F1 | Wolff: "Cambiare le regole? Serve agire con precisione, non con la forza bruta"
Il team principal condivide il lavoro che è stato svolto fra piloti, FIA, Formula 1 e team e si augura che non ci sia alcuna forzatura nelle scelte normative che devono essere il frutto di un lavoro condiviso, senza rincorrere troppo il passato.
Toto Wolff, Mercedes
Foto di: Artur Widak / NurPhoto via Getty Images
In vista delle modifiche al regolamento tecnico e sportivo previste per il Gran Premio di Miami, Toto Wolff si allinea alla posizione già espressa da altri team principal: intervenire con precisione, senza stravolgimenti. Meglio il bisturi della mazza da baseball. Il rischio, come sottolineato anche da Alan Permane è, infatti, quello di generare nuove criticità nel tentativo di risolverne altre.
Il team principal della Mercedes ha richiamato l’attenzione sulla responsabilità condivisa di tutti gli addetti ai lavori del paddock nel preservare il valore dello sport, criticando al tempo stesso una certa tendenza a esporsi pubblicamente con dichiarazioni che non sempre contribuiscono in modo costruttivo al dibattito. Wolff ha inoltre evidenziato come alcune problematiche siano intrinseche al motorsport e non necessariamente legate al regolamento di Formula 1 2026.
“Le discussioni tra piloti, FIA, Formula 1 e team sono state costruttive e tutti condividiamo gli stessi obiettivi – ha spiegato Wolff – si tratta di migliorare il prodotto, garantendo una competizione autentica e valutando eventuali interventi in termini di sicurezza. Ma bisogna agire con precisione, non con la forza bruta. Dopo appena tre gare dobbiamo anche imparare dal passato: a volte sono state prese decisioni affrettate, poi corrette in modo eccessivo. Non dobbiamo dimenticare che siamo i custodi di questo sport”.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Mark Thompson / Getty Images
Uno dei primi temi affrontati è stato quello delle qualifiche. “È fondamentale allineare gli obiettivi: rendere le qualifiche più spettacolari per i piloti, garantire la sicurezza e, allo stesso tempo, preservare ciò che funziona in gara, come i sorpassi. I primi passi sembrano andare nella giusta direzione, senza eccessi. Se in futuro sarà necessario ridefinire gli obiettivi, lo faremo. Ma oggi il quadro è piuttosto chiaro, ed è un segnale positivo”.
Al centro del dibattito resta anche la tutela dell’identità storica della Formula 1. Le critiche emerse dopo le prime gare stagionali si sono concentrate soprattutto su elementi che incidono sul DNA della categoria, come il giro di qualifica.
“Tutti noi, i piloti, la FIA, la Formula 1 e i team, dobbiamo essere consapevoli della nostra responsabilità. Dobbiamo rispettare ciò che questo sport ci ha dato, lavorando per migliorarlo e proteggerlo quando necessario. Tutti abbiamo le nostre opinioni, e questo è assolutamente legittimo, ma le discussioni dovrebbero avvenire nelle sedi opportune più che in pubblico, perché lo sport è in un momento molto positivo. Ci sono milioni di fan che amano questo sport, così come ce ne sono altri che non amano certi aspetti, ma per proteggere la piattaforma costruita anno dopo anno, non dovremmo parlare male del nostro stesso sport in pubblico. E tutti noi siamo caduti in questo errore in passato a causa di giochi di potere o perché cercavamo di proteggere una situazione”.
“Certo, ognuno ha il diritto di avere un'opinione – ha proseguito Wolff - ma credo che abbiamo il dovere di esprimere tale opinione nelle sedi opportune, ed è quanto abbiamo visto nelle ultime settimane in cui tutto è stato molto costruttivo. Dobbiamo agire in base a ciò che vediamo: cosa piace e cosa non piace ai fan? Bisogna rispettare anche gli appassionati più accaniti, ma c'è anche una certa nostalgia che rende il passato molto migliore del presente".
"La gente parla molto degli anni 2000 e forse dimentica che ci sono state stagioni nelle quali non c'è stato un solo sorpasso in una gara. Forse era fantastico per i piloti perché si andava a tavoletta in curva, ma se questo prodotto poi risulta noioso per gli spettatori, allora non ci guadagniamo nulla. Quindi penso che oggi ci troviamo in una situazione molto privilegiata, perché abbiamo un grande sport: tutti noi abbiamo la responsabilità di portarlo avanti”.
L'incidente di Oliver Bearman in Giappone, Haas F1 TGR
Wolff ha poi toccato l’argomento sicurezza, emerso in modo importante dopo l’incidente tra Franco Colapinto e Oliver Bearman nel Gran Premio del Giappone. “È stato un errore di valutazione, ma detto questo, dobbiamo tutelare la sicurezza dei piloti, è la priorità assoluta. Ci sono tantissime gare fantastiche in giro per il mondo che tutti i piloti amano. Adoro Le Mans, passo le notti a guardare la schermata dei tempi, ma se ci soffermiamo a valutare, vediamo che le hypercar percorrono le curve Porsche a 30 o 40 chilometri orari più velocemente delle vetture GT3. Le differenze di velocità sono enormi. Abbiamo visto situazioni critiche, incidenti gravissimi tra queste due classi diverse, ricordo di essere rimasto sveglio tutta la notte quando Rockefeller si è schiantato contro una vettura GT di notte a causa di un errore di valutazione. E ricordo anche lo spettacolare incidente di Alan McNish contro una GT3. Ma nonostante tutto questo, continuiamo ad amare le corse, e questa gara continua ad esistere come sempre”.
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