Verstappen: "Non mi voglio illudere troppo presto"

L'olandese ha provato a Silverstone la RB16B, ma è stato piuttosto evasivo sulla nuova monoposto: Max evita i proclami dello scorso anno e non fa previsionii, preferendo adottare un basso profilo almeno fino ai test del Bahrain, quando tutti giocheranno le loro carte sulla pista di Sakhir.

Verstappen: "Non mi voglio illudere troppo presto"

A ventitré anni Max Verstappen si appresta ad iniziare la sua settima stagione in Formula 1. Alla sua età Ayrton Senna non aveva ancora disputato un Gran Premio, mentre l’olandese della Red Bull di Gran Premi ne ha già in archivio 119, con dieci vittorie all’attivo.

Non è poca cosa, ma Verstappen freme e non potrebbe essere diversamente, visto che ormai da due stagioni si ritrova in una sorta di limbo: più veloce di tutti, tranne che delle due Mercedes. Essere ‘Mr. Terzo posto’ sta sempre più stretto a Max, e la Red Bull ne è cosciente.

Il Verstappen versione 2021 appare meno propenso a lanciare missive altisonanti in linea con la tendenza di Helmut Marko, anzi, il messaggio appare di tutt’altro tipo: “Non voglio esaltarmi ora, meglio restare a testa bassa, preferisco che a parlare sia la pista”.

Max ha fatto tesoro di quanto avvenuto nelle ultime due stagioni, quando ai proclami della vigilia aveva fatto seguito l’impatto con la realtà Mercedes. Ci spera, ovviamente, di dire la sua in chiave campionato, ma sa molto bene che i primi verdetti significativi sulla RB16B-Honda saranno solo quelli che emergeranno in Bahrain.

Hai guidato la nuova monoposto solo per pochi chilometri, ma a volte si può avere subito un buon feeling quando si prova una macchina nuova. Che sensazioni hai avuto?
“È difficile avere una sensazione precisa perché in queste prove utilizziamo le gomme per i test, e non abbiamo lo stesso feeling rispetto agli pneumatici che si usano nei weekend di gara. Non credo sia prudente farsi un’idea con queste gomme, lo scopo di uno shakedown è uscire dai box e verificare che tutto funzioni, e dal mio punto di vista tutto mi è sembrato nella norma. Ora dobbiamo aspettare di scendere in pista in Bahrain e lì avremo le prime risposte quando monteremo gli pneumatici giusti”.

Non abbiamo ancora visto la RB16B nel dettaglio…
“Sembra la stessa, la stessa livrea di cinque anni fa, vero? Alla fine credo che tutte le squadre avranno delle monoposto molto simili a quelle utilizzate la scorsa stagione, e credo che anche la nostra sia così. Dal mio punto di vista l’importante è che sia veloce, possono anche farla rosa e viola o di qualsiasi altro colore o forma, anche la più improbabile, basta che sia veloce e allora sarò ben felice”.

Considerando che normalmente nelle prime gare dell’anno c’è sempre una fase di apprendistato con la monoposto, il poter contare sulla base della vettura 2020 rappresenta per te un vantaggio?
“Bisogna considerare che avremo un fondo diverso, e tutti lavoreranno per recuperare il carico aerodinamico perso. Sarà interessante vedere chi ci riuscirà, per quanto ci riguarda non so ancora come potremo posizionarci, ci sono ancora un paio di cose che vanno ottimizzate. Ma ovviamente la Mercedes resta il riferimento, e credo che anche alla fine dello scorso anno fosse la monoposto più veloce”.

Lo scorso anno hai chiesto più potenza alla Honda. Hai provato nuove soluzioni su questo fronte?
“Credo che siano stati fatti dei buoni passi avanti, ma anche in questo caso sicuramente la competizione non è ferma, dobbiamo aspettare il confronto con gli avversari per valutare il lavoro svolto. Voglio dire, un pilota vuole sempre di più, ma spero che il pacchetto sia abbastanza competitivo da consentirci di lottare per la vittoria”.

Qual è la tua opinione sulla decisione di Red Bull di essere al via dal 2022 con una power unit autogestita? È una decisione che cambia qualcosa per te?
“No, non cambia nulla. È interessante, ma allo stesso tempo oggi non sono troppo concentrato su questo aspetto. Sto pensando a questa stagione, cercando di ottenere il massimo possibile, e ci sono altre persone che gestiranno la faccenda legata al motore”.

Christian (Horner) ha dichiarato che probabilmente sarai in cima alla lista Mercedes il giorno in cui Hamilton dovesse decidere di fermarsi. Seguirai con interesse cosa farà Lewis in questa stagione? E se la Red Bull non ti fornirà una monoposto in grado di lottare per il Mondiale ti guarderai attorno?
“Non so cosa deciderà di fare Lewis, sono concentrato su me stesso e sulla stagione che mi aspetta. Dobbiamo ancora iniziare il campionato 2021, abbiamo appena fatto il primo shakedown, e in questa fase non sto davvero pensando a cosa mi riserva il futuro”.

