F1 | Verstappen, poker da leggenda: più forte della crisi interna e tecnica Red Bull
Il pilota olandese ha festeggiato a Las Vegas il quarto titolo consecutivo, quello in cui ha messo di più del suo, facendo passare in secondo piano le lotte di potere interne alla Red Bull che hanno portato la Red Bull a perdere il pallino anche dal punto di vista tecnico. Ma Max è stato sempre perfetto o quasi, meritando di rimanere sul trono.
Il campione del mondo Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Red Bull Content Pool
Nell’albo d’oro della Formula 1, il quarto titolo mondiale conquistato da Max Verstappen occuperà lo stesso spazio dei tre precedenti. In termini di prestigio non è così, il traguardo iridato raggiunto nel 2024 ha consacrato Verstappen nel piccolissimo club di chi è riuscito a centrare il massimo traguardo senza disporre della migliore monoposto. Max ha guidato una Red Bull da primato solo in un terzo dei ventiquattro Gran Premi disputati, il resto lo ha aggiunto lui.
Il tutto in un anno turbolento, iniziato con la peggior crisi interna che la Red Bull Racing abbia mai attraversato nella sua storia. Tutte le certezze che Max aveva costruito intorno a sé nei nove anni trascorsi in squadra hanno iniziato a vacillare: polemiche, ricatti, lotte di potere e soprattutto un’emorragia di personale di rilievo. In questo scenario Verstappen è stato l’unico punto fermo su cui la squadra ha potuto contare, ogni volta che è sceso in pista ha sempre dato il suo massimo tenendo a galla un team allo sbando.
"L’inizio è stato abbastanza, diciamo…un po' caotico – ha commentato Verstappen dopo aver abbracciato tutti i componenti della squadra presenti a Las Vegas - ma credo di essere sempre stato abbastanza calmo in quelle situazioni, in generale è difficile che mi condizionino, sono molto concentrato sulle corse. E quando sono seduto in macchina mi dimentico di tutto, delle cose positive ma anche di quelle negative, mi concentro solo su ciò che riguarda la performance, e guido la macchina il più velocemente possibile".
Campione del mondo piloti 2024 Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Red Bull Content Pool
È un titolo mondiale a tutto tondo, nel quale Verstappen ha saputo vincere, quando ne ha avuto la possibilità, così come stringere i denti nei momenti in cui la Red Bull è precipitata in un’imprevedibile crisi tecnica. In sette gare non è riuscito a salire sul podio, ma in quelle sette gare ha messo insieme sessantasei punti, un bottino vitale per la corsa iridata. "Sono anche molto orgoglioso di questo titolo perché per il 70% della stagione non abbiamo avuto la macchina più veloce - ha sottolineato Max - ma nonostante questo abbiamo comunque aumentato il nostro vantaggio. Quindi è sicuramente qualcosa di cui sono molto orgoglioso". Per dieci Gran Premi consecutivi è rimasto a secco di vittorie, poi è arrivata la pioggia di Interlagos a creare lo scenario perfetto per un’impresa sportiva che sarà celebrata, come sempre, negli anni a venire.
Helmut Marko ha abbracciato a lungo il suo pupillo, ma tutta la squadra ha celebrato Max come l’arma in più della stagione 2024. "Credo che questo sia un mondiale molto speciale – ha sottolineato Christian Horner – Max ha ottenuto più del doppio delle vittorie in gara di qualsiasi altro pilota e ha fatto suo il titolo con due tappe d’anticipo. È stato di gran lunga il miglior pilota sulla griglia, e credo che quello che ha fatto quest'anno lo abbia portato tra i grandi dello sport. Non è solo questione di numeri, quanto di come ha guidato, è indiscutibile".
Nell’albo d’oro dei campioni del mondo, Verstappen affianca al quarto posto Alain Prost e Sebastian Vettel, davanti a lui ci sono solo Juan Manuel Fangio, Michael Schumacher e Lewis Hamilton. A ventisette anni nessun traguardo gli è precluso, a patto che la Red Bull gli consenta di continuare a lottare per i massimi obiettivi nelle stagioni future e che Max decida di restare in Formula 1 anche oltre quel 2028 che viene vista come una scadenza importante per le scelte di Max.
Il campione del mondo Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Red Bull Content Pool
"Ci sono sempre pensieri che ti passano per la testa – ha spiegato Verstappen - del tipo, per quanto tempo voglio ancora essere qui? Mi piacerebbe essere da un’altra parte? Ci sono cose che accadono nella tua vita privata così come nella tua vita da pilota, aspetti con cui ti confronti ogni giorno. Ma sono rilassato, è molto importante dividere la tua vita privata da quella da pilota e non credo di essere una persona che prende decisioni molto drastiche".
"Sono semplicemente molto felice di dove mi trovo e credo di essere molto leale nei confronti della squadra. Apprezzo ciò che hanno fatto per me, dal prendermi dalla F.3 e darmi un posto in F.1, poi ci sono state tante emozioni vissute nel corso degli anni con molte persone chiave che compongono il team. Ci sono stati momenti difficili durante i quali sarebbe molto facile dire addio dimenticandosi di tutto, ma credo che sia molto più importante affrontare le difficoltà insieme e andare avanti compatti verso il prossimo obiettivo. E farlo in un bel clima, se non ti diverti, allora non ha senso continuare".
Verstappen è cambiato molto negli ultimi anni. Dietro successi apparentemente identici c’è un ragazzo che è cresciuto, smussando molti degli angoli che all’inizio della carriera non gli avevano attirato molte simpatie. L’uomo Max si può apprezzare o meno, ma non può essere accusato di vendere un’immagina diversa da ciò che è veramente. Al centro del suo mondo c’è il motorsport, il sorriso mostrato poco dopo la conquista del quarto titolo mondiale è lo stesso visto ad inizio settimana quando sullo speedway di Las Vegas ha provato l’Acura che disputa il campionato Imsa. Max non vuole spiegare la vita a nessuno, ma ci tiene a vivere la sua passione il più possibile in santa pace. "Per qualche giorno non dovrò più guidare, giusto? Quindi potrò concedermi qualche birra, come dice lo slogan…non bere se devi guidare, e non dovrò farlo fino al weekend del Qatar".
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