F1 | Williams: la mancata consegna dei video delle ali espone un problema regolamentare
La Williams è stata convocata dai commissari sportivi del GP della Cina per spiegare perché non ha fornito le riprese video obbligatorie delle sue ali. Ma questo non è, di per sé, una prova di imbroglio.
La flessione delle ali continua ad essere un tema caldo in Formula 1, dopo che la FIA ha annunciato test più severi su quelle posteriori a partire dal GP della Cina. E' quindi naturale che ci sia stata un'immediata presunzione di colpevolezza quando l'organo di governo ha diffuso un rapprto del delegato tecnico Jo Bauer, nel quale diceva avrebbe segnalato la Williams ai commissari sportivi per non aver fornito le riprese video delle sue ali entro un'ora dalla fine delle prove libere in Cina.
Il team non ha ancora dato una spiegazione per questa mancanza. E' facile quindi dedurne la colpevolezza, anche se è impossibile provarla. Tuttavia, potrebbe anche una spiegazione che va in direzione dell'innocenza, perché è impossibile essere certi che un'ala sia illegale semplicemente osservando un filmato.
Non è necessario scavare molto sui social media per vedere persone che condividono filmati di ali che sembrano flettersi e affermano, spesso con toni isterici, che si tratta di una pistola fumante su cui è necessario agire. In realtà, è perfettamente naturale che le ali si flettano sotto carico ed è impossibile evitarlo completamente: la domanda è quanto sia stato deliberatamente progettato e a quale scopo.
L'unico modo pratico per misurare l'esatto grado di flessione di un'ala sotto carico è quello di farlo a riposo, applicando dei pesi. Anche questo non è del tutto simile, e da qui nasce la recente modifica della tolleranza consentita nei test delle ali posteriori.
I team di F1 sfruttano le misure statiche da decenni. Nell'era precedente dell'effetto suolo, la FIA ha cercato di limitare questo fenomeno imponendo un'altezza minima di marcia, che ovviamente poteva essere misurata solo quando la vettura era ferma.
Haas VF-24 rear wing detail
Photo by: Andreas Beil
Lo scopo della FIA nell'introdurre nuovi controlli video al Gran Premio del Belgio dello scorso anno era quello di trovare un modo per indicare scientificamente il grado di flessione di un'ala sotto carichi aerodinamici reali. Le telecamere ad alta definizione rivolte verso l'avanti e verso il retro sono state puntate sulle ali anteriori e posteriori, che presentavano dei punti sugli endplate in modo che la FIA potesse esaminare il grado di rotazione degli elementi alari.
Al momento queste telecamere vengono utilizzate solo durante le sessioni di prove libere (il che, ovviamente, apre la possibilità per i team di sostituire componenti al limite della legalità per le qualifiche e le gare). E' risaputo che l'esame dei filmati di varie vetture durante le FP1 in Australia è stato lo spunto per l'ultima modifica al sistema di verifica.
Ma alla Williams non è stata riscontrata alcuna violazione dei regolamenti tecnici. Si tratta solo di una violazione procedurale di una direttiva tecnica e, in ogni caso, non ci si aspettava di fornire i filmati della Sprint Qualifying in Cina.
Inoltre, il rapporto del delegato tecnico non diceva che la Williams non aveva fornito il filmato, ma semplicemente che non era riuscita a fornirlo entro il termine stabilito di un'ora dalla fine delle prove.
È probabile che questo sia il motivo per cui i commissari hanno deciso di rinviare l'udienza a sabato mattina a Shanghai: non si tratta di un caso che deve essere esaminato con urgenza.
Ma deve essere ascoltato, perché se si vede che la Williams rimane impunita per una simile violazione, altre squadre penseranno di poter evitare di fornire i filmati e sfuggire alle sanzioni. Questo minerebbe l'intera filosofia di sottoporli ad un controllo (quasi) costante.
Quindi, anche se c'è una spiegazione per non aver fornito il filmato entro la scadenza stabilita e non è stato violato alcun regolamento tecnico, una qualche punizione è inevitabile. Il problema, data la natura senza precedenti di questa vicenda, è la sua gravità.
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