F1 | Verstappen capitalizza il regalo McLaren e ora mette paura a Norris
Il team papaya ha perso in Qatar per evitare un traffico che in realtà non c’è mai stato: per paura di cedere la track position il muretto non ha chiamato in pit lane le due MCL39 al giro 7 quando è entrata la safety car, mentre Max e altre 16 vetture si sono fermate. Un autogol costato il successo di Piastri e il podio di Norris, con Max in corsa.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Andrej Isakovic / AFP via Getty Images
Il termine “esecuzione” è molto di moda negli ultimi tempi. In Formula 1 ha un significato particolare, ovvero l’insieme delle operazioni necessarie in un weekend di gara per estrarre il massimo dal materiale che si ha a disposizione. Nel concreto si riassume in setup delle monoposto, decisioni prese sessione dopo sessione, scelte strategiche ed altre operazioni che coinvolgono sia il personale in pista che il ‘remote garage’. La McLaren era reduce dal disastroso weekend di Las Vegas, concluso con una doppia squalifica dovuta ad un setup errato delle due monoposto. Sette giorni dopo, a Losail, una scelta strategica ha privato la squadra di una vittoria tecnicamente mai in discussione. Gli effetti non sono per nulla trascurabili: il mondiale piloti andrà all’ultima gara, tra sette giorni a Yas Marina.
Dopo i primi sei giri del Gran Premio del Qatar Oscar Piastri era in fuga, una leadership solida, acquisita al via sfruttando al meglio la pole position. Tra lui ed Lando Norris (terzo) si era infilato in partenza Max Verstappen, con un sorpasso ampiamente annunciato e concretizzato con uno scatto perfetto dalla terza posizione. Il regime di safety car, scattato al sesto passaggio a causa della monoposto di Nico Hulkenberg fermo in una via di fuga, ha posto la McLaren davanti ad una scelta.
La più logica era quella di richiamare ai box le due monoposto e montare un set di gomme nuove, il settimo passaggio era strategico per il rispetto delle restrizioni imposte da FIA e Pirelli nella gara di Losail (con una percorrenza massina di 25 giri con un set di gomme per motivi di sicurezza). Considerando i 57 complessivi da completare, tutto calzava alla perfezione.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Andrew Ferraro / LAT Images via Getty Images
Quando le 20 monoposto sono uscite dall’ultima curva, 17 sono entrate in pit lane, tre sono rimaste in pista: Piastri, Norris e Ocon. In quel momento la McLaren ha offerto a Verstappen la vittoria del Gran Premio del Qatar su un vassoio d’argento, rimandando a Yas Marina l’assegnazione del mondiale piloti. I motivi che hanno indotto la squadra a commettere un errore clamoroso sono emersi al termine della corsa. “Non volevamo finire nel traffico dopo il pit stop – ha spiegato Andrea Stella - ma abbiamo visto che tutte le altre squadre hanno preso una decisione diversa dalla nostra, e fermandosi tutti la nostra scelta è diventata quella errata”.
La gara sprint disputata sabato aveva offerto un’informazione molto chiara in merito alle possibilità di rimonta, sorpassare era possibile solo con un delta di performance pari ad un secondo al giro ed una buona velocità massima, altrimenti c’era la prospettiva di accodarsi ad un avversario fino alla bandiera a scacchi.
Da qui il terrore il cedere la track position. Se Piastri e Norris fossero entrati in pit-lane, tutti i piloti che avessero scelto di non procedere per il pit stop sarebbero stati avversari da superare in pista. Ciò che il muretto McLaren non ha considerato era l’occasione offerta dalla safety car in termini di risparmio di tempo, ovvero undici secondi in meno rispetto ad una sosta in regime di bandiera verde. Un’opportunità ghiotta scelta da nove dei dieci team in pista.
Andrea Stella, McLaren
Foto di: Mark Sutton / Formula 1 via Getty Images
Un altro aspetto che ha pesato sulla decisione presa della McLaren era il gap che avrebbe pagato Norris in caso di pit stop doppio. Oltre all’attesa di un paio di secondi (tempo necessario per il cambio gomme di Piastri) Lando sarebbe stato esposto al rischio di dover attendere il passaggio del serpentone delle monoposto in ingresso in pit lane prima della ripartenza. “Ne eravamo consapevoli – ha ammesso Stella - ma non è stata la ragione principale che ci ha portato a non fermare entrambe le vetture, pensavamo che il traffico sarebbe stato un problema significativo”. Ma probabilmente anche la prospettiva di danneggiare uno dei due piloti è stata messa in conto.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
La McLaren ha perso il GP del Qatar per evitare un traffico che in realtà non c’è mai stato, ma non è stato solo questo aspetto a lanciare Max Verstappen verso il suo settimo successo stagionale. In Red Bull hanno trovato la quadratura del cerchio dopo la gara sprint, intervenendo sul setup della monoposto di Verstappen. “Avremmo potuto arrivarci prima”, ha commentato il direttore tecnico Pierre Waché, ma alla fine il bilancio del weekend è stato comunque estremamente positivo. A giocare a favore della Red Bull è stato anche un degrado degli pneumatici confermatosi inferiore rispetto alle previsioni, un vantaggio per Max nel suo confronto a distanza con le due McLaren.
Piastri si è confermato il pilota più veloce, senza imprevisti il successo non gli sarebbe sfuggito, ma il margine rispetto a Verstappen è stato inferiore rispetto a quanto ipotizzato. Nulla, però, avrebbe tolto il successo ad Oscar, mai così deluso al termine di un Gran Premio. In un weekend impeccabile ha dovuto incassare una delusione cocente, sia in termini di bilancio di tappa che in ottica mondiale. Il paradosso è che nel fine settimana in cui è tornato sui livelli della prima metà di stagione ha dovuto incassare il sorpasso di Verstappen nella classifica generale e una riduzione minima del gap che lo separa da Norris. Arrivare a Yas Marina con la prospettiva di dover recuperare sedici punti su Lando e quattro su Max, vuol dire essere davanti ad un’impresa quasi impossibile.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
Si arriverà così, al “tutto in una notte”, con Norris sempre padrone del suo destino e Verstappen a caccia di un’impresa che, se centrata, lo renderebbe leggenda in tempo reale. Al di là di tutte le combinazioni aritmetiche, per laurearsi campione del mondo Max ha bisogno di una classifica identica a quella del Gran Premio del Qatar, ovvero vincere con Norris giù dal podio. Uno scenario difficile, ma non impossibile considerando che si è appena concretizzato a Losail.
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