F1 | Verstappen usa la... scure: ha fatto cacciare un giornalista inglese dall'hospitality Red Bull
Il quattro volte campione del mondo ha preteso l'allontamento del giornalista del Guardian dall'hospitality Red Bull prima di iniziare il suo punto media. Il pilota non si discute, mentre la persona a volte ha atteggiamenti spregiudicati.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Mark Thompson / Getty Images
Sarà anche una pura coincidenza statistica, ma è difficile non notare come gli scivoloni di Max Verstappen arrivino sempre in momenti non particolarmente brillanti sul piano dei risultati in pista. È necessario scindere il pilota dalla persona. Nel primo caso, solo chi è in malafede può negare di trovarsi di fronte al talento più puro visto in Formula 1 negli ultimi trent’anni; nel secondo, invece, il discorso cambia. Oggi a Suzuka è riemerso il Verstappen figlio di Jos: intollerante al confronto e spregiudicato nell’utilizzare il proprio peso per mettere in difficoltà la controparte.
All’inizio dell’incontro con i media nell’hospitality della Red Bull, Verstappen ha preso la parola annunciando che non avrebbe parlato finché un giornalista (Giles Richards del Guardian) non avesse lasciato la sala. Richards ha preso la parola chiedendo se il motivo fosse una domanda posta nella conferenza successiva all’ultimo Gran Premio di Abu Dhabi, ricevendo una risposta affermativa. “È per la domanda relativa a quanto accaduto nel GP di Spagna?”, ha chiesto il giornalista. “Si, esattamente. Ora vattene”. Dopo l’uscita di Richards Verstappen ha dato il via alla conferenza: “Ora possiamo cominciare”.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Jayce Illman / Getty Images
Ma cosa era accaduto a Yas Marina? La domenica sera, mentre Lando Norris festeggiava il titolo mondiale, nell’incontro con i media Richards aveva chiesto a Verstappen (sconfitto per due punti nella classifica finale) se si pentisse della collisione con George Russell nel Gran Premio di Spagna, episodio per il quale Max fu penalizzato di dieci secondi, scivolando dalla quinta alla decima posizione e perdendo di fatto nove punti. Le ragioni del fastidio di Verstappen sono comprensibili: ridurre un’intera stagione a un singolo episodio è una semplificazione che poco a che fare con un’analisi completa.
“Vi dimenticate di tutto il resto che è successo durante la mia stagione – aveva replicato Max in quell’occasione – l’unica cosa che menzionate è Barcellona. Sapevo che la domanda sarebbe arrivata. Il campionato è composto da 24 gare, ho anche beneficiato di molti ‘regali di Natale’ anticipati nella seconda metà della stagione, quindi potete mettere in conto anche quello”.
Non è la prima volta che Verstappen assume un atteggiamento molto duro nei confronti di un rappresentante media. Nel 2022 arrivò il boicottaggio nei confronti di Sky Sport britannica, dopo che un commentatore aveva più volte sostenuto che il mondiale 2021 fosse stato “rubato” a Lewis Hamilton. Più in generale, Max si è spesso lamentato del trattamento ricevuto dai media britannici, arrivando a sottolineare di avere “il passaporto sbagliato” per ottenere un giudizio equo oltremanica.
Le motivazioni alla base del suo dissenso sono legittime. Il punto, però, è il modo in cui questo dissenso viene espresso: attacchi frontali che, per il gioco di forze in campo, finiscono inevitabilmente per produrre un solo risultato. C’è chi interpreta questo atteggiamento come ‘genuino’, ma alla base c’è una visione estremamente netta: bianco o nero, senza spazio per compromessi o confronto.
Max non sa usare il fioretto: ha familiarità con la scure ed e quella è l’arma che sceglie. E, in questo momento, in Red Bull non sembra esserci una figura con il peso e la personalità necessari per indicargli una direzione diversa. Una direzione più in linea con quella che ci si aspetta da un campione del mondo con un talento straordinario e, soprattutto, da un professionista che nel 2027 compirà 30 anni.
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