F1 | Verstappen: tre motivi di disappunto per la mancata vittoria a Singapore
L'olandese recrimina per aver perso il GP contro Russell che alla vigilia non era minimamente nei radar, per non aver colto la pole position a causa di un problema che Verstappen ritiene essere stato innescato da Norris e per aver puntato sulle gomme soft, scelta che gli ha impedito nel primo stint di restare in scia alla Mercedes di George.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images
Non è certo passata inosservata l’espressione di Max Verstappen al termine del Gran Premio di Singapore. Tra coloro che hanno ancora delle chance aritmetiche di puntare al titolo mondiale, è stato proprio il pilota Red Bull ad uscire da Marina Bay con il miglior bottino di tappa, ottenuto tra l’altro su una pista in cui la doppietta McLaren era data quasi per scontata. Eppure Verstappen è salito sul podio con un linguaggio del corpo che non lasciava spazio ad interpretazioni, e i motivi sono emersi in seguito.
Max Verstappen, Red Bull Racing, festeggia il secondo posto di Singapore
Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images
In Red Bull erano coscienti che la gara si sarebbe giocata nelle poche centinaia di metri che separano la linea di partenza dalla staccata di curva 1. A posteriori è ancora più comprensibile il disappunto di Verstappen al termine delle qualifiche (ha accusato Norris di averlo ostacolato restando davanti alla sua monoposto durante l’ultimo giro veloce per creare turbolenze) un nervosismo alimentato dalla consapevolezza di aver davanti una gara in salita. Scattando dalla seconda posizione le possibilità di sfilare al comando alla prima curva erano drasticamente ridotte.
Non è un segreto che sul circuito di Marina Bay chi parte dalla fila sinistra della griglia di partenza ha meno grip rispetto a chi è schierato sulla destra, ovvero sulla parte più gommata essendo la linea di percorrenza che i piloti utilizzano dopo l’uscita dall’ultima curva.
Russell al via di Singapore scatta meglio sul pulito rispetto a Verstappen, sebben Max avesse le gomme soft
Foto di: Colin McMaster / LAT Images via Getty Images
In Red Bull hanno deciso di giocare l’unica carta disponibile, ovvero montare al via un set di gomme soft che secondo le simulazioni Pirelli consentono sullo scatto iniziale di guadagnare due metri rispetto alle medie. Purtroppo per Max, non è bastato. La differenza di grip dell’asfalto non è stata compensata dalla mescola più soffice, come confermato anche dalle partenze di Antonelli (- 2 posizioni) e Hamilton (-1 posizione) scattati alle spalle della Red Bull.
“Lo scenario era chiaro già prima del via – ha ammesso Verstappen – non abbiamo avuto dubbi sulla scelta della soft, era un’opportunità e ci siamo presi il rischio”. Fallito l’assalto alla prima posizione per Max è iniziata una gara in cui ha dovuto arginare le controindicazioni delle gomme ‘rosse’ senza essere riuscito a coglierne i benefici.
“Ho dovuto lottare non poco per mantenerle in vita – ha ammesso – c’era la necessità di riuscire ad arrivare ad un giro accettabile prima di passare alle hard”. Gli strateghi della Red Bull hanno dovuto attendere fino al diciannovesimo passaggio per avere la certezza di poter fare la sosta senza finire nel traffico, consentendo a Russell (molto più costante con le gomme medie montate al via) di costruire un margine di nove secondi.
A quel punto ogni possibilità di vincere il Gran Premio di Singapore è sfumata e, nonostante abbia tagliato il traguardo davanti a Norris e Piastri, l’espressione di Max non era delle migliori. Tre i motivi di disappunto: aver perso la gara contro un avversario che alla vigilia non era minimamente nei radar, non aver colto la pole position (per 182 millesimi) a causa di un problema che Verstappen ritiene essere stato innescato da Norris, ed infine aver puntato sulle gomme soft, scelta che gli ha impedito nel primo stint di restare in scia alla Mercedes di Russell.
Poco importa che alla vigilia del weekend le premesse fossero altre, Max è consapevole di aver avuto un’opportunità che per diversi motivi non si è concretizzata come avrebbe voluto. In caso di successo si sarebbe portato a -56 da Piastri e -34 Norris, un gap comunque molto importante, ma la striscia di tre vittorie consecutive avrebbe probabilmente avuto un effetto poco tranquillizzante per il box McLaren in un momento in cui la guerra di nervi non è meno importante di quella puramente tecnica.
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