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Formula 1 GP di Miami

F1 | Verstappen fa la differenza anche quando non può farla la Red Bull

In una qualifica nella quale a fare da padrona è stata la gestione delle gomme nell'arco del giro, impedendo a tutti di trovare il giro perfetto, è stato il sangue freddo del pilota olandese a permettergli di firmare l'ennesima pole position e respingere il tentativo di attacco delle Ferrari.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Al termine delle qualifiche di Miami tutti i dieci piloti sono usciti dalle rispettive monoposto senza grandi sorrisi, incluso il poleman Verstappen. Come avvenuto venerdì, anche ieri Max è stato sorpreso quando via-radio il suo ingegnere Giampiero Lambiase gli ha confermato la conquista della sesta pole stagionale. Sfilati i caschi e scambiate le prime impressioni, gli stessi piloti hanno capito che nessuno era riuscito a completare un giro perfetto.

Qualcuno ha avuto da recriminare sul primo settore, chi è scivolato nel tratto guidato del T2, chi si è trovato con le gomme surriscaldate nell’ultimo tratto. Dai successivi briefing è emerso che nelle condizioni in cui si sono disputate le qualifiche ieri a Miami il giro perfetto era di fatto impossibile. La coperta a disposizione era corta, per tutti. “Bastava davvero una piccola scivolata – ha spiegato Lando Norris - un passaggio da 2 km/h in più ed ecco che ti ritrovavi con le gomme più calde nel resto del giro”.

Ancora una volta in uno scenario che potenzialmente poteva essere un’opportunità per gli avversari ad emergere è stato Verstappen. La gestione degli pneumatici nelle condizioni di pista presenti a Miami è stata resa molto difficile dall’alto tasso di imprevedibilità, bastava la minima correzione per innescare il temuto aumento delle temperature e addio finestra d’utilizzo. Le squadre hanno lavorato sulle pressioni, sull’out-lap e c’è chi (come Mercedes e McLaren) ha deciso di utilizzare gomme medie sperando che in qualche modo potesse essere una scelta vincente. Alla fine, però, la differenza l’ha fatta ancora una volta Verstappen.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

“Serviva trovare il miglior compromesso – ha commentato Helmut Marko – e Max lo ha trovato. Credo che tutti abbiano cercato qualcosa che alla fine non era possibile avere, nessuno ha avuto la situazione sotto controllo, come conferma la scelta della Mercedes di utilizzare un set di medie in Q3, praticamente una mossa disperata. Perez non ha commesso errori, anche lui come Max ha cercato il mix tra velocità e protezione delle gomme, ma è un passaggio che richiede molto feeling ed anche un pizzico di fortuna, perché se fai una piccola scivolata è già finita. E Sergio non ci è riuscito come a mettere tutto insieme come ha fatto Max”.

Ci sono giornate in cui la superiorità tecnica della Red Bull prende il sopravvento, ma non è sempre così. Ieri a Miami serviva sangue freddo, capire dove poter provare ad osare qualcosa in più e dove evitare ogni minima forzatura. “Non è proprio divertente guidare in queste condizioni – ha spiegato Verstappen – affronti una curva esattamente come il giro precedente ma all’improvviso in uscita perdi un decimo o due e non sai perché, perdi grip ma non capisci cosa hai fatto di diverso. Quando il comportamento delle gomme è costante si tratta semplicemente di spingere, ma su questa pista non hai davvero idea se andrà bene o male in termini di tempi”.

I 57 giri di gara in programma oggi non dovrebbero essere complessi come la singola tornata di qualifica. Sulle strategie non ci sono incognite, al netto della variabile ‘safety car’ la corsa vedrà una sola sosta, con lo scenario più gettonato che vede partenza con mescola media e successivo passaggio alla hard. Anche per Verstappen, come Sainz, la scelta fatta dalla Pirelli di utilizzare nel weekend le mescole C2, C3 e C4, è probabilmente troppo conservativa. “Non credo ci siano molti dubbi sulle strategie – ha confermato Max – personalmente trovo più divertenti le gare con due o tre soste, ci sono più variabili e diversi scenari possibili. Ma ci sono anche tanti fattori da tenere presente, sono questioni che vanno affrontate con la Pirelli”.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20, Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20, Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

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