F1 | Vasseur sornione: "Positivo che nessuno stia parlando di noi. La correlazione è buona"
Il team principal della Ferrari non si espone e, anzi, preferisce rimanere nell'ombra in questo momento della stagione, così da permettere al team di lavorare con tranquillità e concentrazione. La correlazione tra pista e simulazione è stata definita "buona".
Frederic Vasseur, Ferrari
Foto di: Mark Sutton / Formula 1 via Getty Images
Lavorare sottotraccia, in tranquillità, per quanto la Formula 1 e un nuovo regolamento tecnico possano permetterti di farlo. La Ferrari si sta preparando alla stagione 2026 di Formula 1 non vedendosi mai (o quasi) messa tra i favoriti. Veloce, certo. Tra i primi sicuramente. Ma mai davanti a tutti. E questo, in questo momento, a Frédéric Vasseur non può che fare piacere.
Il team principal del Cavallino Rampante vuole evitare i clamori e tutto quello che comportano. Il 2025 è ancora nella mente di tutti a Maranello e riuscire a lavorare lontano dai riflettori non può fare che bene alla squadra modenese.
"La cosa molto positiva è che nessuno sta parlando di noi. Mi piace questa situazione. Puoi già concentrarti su te stesso", ha detto il manager francese al termine del primo test pre-stagionale del Bahrain. "Ancora nessuno sa. Nessuno conosce la forza della Mercedes. Nessuno sa se hai 20 chili, 40 chili o 60 chili. E questo è molto più della differenza tra le macchine. Per questo il modo migliore di essere è stare zitti e concentrarsi su se stessi".
"Il primo obiettivo quando hai una macchina nuova come questa – completamente diversa dall’anno scorso – è accumulare chilometri. L’anno scorso siamo arrivati con un riferimento della macchina precedente. Potevamo fare confronti. Quest’anno partiamo da zero".
Sino a ora la SF-26 ha fatto vedere un'affidabilità confortante, perché ha permesso la raccolta di tanti dati e non potrà fare altro che bene per lo sviluppo della stessa.
"La cosa più importante in questa situazione è accumulare chilometraggio, fare tanti giri, raccogliere dati. Verificare se c’è una buona correlazione tra fabbrica, galleria del vento e ciò che vediamo in pista. Per questo serve affidabilità. Perché se resti ai box, non è il modo migliore per raccogliere dati. Finora è andata piuttosto bene per noi. Abbiamo fatto circa 4.500 chilometri in 6 giorni. È buono, più del previsto ed è positivo. Ma non dobbiamo confondere il fatto che stiamo facendo un buon lavoro su questo fronte con la pura performance. È un’altra storia".
L'utilizzo e il recupero d'energia, attraverso la MGU-K da 350 kW (quasi 500 cavalli), è e sarà uno dei temi più importanti della nuova stagione. Ma non sarà l'unico. Il fattore gomme, la loro preparazione per metterle nella finestra giusta dovrà rimanere centrale in ogni fine settimana di gara.
"È importante ricordare che l’anno scorso, tra una qualifica sprint e una qualifica normale, a volte avevamo variazioni di 6 o 7 decimi, con macchine che conoscevamo da 3 o 4 anni, solo in base all’outlap.
Questo resterà: avremo ancora differenze tra due giri di lancio, tra una preparazione gomme di diverse mescole".
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Mark Thompson / Getty Images
"Non dobbiamo dimenticare quello che abbiamo fatto in passato e concentrarci solo sulla gestione dell’energia. Certo, è importante, è fondamentale per il tempo sul giro, ma tutti i parametri della F1 e delle gare sono ancora lì e avranno la stessa importanza. Sarebbe un errore dimenticarlo. Essendo uno dei più giovani nel team, cerco di portare questo concetto sul tavolo e ricordare che non dobbiamo dimenticare le basi. Non è perché il regolamento è nuovo che i nuovi parametri sono gli unici. L’aerodinamica sarà fondamentale, le gomme saranno fondamentali, la guida sarà fondamentale, le strategie ai box saranno fondamentali. Dobbiamo tenerlo a mente".
Nella serata di ieri hanno fatto scalpore le dichiarazioni di Max Verstappen che ha definito la nuova Formula 1 come una Formula E con steroidi. Vasseur pensa che queste siano dichiarazioni che di solito vengono fatte all'inizio di un nuovo ciclo regolamentare. Poi, una volta in macchina e con il casco abbassato, i piloti non penseranno ad altro se non ad andare il più veloce possibile e a battere i colleghi.
"Credo che gli stessi commenti ci fossero nel 2022, e il periodo 2022-2025 è stato probabilmente il migliore per la F1. Capisco la sensazione dei piloti: quando arrivi in Bahrain e sei un po’ più lento rispetto all’anno prima, la prima reazione è voler guidare qualcosa di molto veloce. Ma dopo mezza sessione, o una sessione, il loro focus sarà solo essere più veloci degli altri. Non sarà una questione di fare 1'31" o 1'35", ma di sapere qual è il tempo degli altri. È nel loro DNA e nel DNA di ogni team. Sono sicuro che non sarà diverso".
Per quanto riguarda la SF-26, il team principal della Ferrari non si è voluto sbilanciare troppo. L'aspetto che però ha voluto sottolineare è la correlazione tra pista e simulazione che sembra già essere buona.
"Non è che avessimo una cattiva correlazione lo scorso anno, è che non abbiamo sviluppato la macchina.
Finora la correlazione è buona, ma abbiamo ancora tantissime cose da capire. Il modo migliore per assimilare ciò che stiamo raccogliendo è tenere la macchina in pista, fare più chilometri possibile, lavorare bene tra una sessione e l’altra. Ma finora la correlazione è buona".
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