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F1 | Verstappen: "Direzione gara troppo cauta, così non si corre più col bagnato!"

A Spa la Red Bull aveva optato per un setup carico, aspettandosi pioggia in vista della corsa. Tuttavia, complice un ritardo nel via, la gara si è svolta quasi interamente su pista asciutta, con Verstappen che si è ritrovato sull'assetto sbagliato. L'olandese ha criticato la gestione della partenza e la mancanza di coraggio nel correre sul bagnato.

Max Verstappen, Red Bull Racing

Tre settimane fa, a Silverstone, Red Bull aveva deciso di prendersi dei rischi nell’ottica di provare a ribaltare una gara che sembrava ormai già indirizzata verso un’altra doppietta della McLaren, optando per un’ala scarica che, in effetti, sull’asciutto aveva dato i risultati sperati mettendola in lotta per la pole position.

Al tempo, Red Bull si attendeva una gara asciutta, mentre invece venne a piovere proprio quando meno ce lo si aspettava, con un acquazzone dopo una decina di giri che non rientrava nelle previsioni del team di Milton Keynes. Scottata da quella scelta, questa volta a Spa Red Bull ha giocato sul sicuro.

Dopo aver vinto la sprint con un setup estremamente scarico pensato per l’asciutto, in vista di una gara bagnata Red Bull ha deciso di fare il passo inverso, optando per un’ala più carica. Una decisione che ha avuto un peso importante sulla qualifica, perché quella differenza è costata a tratti anche 7/8 km/h sui rettilinei a DRS chiuso.

Max Verstappen, Red Bull Racing, George Russell, Mercedes

Max Verstappen, Red Bull Racing, George Russell, Mercedes

Foto di: Peter Fox / Getty Images

Una scelta rivolta alla pioggia, se non fosse stato che la gara si è poi rivelata… asciutta. Infatti, la scelta della direzione gara di attendere, anche quando la pioggia ha smesso di cadere, ha fatto sì che la pista abbia avuto del tempo per iniziare ad asciugarsi in alcuni tratti, lasciando solo alcune zone ancora molto bagnate, come l’Eau Rouge o il Kemmel, per cui si è atteso in modo da migliorare la visibilità.

In effetti, al di là dei primissimi giri, che in realtà sono stati corsi su una condizione di misto, con alcune chiazze asciutte, che hanno subito portato al surriscaldamento delle gomme intermedie, le quali sono calate abbastanza rapidamente come spesso accade in questi scenari. Chi si è preso un rischio, come Lewis Hamilton o Nico Hülkenberg, che sono stati i primi a fermarsi per passare alle slick, ne ha giovato.

Ma è chiaro che, a quel punto, senza altra pioggia in arrivo, la gara sarebbe stata totalmente asciutta e che il setup scelto in vista di una corsa bagnata non avrebbe funzionato. Come spiegato ieri, infatti, quel maggior carico nel secondo settore non andava a compensare quanto perso sui rettilinei, e questo alla fine ha penalizzato Verstappen anche in gara ed è parte del motivo per cui, anche in condizioni di misto, in realtà non è arrivato un sorpasso, nonostante Verstappen ci sia andato più vicino.

Seppur sia vero che verso il finale probabilmente avere un po’ di carico in più ha aiutato sul degrado, il tempo perso sui rettilinei ha avuto un peso maggiore: “Abbiamo fatto una scelta con il setup e ci hanno permesso di guidare solo in condizioni quasi da slick, quindi sì, è stato deludente. Ovviamente dopo Silverstone siamo stati più cauti nelle decisioni, ma questa per me è stata l’estremo opposto”.

Max Verstappen, Red Bull Racing, George Russell, Mercedes

Max Verstappen, Red Bull Racing, George Russell, Mercedes

Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images

“È stata ovviamente la scelta sbagliata, perché non ci hanno permesso di correre sul bagnato. Una volta passati alle gomme da asciutto, eravamo semplicemente troppo lenti sul dritto. E poi, con i problemi generali di bilanciamento che ho già con questa vettura, tutto è peggiorato”.

Quando gli è stato chiesto a che ora sarebbe partito, Verstappen non ha avuto esitazioni nel rispondere che, per lui, la corsa sarebbe scattata puntuale alle 15:00, in un momento in cui effettivamente non stava piovendo in maniera copiosa, anche se ci si attendeva uno scroscio a breve, ovvero quello che ha poi portato la direzione gara ad attendere oltre un’ora e venti minuti prima di ripartire.

Anche quando la pioggia si è fermata, infatti, la direzione gara ha atteso circa mezz’ora prima di ripartire, dando modo ai marshal di provare ad asciugare la pista dall’acqua stagnante. Dato il via, la SC ha guidato il gruppo per altri quattro giri, in modo da rimuovere altra acqua nel primo settore, dove diversi piloti avevano riportato problemi di visibilità prima che la situazione migliorasse permettendo di partire regolarmente.

“Io sarei partito alle 15 in punto. Non stava nemmeno piovendo. Certo, tra curva 1 e 5 c’era un bel po’ d’acqua, ma con due giri dietro la Safety Car sarebbe stato tutto molto più visibile. E il resto della pista, comunque, era già pronto per correre. Più vai avanti, più migliorerà, e se non vedi, puoi sempre alzare il piede. A un certo punto vedrai… È un po’ un peccato. Sapevo che dopo Silverstone sarebbero stati più cauti, ma anche questo non aveva senso”.

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Peter Fox / Getty Images

“O proviamo ancora a spingere per avere una vera gara sul bagnato, oppure diciamo semplicemente: sapete cosa? Smettiamo di correre sul bagnato e aspettiamo che sia asciutto. Ma non è davvero quello che si vorrebbe, giusto? Penso che si possano ancora avere gare davvero belle sul bagnato, come si è visto anche, direi, a Silverstone e qui”.

“Certo, oggi questo ha comportato dei compromessi, soprattutto con l’ala posteriore. Ma alla fine della giornata, i problemi che abbiamo con la macchina e la gestione delle gomme sono ancora lì. Non importa che ala posteriore montiamo, e anche questo ci ha penalizzato un po’ oggi in gara”.

“Non vedremo mai più quelle classiche gare sul bagnato. Ma, secondo me, potrebbero ancora esserci. E penso anche che la pioggia caduta dopo fosse comunque gestibile, se avessimo continuato a girare. Prendi tutte le decisioni basandoti su una gara bagnata, e poi finisce che ti rovina un po’ tutta la corsa”.

“Realisticamente, il terzo posto sarebbe stato il massimo possibile. E ci siamo andati molto vicini. Allo stesso tempo, però, ha anche messo in evidenza le nostre debolezze con la macchina. E sì, non è qualcosa di facile da sistemare”, ha aggiunto Verstappen, evidenziando come su una pista così veloce la Red Bull debba sfruttare il vero unico punto di forza per fare la differenza, puntando su setup scarichi per volare sui rettilinei e fare la differenza. 

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