F1 | Una FIA più forte può fare molto bene al Circus

La ristrutturazione di Ben Sulayem porta la FIA a riprendesri un ruolo che le spetta nel paddock dei GP, dove la Federazione Internazionale ha mostrato recentemente grandi smagliature: l'arrivo di Steve NIelsen dallo staff del promotore, permette di mettere le basi a una ristrutturazione con una diversa divisioni dei compiti e delle responsabilità: Tombazis, finalmente, sarà sgravato da alcuni dei troppi compiti pur restando ben saldo a capo dell'area tecnica delle monoposto.

F1 | Una FIA più forte può fare molto bene al Circus
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La FIA di Ben Sulayem si sta riprendendo il ruolo che spetta alla Federazione Internazionale. Nella delicata e cruciale fase che ha portato alla definizione dei regolamenti tecnici entrati in vigore nel 2022, la FIA ha avuto un ruolo passivo, e di fatto le linee guida delle monoposto che hanno esordito lo scorso anno hanno preso forma lontano dagli uffici della Federazione Internazionale, e precisamente nella sede londinese di Liberty Media, dove un gruppo di lavoro voluto da Ross Brawn e affidato a Steve Nielsen aveva messo nero su bianco le basi del progetto.

Mohammed bin Sulayem, Presidente della FIA, Stefano Domenicali, Amministratore Delegato della Formula 1, sulla griglia di partenza

Mohammed bin Sulayem, Presidente della FIA, Stefano Domenicali, Amministratore Delegato della Formula 1, sulla griglia di partenza

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

La presidenza Todt ha accusato il colpo, ma di fatto non aveva la struttura e le risorse per puntare i piedi e ribadire il suo ruolo. In coincidenza con l’arrivo al timone di Liberty di Stefano Domenicali, il presidente FIA è riuscito a portare il gruppo di lavoro di Nielsen sotto il controllo FIA, una richiesta sempre respinta da Chase Carey.

L’arrivo di Ben Sulayem ha visto la FIA spingere molto per riprendere il ruolo che le spetta, ovvero definire ed approvare i regolamenti, e la ristrutturazione voluta e sostenuta dal nuovo Presidente ha puntato proprio su colui che era stato al timone dell’ex gruppo di Liberty.

Quello di Nielsen è un cambio di casacca naturale, di fatto il suo lavoro non sarà molto diverso dal precedente svolto per Liberty.

In questa operazione emerge anche l’atteggiamento collaborativo di Liberty, che non ha posto limiti e vincoli ad uno dei suoi uomini più importanti, consentendogli di essere subito operativo in FIA.

È, ovviamente, a vantaggio di tutti, ma quando le relazioni non sono idilliache spesso in passato ci sono stati i classici ‘dispetti’ che hanno portato al blocco di personale per il periodo di gardening imposto dai contratti di lavoro. Nielsen non ha avuto alcuna restrizione, a conferma di atteggiamento collaborativo da parte di Liberty nei confronti della FIA.

Un segnale distensivo dopo diverse frizioni? Così sembra, almeno dall’esterno. Oppure, come sostiene qualcuno, quando ci sono interessi comuni sia la FIA che il detentore dei diritti commerciali della Formula 1 trovano la quadra velocemente e senza porsi ostacoli.

L’arrivo in FIA di Nielsen è un passaggio importante anche per sgravare Nikolas Tombazis dalle crescenti responsabilità che ha visto arrivare sulle sue spalle negli ultimi anni.

“Cosa accadrebbe se Tombazis rassegnasse le due dimissioni? - si chiedeva lo scorso autunno in direttore tecnico di Formula 1 – ha in mano praticamente tutto. Quanto ci vorrebbe per sostituirlo?”.

Tombazis è ben saldo alla FIA, ma i suoi compiti (cresciuti molto nel tempo) saranno ora diluiti su un maggior numero di collaboratori, grazie ad una struttura più articolata e più in linea con le esigenze della Formula 1. È un primo passo importante per una FIA rimasta ferma sulle sue posizioni per molto tempo.

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