anni non abbiamo mai tirato fuori il contatto per ricordarci cosa c’è scritto".

"Quando ci ritroveremo in pista passeremo un po' di tempo insieme, tireremo fuori dalla credenza il vecchio contratto e valuteremo insieme. Spero che tutto possa arrivare ad una buona soluzione abbastanza presto”.

Hamilton si è espresso in modo fermo su quanto accaduto recentemente negli Stati Uniti. Quanto è importante per Mercedes questo aspetto del carattere di Lewis?
“Conosciamo Lewis e sappiamo che ha sempre manifestato grande sostegno per qualsiasi minoranza. Ad essere sincero, ho imparato molto da lui. Una volta mi ha posto una domanda: ‘ti sei mai soffermato sul tuo essere bianco?’. Ho risposto: ‘No Lewis, in realtà non ci ho mai pensato’. E mi ha spiegato ‘Io devo pensarci ogni giorno’. Credo che per noi sia difficile capire certe situazioni, ed è per questo che sono felice e solidale con Lewis per la posizione che ha preso, e lo ha fatto anche da ambasciatore del nostro sport”.

Credi che Mercedes e Formula 1 faranno qualcosa di concreto per supportarlo?
“Sono stato abbastanza fortunato perché sono cresciuto in una famiglia composta da persone di diverse nazionalità. Ho vissuto a lungo con una famiglia ebrea, e ho conosciuto la discriminazione sin da piccolo. Tutti noi abbiamo il potere per provare a cambiare le cose ma a volte hai bisogno di eventi che ti spingano ad agire, come quello accaduto pochi giorni fa negli Stati Uniti, che ha innescato un’enorme ondata di supporto per qualsiasi minoranza".

"Penso che sia positivo che Lewis, come superstar in uno sport che è storicamente dominato dai maschi bianchi, sia in prima linea. Nel nostro team incoraggiamo la diversità, scegliamo le nostre persone solo per le loro capacità, non ci interessa cultura, religione o colore della pelle. Tutti noi possiamo fare la differenza, ed ognuno di noi dovrebbe far parte della mobilitazione che è sorta per fermare questo tipo di episodi”.

Si prospetta una stagione con 15-18 gare. Credi che richieda una preparazione atipica e che possa anche avere un valore diverso per chi si aggiudicherà i titoli?
“È un calendario inedito che comporterà alcune sfide da affrontare. L'affidabilità sarà una componente fondamentale soprattutto nelle prime gare, le monoposto sono uscite da poco dai container provenienti dall'Australia e non ci sarà molto tempo per provarle sui banchi di simulazione, ci sarà molto lavoro che sarà svolto direttamente in pista".

"È stata una notizia molto positiva avere una base di calendario europeo con otto Gran Premi, spero che presto vengano confermate le gare finali in Medio Oriente e poi vedremo come si svilupperà la situazione negli altri paesi”.

Negli ultimi mesi si sono sempre susseguite voci relative all’intenzione della Mercedes di abbandonare la Formula 1. Credi che siano speculazioni casuali o c’è un disegno dietro questi rumors?
“L’impressione è davvero quella che ci sia una sorta di campagna in corso. È chiaro che ogni azienda automobilistica sta affrontando un momento difficile e con tanti punti interrogativi, ogni singolo giorno quando apri una rivista o un giornale trovi articoli in merito alle difficoltà che Volkswagen, Renault, FIAT o Daimler devono affrontare e capisco perfettamente che in un contesto del genere un programma sportivo possa essere messo in discussione".

"La direzione operativa di Mercedes vede la Formula 1 come una attività che è parte integrante dell’azienda, costruiamo macchine stradali e costruiamo macchine da corsa, e in realtà la prima macchina in assoluto costruita è stata una macchina da corsa".

"Il programma Formula 1 non è visto solo come una piattaforma di marketing che genera un valore aggiunto, ma lo vediamo come un co-esercizio. C'è un trasferimento di tecnologia tra la Formula 1 e la strada e viene apprezzato da tutto il gruppo Daimler. Poi, ovviamente, discutiamo le nostre attività e tutti i nostri investimenti anno per anno e, tornando alla domanda, credo che siamo solo un obiettivo per qualcuno che vuole creare titoli e avere più clic”.

Pensi che la Mercedes in questa stagione risponderà alle performance della power unit Ferrari del 2019?
“La power unit Ferrari dell’anno scorso era molto più potente, ma quest’anno non abbiamo ancora avuto modo di confrontarci. Solo in un weekend di gara, intendo qualifica e corsa, hai la percezione dei valori in campo, e come sapete… io non sono mai ottimista".

