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F1 | Vasseur: "Ferrari più al limite, senza paura di sbagliare"

Il team principal della Scuderia fa il punto con Motorsport.com e fotografa la situazione di una squadra che è in costante evoluzione dopo aver fatto tesoro delle criticità dello scorso anno. Il manager francese si aspetta un cambio di mentalità del team che lo porterà ad osare di più, senza essere condizionato dalla politica.

Frederic Vasseur, Team Principal e General Manager Scuderia Ferrari

Il seme piantato nel gennaio del 2023 si è trasformato. Dopo oltre un anno è visibile la pianta, poi sarà il momento dei frutti. È quanto spera Frederic Vasseur, da quasi diciotto mesi a Maranello. Lo spera lui, lo spera ovviamente tutto l’ecosistema Ferrari, a partire dal presidente John Elkann, fino al più irriducibile dei tifosi.

Vasseur ha risposto a Motorsport.com su molti temi caldi, descrivendo una squadra in fase di crescita che ha fatto tesoro delle criticità emerse nel 2023, ad iniziare dai molti punti lasciati per strada. Il team principal della Scuderia ha parlato anche della necessità di un cambio di mentalità che passa attraverso la voglia di portarsi più al limite, in ogni aspetto, una delle qualità che riconosce alla Red Bull.

La ‘sua’ Ferrari non deve essere condizionata dalla politica, pretende fedeltà dai collaboratori e, per ora, sottolinea l’assenza di fughe di notizie. Infine, Lewis Hamilton, una scelta che va inquadrata ben oltre il lavoro in casco e tuta. Vasseur è certo, il sette volte campione del mondo sarà un grande valore aggiunto per la Ferrari.

Ferrari SF-24: ecco l'evoluzione per Imola

Ferrari SF-24: ecco l'evoluzione per Imola

Foto di: Giorgio Piola

Si tende a credere che una squadra sia cresciuta solo quando porta in pista una monoposto competitiva. È davvero così, o si può pensare che oggi la Ferrari, come team, sia più in forma della monoposto?
"
Sì… e no. Porto un esempio: è molto più facile avere una strategia buona quando la macchina ha un ottimo ritmo, e viceversa, quando una monoposto ha un deficit di performance è più probabile che la strategia risulti sbagliata. Oggi (rispetto allo scorso anno) siamo più performanti sul fronte del passo gara, e infatti da inizio anno non abbiamo avuto problemi relativi alle scelte strategiche. Abbiamo comunque svolto molto lavoro specifico, alla fine dello scorso anno è emerso che sono stati lasciati troppi punti per strada".

"Premetto che nessuno potrà mai disputare la stagione perfetta, ma al di là di Red Bull che nel 2023 è stata in un’altra galassia, rispetto a Mercedes e McLaren abbiamo perso troppi punti. Abbiamo preso atto di questo problema e ci siamo impegnati per fare in modo di non avere più queste difficoltà. Finora credo sia andata bene, al netto di tutte le circostanze credo che nelle prime gare della stagione abbiamo portato a casa il massimo dei punti alla nostra portata".

"Dobbiamo considerare il problema avuto da Carlos a Jeddah, circostanza che ha comportato la chiamata in extremis di Bearman. Abbiamo fatto davvero tutto il possibile per mettere Ollie nelle migliori condizioni possibili, ed anche Charles in Bahrain, nonostante il problema ai freni accusato in gara, è riuscito a chiudere la corsa in quarta posizione”.

Frederic Vasseur, Team Principal Ferrari, con Charles Leclerc

Frederic Vasseur, Team Principal Ferrari, con Charles Leclerc

Foto di: Ferrari

Possiamo dire si essere davanti ad una squadra in crescita?
“Finora siamo stati efficienti ed è un aspetto positivo. Lo scorso anno abbiamo perso per strada qualcosa come 130 punti, una mancanza che ha condizionato il nostro bilancio stagionale visto che alla fine il gap che ci ha separato dalla Mercedes (nella classifica Costruttori) è stato di sole tre lunghezze. Anche loro hanno lasciato qualcosa per strada, ma direi la metà dei punti persi da noi".

"Poi ci sono le richieste che conosciamo già bene, ovvero avere una monoposto migliore, più cavalli, più carico aerodinamico e via di questo passo, ma se poi non converti il potenziale tecnico in punti in classifica, hai comunque un problema. Oggi abbiamo la sensazione di aver iniziato bene la stagione, ma è presto per trarre delle conclusioni".

"Non dimentichiamo che lo scorso anno dopo le prime quattro gare la McLaren aveva una manciata di punti, erano in ritardo rispetto a Mercedes e Aston Martin di oltre cento punti. Poi, a fine stagione, proprio la McLaren ha preceduto l’Aston nella classifica Costruttori, quindi è davvero presto per trarre delle conclusioni definitive”.

Lo scorso anno sei arrivato in Ferrari con una stagione già pianificata dalla precedente gestione. Ti sei preso un po' di tempo per cambiare le cose: a che punti siamo adesso? Cosa c'è di diverso?
“Innanzitutto, il reclutamento di personale nel reparto tecnico. Poi abbiamo fatto dei cambiamenti in termini di direzione sportiva, strategia ed altri ruoli. In tutti questi casi credo che i riscontri siano positivi. Quando sono al muretto box vedo un’atmosfera tranquilla, una buona collaborazione ed in generale un modo di operare efficiente. Questo scenario mi trasmette una bella sensazione".

