F1 | Verstappen: l'azzardo delle Soft non ha pagato, ma ora Red Bull rischierà sempre
Verstappen ha azzardato le Soft al via del GP di Singapore, consapevole che tutto si sarebbe deciso alla prima curva. L'azzardo non ha pagato, ma questo sarà l'atteggiamento che il team di Milton Keynes terrà sino alla fine, per aiutare Max a recuperare su Piastri e Norris.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images
La Red Bull e Max Verstappen non mollano e, di certo, non lo faranno fino a quando la matematica manterrà l'olandese in lizza per il Mondiale Piloti. Sia chiaro: è difficile. Forse già impossibile, considerando le piste che la F1 si appresta ad affrontare e che sembrano essere disegnate sulle caratteristiche delle MCL39. Ma Max, ormai, è nella fase in cui non ha più nulla da perdere e per questo diverrà ancora più insidioso per le due papaya.
L'atteggiamento del 4 volte iridato lo si è potuto notare al via del Gran Premio di Singapore andato in scena ieri a Marina Bay, quando è partito con gomme Soft - sulla carta, ma solo su carta - le meno indicate perché più sensibili nel primo stint al degrado termico e alla necessità di una gestione più accorta rispetto alle Medium e alle Hard.
L'idea di Max non era solo quella di azzardare grazie al maggior grip offerto dalle Soft contro le Medium scelte da Russell (qui sotto trovate il grafico che spiega il vantaggio teorico dato dalle Soft contro le Medium in partenza a Singapore), ma anche di sfruttare a suo vantaggio le condizioni della pista. Durante la mattina e il pomeriggio di Marina Bay, la pioggia aveva di fatto "lavato" l'asfalto, togliendo la gomma depositata nei turni precedenti e rendendola più scivolosa e "green".
Inoltre, Red Bull sapeva bene che Max sarebbe dovuto scattare dalla seconda posizione, ovvero dalla parte sporca della griglia di partenza, senza contare le caratteristiche del tracciato, che non permettono grandi punti di sorpasso. Insomma, la partenza sarebbe stata fondamentale. Ecco perché Verstappen ha tentato l'azzardo delle Soft: usare l'extra grip garantito dalle mescole più morbide portate da Pirelli per uscire primo da curva 1 e avere la possibilità di gestire il ritmo di gara, come già in passato avevano fatto i suoi avversari.
L'idea era più che giusta. Come detto, Max non ha più nulla da perdere e, quindi, tutto da guadagnare. Alla fine, pur partendo con le Soft, lo sporco della pista ha avuto la meglio anche sulle sue mescole. Uscito secondo dalla prima curva, Max ha poi gestito la posizione fino al traguardo, nonostante gli attacchi di un poco aggressivo Lando Norris.
"La pista è stata bagnata dalla pioggia prima del via, inoltre la mia casella di partenza era dalla parte sporca della griglia. A quel punto abbiamo semplicemente optato per qualcosa di diverso perché, normalmente, dopo curva 1 non succede più nulla. Salvo cose eccezionali. Per questo motivo abbiamo deciso di provarci, ma non ha realmente funzionato. Se fossi riuscito a uscire da curva 1 in testa, poi credo che avrei vinto la gara. Ma non è andata così", ha detto Max al termine della gara.
Max Verstappen, Red Bull Racing, George Russell, Mercedes
Foto di: Colin McMaster / LAT Images via Getty Images
"Dopo il via, nel primo stint ho semplicemente cercato di far resistere le gomme Soft, cercando di andare più lungo che potevo prima di passare alle gomme Hard. Credo che invece questo abbia funzionato ma, sfortunatamente, credo che la gara sia stata complicata".
Max e Red Bull avevano puntato tutto su curva 1 perché consapevoli di non avere la monoposto più veloce del lotto. Questo s'è visto bene non tanto nel primo stint, dove l'olandese è stato costretto a gestire le Soft molto più di quanto abbiano fatto gli avversari con le Medium, quanto nel secondo stint fatto con le Hard. Max ha dovuto guardarsi le spalle dal ritorno inesorabile di Norris, forse però più attento a portare a casa il podio e il titolo Costruttori per la McLaren più che ad attaccare per ricucire lo strappo che lo separa da Piastri nel Mondiale Piloti.
"Sì, credo sia stata più complicata di quanto sperassimo per diverse ragioni. Dobbiamo capire un po' di cose, dobbiamo capire perché in gara siano andati male alcuni aspetti. Ma anche senza questi guai, anche se hai passo ma sei dietro, non puoi passare senza che accada qualcosa di clamoroso. Dunque credo che il secondo posto, per noi, fosse il massimo risultato possibile".
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images
A proposito di cose che non hanno funzionato, Max ha fatto sapere di aver avuto un problema al cambio, legato sia all'inserimento che alla scalata delle marce. Insomma, una serie di piccoli dettagli che, in una pista diversa, lo avrebbero probabilmente portato a perdere la posizione d'onore. Ecco perché, alla fine dei conti, il secondo posto può essere guardato con ottimismo.
"Inoltre, non penso che oggi avessimo il passo per vincere. Senza contare che dietro c'erano le McLaren che erano più veloci di noi. Oggi la macchina non era nella giusta finestra per poter spingere di più. Ho anche avuto un problema con la scalata e l'inserimento delle marce, per cui era troppo difficile ottenere più prestazione dalla monoposto. Ma è comunque un buon risultato".
"Quest'anno qui per noi è andata meglio. Continua a non essere una delle nostre piste preferite, ma siamo andati meglio. Stiamo lavorando di più e stiamo lavorando meglio, ma c'è ancora del lavoro da fare per poter andare forte su piste come queste".
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