F1 | Verstappen minimizza i cambiamenti regolamentari, ma applaude il maggior coinvolgimento dei piloti
Pur affermando che le modifiche introdotte a Miami non "cambieranno il mondo", l'olandese le considera un "punto di partenza positivo" per dare più voce in capitolo ai piloti in vista dei grandi cambiamenti previsti per il 2027.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Clive Mason / Getty Images
Max Verstappen ha descritto le modifiche al regolamento della Formula 1 introdotte a Miami come "solo un solletico" (un'espressione inglese, "just a tickle", che in italiano significa che non si noteranno molto) per quanto riguarda l'impatto che avranno, anche se ritiene che la maggiore comunicazione ed interazione tra i piloti e chi elabora le regole sia un passo avanti positivo.
La FIA e la F1 hanno approfittato della pausa di aprile, come previsto, per rivedere il regolamento tecnico. Il consenso è stato che le gare sono "divertenti" e non richiedono una "reazione affrettata", anche se si è cercato di affrontare alcune delle principali preoccupazioni, in particolare la qualifica e le velocità in uscita dalle curve.
La FIA ha già indicato che questi aggiustamenti non cambieranno in modo sostanziale il quadro generale, ed è esattamente ciò che si aspetta anche Verstappen.
"Con le modifiche apportate, penso che sia più che altro una piccola scossa", ha detto il pilota della Red Bull durante il media day della F1 a Miami. "Perché, in fin dei conti, la F1 è uno sport molto complesso e politico. Penso che tutti abbiano cercato di fare del loro meglio almeno per fare qualcosa, ma, ovviamente, non cambierà il mondo".
Lo stesso vale per le qualifiche. Ridurre il limite di recupero di energia ed aumentare il livello di superclipping fino a 350 kilowatt dovrebbe far sì che i piloti si concentrino meno sulla gestione dell'energia, ma, in base alle sue prime prove al simulatore, Verstappen non si aspetta che i giri di qualifica di questo fine settimana vengano effettuati al limite assoluto.
"Non è ancora ciò di cui abbiamo bisogno per andare davvero al massimo", ha affermato. "Ma, come ho detto, è difficile mettere tutti d'accordo. Spero solo che per il prossimo anno potremo apportare cambiamenti davvero significativi".
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images
Secondo Verstappen, il miglioramento più significativo sta nel fatto che ora i piloti hanno voce in capitolo al tavolo delle decisioni. Il quattro volte campione del mondo ha tenuto diversi incontri con il CEO della F1, Stefano Domenicali, ed è anche in contatto con la FIA dietro le quinte su ciò che ritiene necessario.
"La cosa positiva è che abbiamo avuto buoni incontri con la Formula 1 e la FIA. E credo che questo sia, si spera, un punto di partenza per il futuro. Anche tra qualche anno, forse io non ci sarò più, ma spero davvero che per i futuri piloti ci sia anche un maggiore contributo da parte dei piloti verso gli organizzatori in generale", ha spiegato l'olandese.
"Perché credo che la maggior parte dei piloti qui abbia una buona comprensione ed una buona sensibilità su ciò che serve per rendere la Formula 1 un buon prodotto, un prodotto divertente. E credo che questo sia già un grande passo avanti in termini di comunicazione".
Per quanto riguarda quel prodotto, Domenicali ha affermato che la F1 sta "vivendo un buon momento" e che, fondamentalmente, non ci sono problemi. Verstappen comprende questo punto di vista, ma sottolinea che è guidato principalmente da motivi commerciali.
"Io parlo solo della purezza dello sport, di ciò di cui abbiamo bisogno e anche di ciò che noi piloti proviamo in macchina. Ma bisogna capire che è un business, è uno sport. E per questo, come ho detto, a volte può essere politico".
In conclusione, Verstappen spera che si traggano insegnamenti dalla situazione attuale, poiché, a suo avviso, i problemi avrebbero potuto essere evitati con un maggiore coinvolgimento dei piloti: "Spero che ascoltino i piloti sempre di più. Sono sicuro che possiamo dare ottimi spunti al riguardo".
"Credo che se avessimo avuto questo cinque o sei anni fa, probabilmente non saremmo nella situazione in cui ci troviamo ora. Spero solo che sia una lezione per il futuro".
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