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Carlos Sainz era uno dei piloti più ambiti del mercato lo scorso anno e la Williams ha fatto di tutto per assicurarsi di averlo nel team in questa stagione. A Jeddah lo spangolo si è rivelato la pedina strategica su cui la Williams sperava di contare, giocando un ruolo chiave nella top 10 del team di Grove, dando il DRS a compagno di squadra.

Carlos Sainz, Williams

Non appena Carlos Sainz è entrato sul mercato per il 2025 dopo la separazione con la Ferrari, il team principal della Williams James Vowles ha fatto di tutto per volerlo con sé. Non si trattava solament del prestigio nell'attirare un pilota che aveva già vinto delle gare, ma di acquisire anche qualcuno che offrisse una ricchezza di competenze strategiche e tecniche.

La gara di quest'anno in Arabia Saudita ne è stata la dimostrazione. Quando il suo compagno di squadra Alex Albon ha dovuto difendersi dalla rimonta di Isack Hadjar, a Sainz è stato chiesto di rallentare e di assicurarsi che Albon si trovasse nel raggio d'azione del DRS, al fine di avere gli strumenti per respingere il pilota della Racing Bulls. Questo approccio ha dato i suoi frutti, in quanto la Williams si è assicurata sei punti che le hanno permesso di raggiungere il quinto posto nella classifica costruttori.

Chi meglio di Sainz poteva far funzionare questo sistema? Dopo tutto, un anno e mezzo fa aveva trasformato il trucco del DRS in una strategia vincente. La volontà di voler aiutare Albon ha fatto pensare al Gran Premio di Singapore del 2023. All'epoca, Sainz diede a Lando Norris un traino lungo i rettilinei per assicurarsi che George Russell non li superasse negli ultimi giri, raccogliendo l'unica vittoria non-Red Bull di quella stagione.

Questa volta la posta in gioco era leggermente più bassa, ma non per questo meno importante: si trattava di garantire alla Williams l'ottavo e il nono posto in gara, fondamentali in ottica mondiale costruttori.

Carlos Sainz, Williams

Carlos Sainz, Williams

Foto di: Peter Fox - Getty Images

Considerate le affermazioni di Vowles, secondo cui la Williams spenderà risorse molte limitate per la sua vettura 2025, riuscire ad accumulare presto un buon bottino di punti sarà determinante per il piazzamento finale nel campionato, soprattutto se le altre squadre in lizza per il quinto posto assoluto miglioreranno nel corso dell'anno.

Sainz sembra abbia fatto un passo in avanti nel gestire le esigenze della Williams. Basti pensare alle difficoltà di Lewis Hamilton, sostituto di Sainz alla Ferrari, che ha notato come le differenze nel gestire una vettura con un propulsore Ferrari siano sorprendentemente ampie.

In realtà, Sainz già in Bahrain aveva mostrato segnali incoraggianti rispetto alle prime tre gare, entrando in Q3 e piazzandosi davanti ad Albon in griglia, seppur abbia ammesso che in gara, preso dalla foga di lottare con i migliori, ha sbagliato a leggere la corsa, consumando prima del previsto gli pneumatici fino all'incident con Tsunoda. 

Pertanto, lo spagnolo ha adottato un approccio più cauto a Jeddah, su una pista dove, comunque, in realtà è difficile superare. In qualifica è riuscito a centrare uno splendido sesto posto ottenendo il massimo dall'alta efficienza della FW47, ma non si è fatto coinvolgere troppo nelle lotte con Hamilton e Norris dietro di lui; sapeva che c'era troppo da perdere aggrappandosi al sesto o al settimo posto.

Carlos Sainz, Williams, Alexander Albon, Williams

Carlos Sainz, Williams, Alexander Albon, Williams

Foto di: Peter Fox - Getty Images

Sebbene il team sapesse di poter contare su Sainz per far funzionare il sistema DRS nelle fasi finali della gara, il pilota madrileno ha ammesso di essere stato un po' reticente a farlo. "Il team mi ha chiesto di dare il DRS ad Alex per assicurarsi che Hadjar non avesse la possibilità di passarci. È un'operazione difficile perché hai sempre la sensazione di esporti, soprattutto su una pista ad alta velocità dove il DRS ha un effetto molto forte. Si è sempre un po' nervosi perché si sa che da quel momento in poi non si può sbagliare se si commette un errore o si colpisce un muro o altro".

"Ma alla fine ha funzionato e ho potuto mostrare il mio ritmo nell'ultimo giro; avevo molto ritmo, il che è davvero un buon segno. Non è la stessa cosa quando si tratta di una tua idea, perché sai di essere sicuro al 100%, mentre quando si tratta di qualcosa che viene dalla squadra, fai sempre un po' più fatica a impegnarti perché non ti viene naturale. Ma credo che alla fine abbiamo fatto la scelta giusta".

Negli ultimi anni, raramente la Williams ha avuto a disposizione sia la macchina che i piloti per poter giocare di strategia e garantire che entrambi i piloti potessero fare punti; ci sono stati momenti l'anno scorso in cui Albon e Colapinto erano entrambi nella top 10, e c'è stato anche il folle Gran Premio d'Ungheria del 2021 - quando Russell ha detto alla squadra di dare priorità a Nicholas Latifi per garantire che la squadra ottenesse il suo miglior risultato in quattro anni.

Con Sainz ormai quasi completamente integrato nella squadra e con una vera e propria vettura da centrocampo, il futuro della Williams appare molto più roseo; le riforme di Vowles dietro le quinte potrebbero richiedere più tempo per essere pienamente realizzate, ma i rami più bassi stanno iniziando a dare i loro frutti.

Gare come quella di Jeddah dimostrano esattamente perché la Williams e Vowles hanno desiderato a lungo Sainz.

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