"Credo ci sia poi anche un cambiamento legato all’approccio. Se osserviamo l’operato della Red Bull, trovo che il loro DNA li porti ad essere al limite in tutto ciò che fanno. Sono convinto che anche lo scorso anno, quando avevano un vantaggio di sei decimi al giro, non era un gap determinato da una trovata ‘magica’, non c’erano 20 cavalli in più o 20 punti in più di carico. Credo che siamo semplicemente migliori di noi ovunque, in tante aree diverse, per quello sto cercando di spingere la cultura dell'azienda ad essere un po' più aggressiva”.

Ti sei dovuto confrontare con la paura di sbagliare? Di ritrovarsi, in seguito ad un errore, a rischio licenziamento?
“Non conosco il passato (dell’azienda) ma sappiamo che se si va sempre sul sicuro finisce che ti prendi un chilo di margine, due gradi di margine, due millimetri di margine, questo modo di operare comporta non correre rischi e avere una vita più serena. Ma alla fine si lasciano per strada tre o quattro decimi, e non è questa la via che porta a vincere".

"Oggi vediamo una grande convergenza di prestazioni a causa della stabilità regolamentare e iniziamo a vedere come la Red Bull, a differenza dello scorso anno, sia parte del gruppo. Ma già nel 2023 abbiamo visto come tra noi, Aston Martin, Mercedes, e nella seconda parte della stagione anche McLaren, ci fosse un gap talmente ridotto da rischiare di scivolare dalla terza all’ottava posizione per un solo decimo di secondo".

"Questo fa capire bene come lasciare un decimo per strada vuol dire condizionare molto il risultato. Se ti tieni un margine sei al sicuro ma non migliori, la direzione che stiamo prendendo è spingere come squadra, e sono il primo a farlo. Ovviamente sono anche il primo ad accettare che si possano commettere degli errori”.

Lewis Hamilton, Mercedes-AMG F1, con Piero Ferrari, vice presidente Ferrari

Lewis Hamilton, Mercedes-AMG F1, con Piero Ferrari, vice presidente Ferrari

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

La Ferrari ha tante qualità uniche, ma nel paddock si dice anche che sia una squadra con all’interno molta politica che si manifesta in tanti modi, come ad esempio le fughe di notizie. Vista dall’interno, è davvero così?
“Abbiamo un buon esempio in tal senso, quando è stato firmato il contratto con Lewis Hamilton non ci sono state fughe di notizie”.

Ma in Italia qualcosa è trapelato…
“No, non era una fuga di notizie. Credo che sia stato detto qualcosa di proposito da qualcuno nel Regno Unito (Vasseur sorride) ma posso confermare che non è stata una fuga di notizie, e questo l'ho davvero apprezzato".

"È stata un’attività (relativa alla negoziazione con Hamilton) portata avanti per diversi mesi da un piccolo gruppo, e non ci sono stati spifferi fino alla conclusione delle trattative. Abbiamo avuto delle fughe di notizie appena sono arrivato a Maranello, anzi, anche prima del mio arrivo, visto che ho appreso dalla stampa che sarei andato alla Ferrari, prima ancora che iniziassi le trattative!".

"Negli ultimi sei mesi sui media ci sono stati pettegolezzi che si cono confermati tali, come la storia di Newey avvistato a Bologna. Beh, Adrian era andato a girare al Mugello, non è certo una fuga di notizie! Non posso lamentarmi, ho avuto più fughe di notizie ai tempi della Renault, è accaduto che ciò che avevo detto in alcuni briefing poco dopo era sui siti media…”.

Hai spesso sottolineato l’importanza del riuscire a mettere pressione sulle Red Bull, nella speranza che sentire il fiato sul collo degli avversari possa portarli a commettere qualche errore. È ancora questa la strategia?
“Lo scorso anno si sono trovati in una situazione molto confortevole, non li abbiamo mai portati a dover prendere una decisione. Che fosse piano A, B o C, erano comunque davanti. Metterli sotto pressione vuol dire costringerli a fare una scelta che possa anche risultare sbagliata, diciamo che nel momento in cui dovessero commettere degli errori noi dobbiamo esserci. Questo è il primo passo, poi l’obiettivo è indubbiamente quello di essere più veloci di loro, il nostro ruolo non è quello di essere alle loro spalle e attendere che accada qualcosa”.

Carlos Sainz, Scuderia Ferrari

Carlos Sainz, Scuderia Ferrari

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

Finora non sei mai entrato nel merito della scelta Hamilton e del conseguente addio a Carlos Sainz. Visto in un quadro più ampio, l’arrivo di Lewis è sembrato anche un messaggio di fiducia nel futuro della Ferrari, del tipo “questa è la strada che abbiamo imboccato”. È una considerazione corretta?
“Ciò che un pilota, Lewis ma non solo lui, è in grado di portare ad una squadra, va oltre il tempo sul giro che è in grado di dare. Ciò che vediamo fare ad un pilota il sabato e la domenica è la parte finale del lavoro, in realtà c’è molto di più. Si inizia sette o otto mesi prima del via di una stagione, si lavora sul progetto successivo portando la propria esperienza, la propria visione su cosa è possibile fare e come potrebbe essere fatto".

"Nel nostro caso credo che siamo ancora una squadra giovane, non è ovviamente una questione di età o esperienza, quanto di esperienze vissute o di vittorie ottenute insieme. Per questo credo che avere nel gruppo un pilota con un background così grande sia un valore aggiunto. Abbiamo avuto il tempo di confrontarci con Lewis sul processo di costruzione della squadra, vogliamo avere una visione a lungo termine e con questo non intendo ovviamente solo il 2025".

"È qui che dobbiamo fare dei passi, abbiamo già apportato alcuni miglioramenti rispetto a 12 mesi fa, vogliamo coinvolgere i piloti molto prima nel progetto e sviluppare con loro le caratteristiche della vettura, e con questo penso che stiamo andando nella giusta direzione. Lewis sarà sicuramente un valore aggiunto”.

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