"Dobbiamo recuperare il passo, dobbiamo confermare un motore affidabile, potente e guidabile, e spero che riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi. Ma non vorrei nemmeno dimenticare Honda e Renault, penso che praticamente ogni singolo fornitore di power unit sia ormai alla pari”.

Oggi vediamo molti giovani rinunciare alle carriere sportive per mancanza di fondi. Un pilota come Lewis oggi ce la farebbe ad arrivare in Formula 1?
“Il punto di inizio è il karting: è dove ci sono le radici delle corse automobilistiche ed è li che il contesto dovrebbe iniziare ad essere più economico. Se un bambino di 12 anni deve pagare più di 100.000 euro per una stagione di gare, capiamo subito che diventa proibitivo per la maggior parte delle famiglie".

"Dobbiamo lavorare su un piano che permetta ad un gran numero di bambini di provare a fare karting, poi i migliori troveranno le opportunità per farsi strada verso la Formula 1. Quando a un ragazzo come Lewis Hamilton viene data la possibilità di iniziare in karting, sono certo che troverà il modo per farsi strada, perché il talento viene sempre premiato. E in generale, anche le categorie propedeutiche con monoposto dovrebbero essere più economiche”.

Le restrizioni sullo sviluppo aeronautico sono il primo meccanismo di handicap nella storia della Formula 1. Sei favorevole?
“Sono un fan della meritocrazia: in Formula 1 vincono il miglior pilota e la migliore macchina. È sempre stato così, senza meccanismi che falsano i valori in campo come in qualche altro sport in cui l’esigenza dello spettacolo a tutti i costi ha diluito i valori sportivi. Odio qualsiasi tipo di balance-of-performance, perché diventa un gioco politico e un campionato mondiale politico non ha nulla a che fare con la Formula 1".

"Ciò che è stato introdotto con il nuovo regolamento è la possibilità per i team più piccoli di tornare progressivamente ad avvicinarsi alle squadre di vertice, in termini di portata dello sviluppo che hanno a disposizione".

"Sono minuscole percentuali che variano di anno in anno, quindi non farà una grande differenza nel breve periodo, ma bilancerà il campo negli anni. È un meccanismo graduale, non uno stravolgimento fatto con una mazza da baseball! Ecco, le griglie invertite sarebbero invece state un cambiamento da… mazza da baseball”.

Che impatto avrà il limite di budget sulla tua squadra? Avete valutato programmi alternativi come Indycar o WEC, nel mirino della Ferrari, o magari punterete su un team satellite riprendendo il modello Red Bull-AlphaTauri?
“Stiamo vivendo una realtà finanziaria che è molto diversa da quella pre-Covid. Abbiamo accettato il ritocco al budget cap perché è indispensabile che la Formula 1 vada verso un modello finanziario sostenibile, in grado di generare dei profitti e non delle perdite".

"Per noi è anche un modo per assicurarci che Daimler possa apprezzare non solo i vantaggi sportivi e di marketing derivanti dal programma Formula 1, ma anche una piattaforma neutra in termini di costi".

"Come squadra il limite di budget comporterà una rivalutazione totale, significa cambiare il modo in cui facciamo le cose e distribuire il personale in nuove aree. Abbiamo un dipartimento molto forte che si chiama Mercedes Benz Applied Science, dove lavoriamo per clienti ad ‘alte prestazioni’ e distribuiamo i nostri servizi. Chissà, forse valuteremo altre categorie al fine di mantenere le risorse e la proprietà intellettuale all'interno di Daimler e della Mercedes, ma oggi è presto per dirlo”.

Toto Wolff, Executive Director (Business), Mercedes AMG, e Mattia Binotto, Team Principal Ferrari

Toto Wolff, Executive Director (Business), Mercedes AMG, e Mattia Binotto, Team Principal Ferrari
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Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W11 EQ Power+

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W11 EQ Power+
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Valtteri Bottas, Mercedes F1 W11 EQ Power+

Valtteri Bottas, Mercedes F1 W11 EQ Power+
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Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

Dettagli Mercedes F1 W11

Dettagli Mercedes F1 W11
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Foto di: Giorgio Piola

Dettaglio freno anteriore, Mercedes F1 W11

Dettaglio freno anteriore, Mercedes F1 W11
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Foto di: Giorgio Piola

Sospensione anteriore della Mercedes F1 AMG

Sospensione anteriore della Mercedes F1 AMG
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Foto di: Giorgio Piola

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W11

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W11
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Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W11

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W11
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

L'ala posteriore della Mercedes AMG F1 W11

L'ala posteriore della Mercedes AMG F1 W11
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Foto di: Giorgio Piola

Lewis Hamilton's Mercedes F1 W11 ritorna ai box

Lewis Hamilton's Mercedes F1 W11 ritorna ai box
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

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