F1 | Vowles: "La PU Mercedes è legale. Rivali irritati, ma deve vincere il buon senso"
Le discussioni sul rapporto di compressione della PU Mercedes continuano ad animare il paddock. Mentre Ferrari, Honda e Audi chiedono di intervenire rivedendo le procedure, Vowles difende la legalità della soluzione, sottolineando come anche cambiando i controlli, intervenire avrebbe profonde implicazioni sullo sport e su chi sarebbe conforme.
Per tutto l’inverno, uno dei grandi temi che ha tenuto banco è stato quello sul rapporto di compressione della Power Unit Mercedes che, a caldo, supererebbe il valore consentito dal regolamento di 16:1, fino ad arrivare un rapporto di circa 18:1. Qui si è aperta un’ampia discussione sull’interpretazione di quelle che sono le regole in merito, soprattutto sui controlli.
La W17, infatti, supererebbe i controlli attuali a freddo, come prescrive il regolamento, ma sarebbe poi in grado di superare quel valore a caldo, nel momento in cui gira in pista, ottenendo così non solo un vantaggio di potenza. Chiaramente, gli altri costruttori hanno subito chiesto dei chiarimenti alla FIA che ha spiegato recentemente di voler arrivare a una soluzione entro il primo GP in Australia.
È logico che sia Mercedes che i team che montano la PU della Stella abbiano una posizione forte sulla vicenda, dato che sono coloro che trarrebbero un vantaggio, mentre Ferrari, Honda e Audi, con Red Bull più sullo sfondo, vorrebbero con fermezza dei chiarimenti e un intervento diretto della Federazione. Sul tavolo c’è la possibilità di modificare i controlli, in modo che questi avvengano anche a caldo.
Carlos Sainz, Williams
Foto di: Glenn Dunbar / LAT Images via Getty Images
Ora spetta alla FIA rispondere alla domanda se intenda modificare o meno le procedure di misurazione e, in caso affermativo, con quali tempistiche. Un primo passo richiederebbe la maggioranza qualificata nel Power Unit Advisory Committee, con quattro dei cinque motoristi, oltre a FIA e FOM, per cui anche il ruolo di Red Bull diventerebbe fondamentale.
Per Vowles è una questione di meritocrazia
Tuttavia, secondo James Vowles, Team Principal della Williams e una delle squadre motorizzate proprio dalla Mercedes, intervenire in maniera così decisa sarebbe contrario al DNA della F1, perché andrebbe a penalizzare la fantasia degli ingegneri piuttosto che valorizzarla. Un punto di vista che, chiaramente, non si può scindere anche dal vantaggio che ne otterrebbe la FW48.
“La mia posizione netta è che la nostra PU è pienamente conforme al regolamento. Non è un mese di lavoro, ma diversi anni di sviluppo per arrivare a questo livello. Come sport dobbiamo assicurarci di non trasformarci in una serie con Balance of Performance. Qui vige una meritocrazia, dove la migliore soluzione ingegneristica viene premiata, non penalizzata”, ha detto Vowles.
Mercedes W17
Foto di: Mercedes AMG
“Sono certo che altri team siano irritati. Non sono riusciti a ottenere ciò che ha fatto Mercedes, ma dobbiamo anche fare attenzione. In questo momento non credo ci sia qualcuno nel paddock in grado di dire quale sia la miglior PU, e ci stiamo concentrando solo su un dettaglio”, ha poi aggiunto il TP della Williams, ricordando che sono diversi elementi a fare la differenza su un motore e non un singolo tema.
La scelta di rimanere con Mercedes passa da questi dettagli
“Spero prevalga il buon senso e che, come sport, possiamo riconoscere che siamo qui per essere una meritocrazia, e che la migliore soluzione ingegneristica vinca. Questa è la situazione attuale, ma ribadisco che la nostra PU è completamente conforme a tutte le norme. Sono preoccupato che sia un discorso politico? Lo è già, ma la mia più preoccupazione è questa: come sport dobbiamo assicurarci che ciò che stiamo facendo continui a essere uno sport”.
Proprio questa ricerca continua del limite regolamentare, dove tutti i team sono alla continuamente alla ricerca di zone grigie, è il motivo per cui la Williams ha voluto proseguire il rapporto con Mercedes per la fornitura della PU anche in questo ciclo tecnico, proseguendo un rapporto che va ormai avanti da ben dodici anni.
George Russell, Mercedes
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
“Sono stato in Mercedes per 23 anni, a seconda di come li conti, praticamente dall’inizio della mia carriera. Il giorno in cui sono arrivato qui ho rinnovato l’accordo con Mercedes proprio per questo motivo: sono incredibilmente bravi nei cambi regolamentari, leggono le regole esattamente per come sono scritte e spingono i confini dell’ingegneria. È ciò che rappresenta oggi la PU Mercedes.”
Modificare le procedure che implicazioni avrà?
Sul tavolo c’è la proposta di cambiare le procedure con cui vengono controllate le Power Unit, passando da una misura rilevata a freddo a una ottenuta a caldo. Il problema è che, al di là dell’approvazione, fare questi controlli non sarebbe così immediato, soprattutto per mettere tutti i motori nelle stesse condizioni operative.
“Prima di tutto, devono trovare una regolamentazione, e su questo buona fortuna, che permetta di testare le power unit nelle stesse condizioni in cui girano in pista. Chiunque sappia qualcosa sui rapporti di compressione, anche solo sulle auto stradali, sa che vuoi misurarli in condizioni ambientali”, ha detto Vowles. C’è anche un altro tema: i team non vogliono che vengano concesse deroghe, soprattutto Audi, che ha chiarito che se una soluzione è legale, deve essere bandita subito.
“Sono certo che possano trovare un modo per testare, ma poi ci sono altri due passaggi. Primo: saremmo conformi anche a un’eventuale modifica futura? Nessuno lo sa. Secondo: cosa fai quando di fatto cambi le regole? Se non fossimo più legali, significherebbe che 8 vetture non potrebbero prendere parte al campionato. È questo che intendo quando dico che dobbiamo riflettere bene”.
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