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F1 | Vasseur: "Buon weekend fino alla gara. Ci mancano 2 decimi, ma ha pesato di più la poca costanza"

Il weekend di Miami lascia in Ferrari un bicchiere a metà: se gli aggiornamenti funzionano, dall'altra parte la corsa statunitense ha messo in evidenza un'altalena a livello di prestazioni che Vasseur indica come il problema principale, soprattutto tra i momenti in cui Leclerc ha girato in aria libera e quelli in cui si è trovato nel traffico.

Frederic Vasseur, Ferrari

Frederic Vasseur, Ferrari

Foto di: Clive Mason / Getty Images

È un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto quello della Ferrari a Miami? Il pacchetto di aggiornamenti aerodinamici è valido, ma restano elementi che non possono essere risolti dall’oggi al domani. Servirà tempo, e il deficit sul fronte motoristico è chiaramente uno di questi, indubbiamente il più importante, ma non è l'unico. 

Un aspetto chiave che pesa sia in qualifica sia in gara, perché rappresenta tempo perso “gratuitamente” nei confronti dei rivali e da dover poi recuperare in altri punti della pista, con il rischio di aumentare lo stress sugli pneumatici sulla lunga distanza. Un limite che a Miami emerge in modo ancora più evidente, complice un asfalto che offre poco grip e mette a dura prova il posteriore.

Le temperature più fresche di ieri, inferiori di una ventina di gradi, hanno aiutato, ma verso fine gara la SF‑26 ha comunque pagato lo scotto del surriscaldamento delle coperture posteriori in quella che, di fatto, è stata una corsa a due velocità. Al via il monegasco è riuscito subito a prendere il comando grazie a uno scatto efficace e a una gestione tatticamente impeccabile di curva 1.

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images

Da lì in poi è nata una battaglia intensa con Andrea Kimi Antonelli e Lando Norris. Dopo la Safety Car il monegasco ha perso la posizione, scivolando al terzo posto, e con l’innalzarsi dei tempi ha iniziato a cedere terreno giro dopo giro, fino a ritrovarsi nel mirino di Oscar Piastri.

Con le prime due posizioni ormai fuori portata, anche per via dei cinque secondi accumulati in meno di cinque giri, e con il rischio pioggia ormai rientrato, la Ferrari ha scelto di rientrare ai box per rispondere al pit stop di George Russell, che nel frattempo aveva tentato l’undercut nella speranza di guadagnare qualche posizione.

In effetti, il britannico è riuscito a portarsi davanti al pilota della Ferrari subito dopo la sosta, ma Leclerc ha poi recuperato la posizione persa, per quanto ciò gli sia costato del tempo prezioso, anche perché davanti gli altri, in particolare Piastri, avevano avuto modo di allungare lo stint. Per dare un riferimento, quando il monegasco ha sopravanzato Russell, l'australiano era solamente due secondi dietro, ma con una differenza di gomma di sette passaggi.

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Brett Farmer / LAT Images via Getty Images

Una differenza che ha pesato nel finale, quando Leclerc è entrato in crisi con gli pneumatici e ha perso il podio. Da un certo punto di vista si può quasi sorridere, perché l’incidente del monegasco proprio nell’ultimo giro avrebbe potuto trasformarsi in uno zero ancora più pesante.  “È stata una domenica difficile. Il weekend è andato piuttosto bene fino alla gara. Al primo giro abbiamo perso parte del fondo e dei bargeboard sulla macchina di Hamilton”, ha dichiarato Vasseur analizzando il weekend.

“Non è stata la fine della gara, ma di fatto a quel punto si trattava più di portare la macchina a casa. Con Leclerc abbiamo lottato per la terza posizione. Possiamo vedere il lato positivo, che poteva finire con una macchina parcheggiata in curva 4, è stato un finale difficile”, ha poi aggiunto il Team Principal prima di sottolineare quando il crollo sul finale fosse legato alla gestione delle coperture.

“È stata la storia di tutto il weekend. La gestione delle gomme e delle temperature era importante. Girare in aria libera dà un vantaggio sul passo, vale per noi, vale per gli altri. Questa porta a un’altalena delle prestazioni, è facile surriscaldare le gomme e perdere terreno. Nei primi 15/20 giri è andata bene prima della Safety Car”.

Charles Leclerc, Ferrari, George Russell, Mercedes

Charles Leclerc, Ferrari, George Russell, Mercedes

Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images

“Non appena è arrivata Safety Car gli altri sono arrivati, hanno usato l'overtake mode, abbiamo perso posizione e poi da lì è stata una gara molto più difficile. Abbiamo sofferto troppo di riscaldamento, la gomma posteriore soprattutto. È vero che c'è un grosso divario di prestazioni tra i primi giri fino alla Safety Car e il resto della gara, però cerchiamo di imparare da quello che è accaduto. Dobbiamo sistemare questo problema perché è vero che abbiamo avuto la sensazione che eravamo un po' alla stessa posizione ieri, con una prima parte dello stint molto buona e poi abbiamo sofferto di più verso la fine”.

Vasseur non ha voluto indicare il motore come punto debole del pacchetto della SF‑26, ma è evidente che proprio lì il Cavallino attende con maggiore impazienza la liberalizzazione dell’ADUO da parte della FIA. Ciò, però, non vuol dire che non ci sia spazio per migliorare anche a livello aerodinamico e meccanico, perché è vero che la Rossa deve spingere di più in curva per chiudere parte del gap, ma lo sliding porta a consumare a sua volta energia in eccesso e il degrado eccessivo lo si era visto anche nelle altre tre gare. Anche per questo Vasseur parla di "pacchetto" e non un solo elemento. 

“Se vediamo la qualifica, ci mancano uno o due decimi in tutte le sessioni, per cui dobbiamo sviluppare, dobbiamo portare prestazioni e sarà così fino alla fine della stagione. Ma penso che il problema principale del weekend e della gara è stato più un problema di costanza nel passo perché appena eravamo con la pista libera e l'aria pulita davanti, il passo era buono, riuscivamo a tenere dietro gli altri. Avevamo un buon passo quando eravamo da soli mentre abbiamo faticato molto di più quando avevamo la posizione giusta in pista”.

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images

“Non abbiamo un vantaggio rettilineo. Chiaramente è un problema anche quando sei in lotta perché è piuttosto semplice per noi perdere posizioni quando qualcun altro usa l'overtake mode. Ma lo sappiamo. È il pacchetto e la macchina non è soltanto il motore, dobbiamo lavorare su ogni aspetto”.

“Siamo riusciti a stare in testa della gara con un certo agio per i primi 15-17 giri e questo significa che potremmo farlo anche per molto più lungo. Il problema principale è che quando abbiamo perso la prima posizione e non è andata più bene per noi, però concentriamoci sul Canada e cerchiamo di portare aggiornamenti presto per migliorare e risolvere i problemi”.

Aggiornamenti è la parola chiave per continuare a coltivare il sogno mondiale prima che si spenga del tutto. È evidente che, con un deficit di motore, le speranze si stiano assottigliando, anche perché i tempi per introdurre una nuova unità non sono così brevi: significherebbe lasciare altri punti sul tavolo. Ma Vasseur non vuole considerare la partita già chiusa.

“Siamo soltanto alla quarta gara. Sicuramente è sempre possibile nelle corse. Se guardiamo all’anno  scorso, Max era molto lontano a Monza ed è riuscito a rimontare fino all'ultima gara. Abbiamo dei problemi che dobbiamo sistemare, ma sappiamo cosa dobbiamo fare e cosa dobbiamo sistemare”.

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