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F1 | “Una totale barzelletta”: perché Sainz è stato penalizzato per il contatto con Lawson

Nel GP d’Olanda lo spagnolo è stato penalizzato con dieci secondi e due punti sulla patente dopo il contatto con Lawson. Sainz, furioso, ha definito la decisione “una totale barzelletta”, mentre la FIA ha spiegato che non aveva diritto di traiettoria all’esterno. Tuttavia, ciò ha generato delle discussioni sull'interpretazione del regolamento.

Carlos Sainz, Williams

In una gara movimentata come quella di Zandvoort, segnata da numerosi ritiri e rimonte dal fondo della griglia, è passato quasi inosservato un episodio, ossia il contatto tra Carlos Sainz e Liam Lawson. L’impatto è costato a entrambi una foratura e, soprattutto, la possibilità di chiudere il GP in zona punti, nonostante in quel momento occupassero stabilmente la top 10.

Alla ripartenza, il pilota della Williams aveva provato ad affiancarsi all’esterno di Lawson in Curva 1, fino a quando il portacolori della Racing Bulls non ha perso il posteriore della vettura, complice anche l’aria sporca proveniente dalla monoposto di Charles Leclerc poco più avanti. L’inevitabile contatto ha provocato la foratura di entrambi, compromettendo definitivamente la loro gara.

Al di là dell’incidente in sé, a far discutere è stata soprattutto la penalità inflitta a Sainz di dieci secondi di penalità e due punti sulla patente. Lo spagnolo, incredulo, lo ha fatto notare subito via radio chiedendo un incontro con i commissari per comprendere le ragioni della sanzione. Anche dopo la gara non ha cambiato posizione, definendo la decisione degli steward una vera e propria “barzelletta”.

Carlos Sainz, Williams

Carlos Sainz, Williams

Foto di: James Sutton / Motorsport Images

"Prima di tutto, l’incidente, secondo me, è chiaro. Non so quante volte abbiamo visto due macchine affiancate in Curva 1 a Zandvoort senza contatti. È una curva che permette a due vetture di lottare senza dover avere contatti inutili”, ha raccontato il pilota della Williams, sottolineando come, data la sua conformazione, Curva 1 garantisca più traiettorie, prima di puntare il dito contro Lawson.

“Ma con Lawson è sempre difficile. Sembra sempre preferire avere un po’ di contatto e rischiare un ritiro o una foratura, come nel nostro caso, piuttosto che accettare di correre affiancato. Spero che con più esperienza capisca, perché così sta mettendo in gioco troppi punti per una manovra inutile come quella che ha fatto. Inoltre, ricevere una penalità di dieci secondi per questo è una totale barzelletta”.

“Non credo che sia il livello di giudizio che la Formula 1 merita, se davvero considerano che io meriti 10 secondi di penalità. È una questione seria che mi riguarda come pilota, come direttore GPDA, ed è qualcosa che farò presente. Bisogna scegliere le proprie battaglie e probabilmente Liam, nei suoi primi anni, ha deciso di adottare questo approccio del ‘o pressione o niente sorpasso’”.

Liam Lawson, Racing Bulls Team

Liam Lawson, Racing Bulls Team

Foto di: Joe Portlock / LAT Images via Getty Images

Dall’altra parte, Lawson ha sottolineato come il regolamento sia chiaro riguardo alle manovre all’esterno, giudicando l’attacco di Sainz troppo azzardato in condizioni di ripartenza e con gomme fredde: “Ovviamente non sono contento nemmeno io, ho compromesso la mia gara. Ma le regole sono scritte così, e tutti noi le conosciamo”, ha commentato il pilota della Racing Bulls.

“Quest’anno è capitato anche a me di essere dalla parte opposta: tentavo un sorpasso e pensavo che mi dovesse essere lasciato spazio, ma non è stato così e ho preso una penalità. Lo sappiamo tutti. È il primo giro dopo una ripartenza. La pista è molto scivolosa, le gomme sono fredde, ed è giusto provare la manovra, ma è rischioso. Abbiamo avuto un contatto, ma per questo ha preso una penalità”.

Perché Sainz è stato penalizzato: una scelta eccessiva?

Ma quali sono i regolamenti a cui Lawson fa riferimento e che hanno portato alla penalità per Sainz? Le linee guida FIA stabiliscono infatti criteri precisi per i sorpassi all’esterno: affinché l’attaccante abbia diritto a ricevere lo spazio necessario, anche in uscita di curva, è indispensabile che, al punto di corda, l’asse anteriore della sua vettura sia davanti a quello della monoposto che si sta difendendo.

Carlos Sainz, Williams

Carlos Sainz, Williams

Foto di: Clive Rose / Getty Images

Nel caso di Sainz, però, la situazione è stata diversa: al massimo la sua vettura è arrivata in linea con lo specchietto della Racing Bulls, prima che lo spagnolo alzasse il piede per reagire al sovrasterzo di Lawson, che nel frattempo aveva perso il controllo della sua VCARB02 allargando la traiettoria. Un dettaglio che, però, non è bastato ad evitargli la sanzione: i commissari hanno ritenuto Sainz responsabile del contatto.

"L’asse anteriore della vettura 55 [Sainz] non era davanti a quello della vettura 30 [Lawson] al punto di corda della Curva 1. La vettura 55 ha tentato di restare all’esterno della vettura 30 ed è avvenuta una collisione. Abbiamo ritenuto che la vettura 30 avesse diritto alla curva e quindi che la vettura 55 fosse interamente o prevalentemente responsabile del contatto”, recita il comunicato dei commissari.

Ed è proprio questo il nodo centrale della vicenda: secondo i commissari, Sainz avrebbe dovuto alzare completamente il piede, non trovandosi nella posizione regolamentare per avere diritto alla traiettoria su Lawson. Di conseguenza, il sovrasterzo del neozelandese è stato considerato irrilevante ai fini del giudizio: per gli steward, in sostanza, Sainz non avrebbe dovuto trovarsi lì.

Un’interpretazione che, in linea di principio, rispetta i parametri imposti dalle linee guida FIA, ma che appare comunque controversa e severa, creando di fatto un precedente significativo su ciò che viene concesso – o meno – in fase di attacco all’esterno.

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