Verstappen perde una grande occasione, ma sbaglia anche Red Bull

Max si è visto cancellare il tempo che in Q3 gli avrebbe permesso di conquistare la pole, perché è finito largo in curva 4 per cui la prestazione gli è stata cancellata. L'olandese era convinto di potersi ripetere, ma il team di Milton Keynes ha sbagliato i tempi nel mandarlo in pista: non gli hanno permesso di effettuare due giri di lancio per scaldare le gomme e poi lo hanno mandato nel traffico.

Verstappen perde una grande occasione, ma sbaglia anche Red Bull

Il terzo posto per Max Verstappen e la Red Bull è amarissimo. In altri periodi partire alle spalle delle due Mercedes era il traguardo massimo, e a fine qualifica tutti si davano il ‘cinque’ consci di aver fatto tutto il possibile.

Oggi la situazione è bene diversa, la RB16B sul giro secco ha ancora un piccolo margine sulla Mercedes ma per la seconda volta in due gare non è Verstappen a partire dalla pole position. Ma se a Imola era stato Max a commettere un errore nel momento clou, a Portimao hanno pasticciato sia il pilota che la squadra.

Il giro della pole in realtà Verstappen lo ha completato, ottenendo il tempo di 1’18”209, ma ha commesso un errore alla curva 4 che lo ha portato all’esterno del cordolo. In realtà Max non ha guadagnato nulla, ma i sensori non sono dotati di buon senso, quindi ‘tagliano’ il giro a prescindere.

Le regole sono ben chiare per tutti e lo sammo anche in Red Bull. Quando dal muretto box hanno comunicato a Verstappen che il suo crono era stato cancellato, l’olandese non ha fatto drammi: “Lo rifacciamo”.

A quel punto per Max è rimasto un solo colpo, che sarebbe stato sufficiente ad ottenere la pole position, ma in questo frangente a sbagliare è stata la strategia della squadra.

La Red Bull è la monoposto che in questa prima fase del Mondiale ha confermato di riuscire a scaldare le gomme in tempi molto più rapidi della concorrenza, una ‘dote’ che è stata strategica in diverse situazioni sia in Bahrain che (soprattutto) ad Imola, ma paradossalmente a Portimao ha innescato una situazione risultata cruciale sul bilancio delle qualifiche.

L’ultimo ‘run’ della Q3 vede normalmente le monoposto uscire dai box a circa due minuti dalla bandiera a scacchi, mentre oggi tutti sono usciti dai box a 3 minuti e mezzo dal termine della sessione, un segnale chiaro che tutti avevano programmato due giri di riscaldamento degli pneumatici prima di lanciarsi.

La Red Bull, che necessita di un solo giro di warm-up, aveva due possibilità: ritardare l’ingresso in pista di Max, o chiedergli di completare anch’egli due giri di riscaldamento. Invece gli ingegneri hanno deciso di fare come al solito lanciandosi dopo una sola tornata, ed è stato un suicidio, perché mentre l’olandese era impegnato a spingere per l’assalto alla pole position ha dovuto superare altre tre monoposto che procedevano lentamente per scaldare le gomme.

Verstappen è riuscito a sfilare Norris senza pagare molto, mentre quando è arrivato dietro a Vettel (alla curva 14) ha perso tempo pagando poi il calo di velocità in uscita di curva fino al traguardo.

Quando Verstappen ha tagliato il traguardo mancava poco più di un minuto al termine della sessione, un tempo non sufficiente per un giro di cool-down e ricarica dell’ibrido.

Lo stesso Max alla vigilia del weekend portoghese lo aveva sottolineato: “per vincere bisogna fare tutto bene, altrimenti con i valori in campo che ci sono oggi è impossibile”. È stato, suo malgrado, profeta, ma oggi (a differenza di Imola) la colpa non è solo sua.

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