F1 | Vettel denuncia: "Respiriamo la polvere di carbonio dei freni"
Seb segnala alla FIA che gli sfoghi dei freni anteriori soffiano particelle di carbonio nell'abitacolo, respirando sostanze che possono nuocere alla salute. La Federazione Internazionale accoglie la richiesta del tedesco e riunirà i team per discutere questo tema delicato. Il problema non sarà facile da risolvere perché implica il cambiamento di alcuni dogmi su cui si è posato il regolamento 2022 che favorisce anche la vicinanza delle monoposto in scia: per Bottas si respira il carbonio della F1 davanti.
Sebastian Vettel è sceso dall’Aston Martin alla conclusione del GP d’Austria e quando si è tolto il casco aveva della polvere di carbonio in faccia. Come mai? Pare che sia un problema frequente quest’anno e il campione tedesco ha voluto porre il problema affinché le FIA affronti la questione che può avere importanti risvolti nella sicurezza.
La Federazione Internazionale ha già risposto con prontezza al tedesco, avvisandolo che riunirà le squadre per discutere l'argomento e per trovare una valida soluzioni a tutela della salute dei piloti.
Le regole 2022, infatti, impongono che lo sfogo dell’aria calda dei freni non avvenga come l’anno scorso all’esterno della ruota anteriore, ma dalla stessa parte delle prese d’aria di raffreddamento, dal momento che sono stati adottati i copri-cerchio obbligatori.
Sebastian Vettel, Aston Martin
Photo by: Zak Mauger / Motorsport Images
La Federazione Internazionale ha fatto questa scelta per evitare che i team potessero “sporcare” la scia generando dei vortici all’esterno della ruota anteriore e, quindi, per ragioni prettamente aerodinamiche hanno imposto degli sfoghi degli impianti frenanti che, per l’andamento dei flussi, e magari di certi deviatori di flusso, portano direttamente le polveri di carbonio nell’abitacolo.
Red Bull RB18: dettaglio della cover del disco che evita dispersione di calore ma anche la dissipazione della polvere di carbonio
Photo by: Giorgio Piola
Ad amplificare il problema rispetto al passato, inoltre, c'è anche diversa circolazione di aria all'interno del corner ruota: i dischi quest'anno sono "vestiti" da cover con contengono materiali isolanti per cui il calore, ma anche le polveri prodotte dall'usura dei materiali di attrito, vengono convogliate nello sfogo dell'aria calda, mentre prima c'era una dissipazione dalla parte esterna al cerchio.
Il problema per il momento è rimasto sotto traccia anche se già in Bahrain i due piloti della McLaren, Lando Norris e Daniel Ricciardo si erano lamentati di aver respirato polvere di carbonio.
AlphaTauri AT03, dettaglio della presa dei freni seguita dallo sfogo dell'aria calda e delle polveri di carbonio
Photo by: Uncredited
Lo stesso Valtteri Bottas ha ammesso di aver visto frammenti neri dopo uno starnuto dopo un weekend di gara. Il tema posto, quindi, dal campione tedesco è molto serio e va affrontato con la giusta attenzione, perché la polvere di carbonio è tossica se viene respirata e può avere come conseguenze gravi malattie polmonari.
"E’ qualcosa su cui si deve lavorare perché gli sfoghi d’aria dei freni dell'asse anteriore, ci soffiano molta polvere dei freni in faccia e questo non è un bene per la salute - ha detto a Sky Uk - . Spero che la FIA lo esamini molto presto il problema perché è facile intervenire per cambiare".
L’organo di governo è stato allertato per la prima volta e certamente non trascurerà questo argomento che impatta sulla salute dei piloti.
Bottas con l'Alfa Romeo in scia alla Williams di Albon: il finlandese si lamenta di respirare polveri di carbonio dei freni
Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images
Secondo Bottas la soluzione del problema non è facile…
“Di sicuro c'è un po' di polvere di carbonio che arriva dai tuoi freni, ma per me è minima. Invece, respiriamo la polvere che esce dalla macchina davanti. Ogni volta che starnutisco dopo una gara vedo delle polveri nere, e non sono cosa faccia al nostro corpo. Penso che nessuno ci abbia mai pensato. Preferirei respirare aria pulita, ma non sono sicuro di cosa si possa fare”.
In effetti il cambiamento delle regole aerodinamiche permette ai piloti di stare in scia molto vicini alle macchine davanti, proponendo anche questo aspetto della sicurezza che in passato non veniva considerato perché non potevano stare a lungo nel retrotreno di chi precedeva se non a scapito dell’usura delle gomme e della perdita sensibile di carico sull’anteriore.
La Formula 1 dimostra una volta di più quale sia la sua enorme complicazione e quanto sia impossibile prevedere tutte le conseguenze di una variazione delle norme. Un fatto è certo: la denuncia di Vettel non passerà in silenzio e la commissione medica della FIA dovrà parlarne con i tecnici di Nikolas Tombazis per trovare una soluzione che non mandi rivoluzioni l’aerodinamica delle monoposto, ma che eviti ai piloti di respirare impurità che possono risultare tossiche.
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