F1 | Vasseur: "Frenati dal surriscaldamento dal giro 3. Il potenziale c'era, ma..."
Il team principal della Ferrari prova a spiegare l'ennesimo fine settimana negativo del team di Maranello. Le SF-25 frenate dal surriscaldamento ai freni, ma ora la squadra di rosso vestita è la quarta forza del Mondiale per prestazioni in pista.
Frederic Vasseur, Team Principal of Scuderia Ferrari
Foto di: Mark Thompson - Getty Images
Le qualifiche di Marina Bay svolte ieri avevano già offerto un quadro più che chiaro riguardo le speranze di risultato da parte della Ferrari e la gara di oggi non ha fatto altro che confermare quanto visto: oggi il team di Maranello è regredito a quarta forza nel Mondiale.
La classifica Costruttori - nel giorno del decimo iride della McLaren - non dice questo. O meglio, non ancora, perché la McLaren si è portata ad appena 10 punti dal team modenese. La classifica del Gran Premio di Singapore, invece, è un quadro chiaro: Mercedes, Red Bull e McLaren sono finite con 5 piloti su 6 davanti alle Rosse. Solo Tsunoda non c'è riuscito.
Su una delle piste in cui le Ferrari avrebbero dovuto lottare per la vittoria, sono state surclassate da tutti i rivali. E' allora doveroso cercare di fare il punto della situazione, con Frédéric Vasseur, team principal del Cavallino Rampante, che ha parlato ai microfoni di Sky Sport F1 al termine della gara.
Secondo il manager francese, il grande problema che ha attanagliato il weekend della Ferrari è da ricercare nel mancato sfruttamento del vero potenziale delle SF-25. Operazioni in pista, azioni dei piloti e altri fattori non hanno permesso alle monoposto di rosso vestite di dare il meglio nei momenti clou del fine settimana.
"I problemi sono iniziati prima delle qualifiche", ha detto subito Vasseur. "Siamo arrivati a Singapore con un buon passo nelle Libere 1, poi abbiamo perso a causa dell'esecuzione in pista. Non siamo stati in grado di estrarre il meglio dalla macchina e dai piloti".
Charles Leclerc, Ferrari, Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Glenn Dunbar / LAT Images via Getty Images
La pessima qualifica ha poi finito di dare i suoi (amari) frutti oggi, in gara. Entrambe le SF-25 hanno sofferto di evidenti problemi di surriscaldamento all'impianto frenante, costringendo prima Charles Leclerc, poi Lewis Hamilton ad alzare il piede per calmierare la situazione e arrivare al traguardo in zona punti. Alla fine il sesto e il settimo posto finale rispecchiano perfettamente il fine settimana della Ferrari.
"In qualifica eravamo i più veloci in Q1, ma poi abbiamo fatto lo stesso tempo in Q3. Oggi però il problema principale è che siamo partiti troppo indietro, eravamo in mezzo al gruppo e abbiamo faticato tanto per il raffreddamento. Non dal primo giro, ma dal terzo giro fino all'ultimo".
"Quando abbiamo spinto un po' di più con Hamilton il passo era buono. Anzi, più che buono. Ma il problema è che siamo riusciti a spingere solo per l'1% della gara. Quindi non si possono ottenere buoni risultati in questo modo".
Mercedes e Red Bull sono riuscite a sfruttare il potenziale delle loro monoposto, evolute in un periodo dell'anno in cui McLaren - in realtà ormai da tempo - ha chiuso lo sviluppo delle MCL39 per dedicarsi alla monoposto 2026. La Ferrari, pur avendo finito lei stessa lo sviluppo della sua vettura, non riesce a tirare fuori il massimo. Viene però da chiedersi se, in realtà, il massimo delle SF-25 non sia stato raggiunto e che gli avversari, semplicemente, abbiano fatto un lavoro più ampio e migliore.
"Avevamo un certo potenziale nella monoposto e lo abbiamo mostrato nel primo turno di libere e in Q1, ma poi non siamo stati capaci a mettere tutto insieme nel momento decisivo del weekend, nel Q3 per esempio. Non siamo riusciti a sfruttare l'evoluzione della pista e oggi eravamo troppo indietro. Siamo stati costretti a inseguire e questo è stato il problema principale".
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