Considerando la buona forma che avete mostrato al termine dello scorso anno e il lavoro fatto durante l’inverno da Red Bull e Honda, credi ci sia una reale possibilità di sfidare la Mercedes o ti aspetti già una stagione in salita?
“Non lo so ancora, ovviamente mi auguro che si possa andare bene, ma non voglio esaltarmi troppo al momento, credo sia meglio restare a testa bassa e concentrarci sul nostro lavoro, poi preferisco che sia la pista a parlare”.

Negli ultimi anni avete sempre dovuto lavorare per recuperare un ritardo iniziale. Pensi che quest’anno la situazione possa essere differente?
“Non lo sappiamo ancora, sono sempre molto realista e onestamente non ha senso parlare di dove potremo essere oggi. Sarà il Bahrain e darci le prime risposte, prima i test e poi il weekend di gara, li capiremo se siamo riusciti o meno ad iniziare con il piede giusto”.

Ti abbiamo visto impegnato sia nelle gare virtuali che in pista…
“Sì, ho fatto un po' di sim-racing, e qualche test in pista reale, ma non con vetture di Formula 1. Ho girato a Barcellona con una vettura GT3”.

Lo scorso anno hai avuto a disposizione una monoposto non semplice da guidare. Basandoti su quell’esperienza, credi che possa essere migliore la nuova vettura sotto questo aspetto?
“Una monoposto veloce non è mai molto facile da guidare, e se lo diventa nella maggior parte dei casi hai comunque troppo sottosterzo. Lo scorso anno avrei voluto una trazione migliore, ma questo poi non vuol dire che la monoposto in sé sia stata molto difficile da guidare, perché ci si adatta a quello che si ha a disposizione".

"Nel 2020 la Mercedes ha smesso di sviluppare la sua monoposto a fine luglio, mentre noi siamo andati avanti cercando di risolvere i problemi che avevamo consci che con i regolamenti attuali la monoposto 2021 non sarebbe poi cambiata molto".

"C’è il fondo nuovo, ma i concetti principali della vettura sono gli stessi, e per noi era importante sfruttare tutte le opportunità per metterci a posto. Tra poco vedremo se abbiamo fatto bene, e cosa verrà fuori dal confronto con la Mercedes”.

La squadra ha risolto i problemi di correlazione che si sono evidenziati lo scorso anno?
“Quel problema in realtà è migliorato progressivamente già durante la scorsa stagione, quando abbiamo identificato le cause. È questo uno dei motivi per cui nel 2020 abbiamo proseguito a sviluppare la monoposto fino all’ultima gara”.

Come hai lavorato su te stesso in vista del Mondiale 2021?
“Non sono una persona che si chiede ogni giorno ‘cosa posso fare di più’, diciamo che il mio lavoro è riguardare le gare, analizzare i fine settimana e cose del genere. A volte basta rivedere un Gran Premio, o ascoltare le comunicazioni di un’altra squadra per cogliere qualcosa di interessante".

"Sono più focalizzato su questi aspetti che sulla forma fisica, ogni anno bisogna fare un passo avanti, cercare di essere ancora più performante in qualifica, cercare di essere ancora più costante in gara, cercare di essere ancora più bravo nella gestione delle gomme, cercare di essere ancora più bravo nel mettere a punto la monoposto. Ma questo credo sia un processo naturale”.

Ti sei sentito con Checo? Hai parlato con lui della macchina nuova? C’è qualcosa di lui che ha attirato la tua attenzione?
“Con Checo sono sempre andato molto d'accordo, abbiamo sempre avuto un buon rapporto, direi molto rilassato. In merito alla monoposto, come ho detto prima, è molto difficile fare commenti oggi. Mi aspetto che Checo faccia un buon lavoro, come ha sempre fatto nella sua carriera in Formula 1. Sono contento di poter lavorare insieme a lui, e credo che insieme potremo portare molti punti alla team”.

Credi che potrà portare un valore aggiunto alla squadra?
“Un pilota ha sempre delle informazioni che arrivano dagli anni trascorsi in un'altra squadra, ad iniziare dal feeling di guida a una diversa power unit, e probabilmente ci può essere qualcosa di utile da trasferire. È sempre interessante valutare qualcosa di diverso, e spero che possa essere utile”.

Che ne pensi della proposta della Sprint Race?
“Se ci sono più squadre in grado di lottare per il successo nella gara di domenica non penso che ci sia bisogno di cambiare il programma del weekend aggiungendo una gara. La cosa importante credo sia la competizione con più team e più piloti in lotta per la vittoria".

Quest’anno avrai ancora un nuovo compagno di squadra, come è avvenuto per quattro stagioni di fila. Cosa comporta avere come vicino di box un volto sempre nuovo?
“Dal mio punto di vista non cambia molto. Per la squadra è diverso, perché l’obiettivo è riuscire a portare a casa il massimo dei punti con entrambe le monoposto. Il target resta quello di rendere le cose più difficili possibile alla Mercedes, d’altronde i favoriti, e non potrebbe essere altrimenti, sono sempre loro”.

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