F1 | Tsunoda super ma senza punti: come è sfumato un 4° posto alla portata
Yuki Tsunoda è stato uno dei protagonisti a Melbourne, grazie a ottime prestazioni e una grande solidità in pista. Tuttavia, sul tabellino accanto alla voce "punti" rimane uno zero. Scopriamo come la gara del giapponese sia completamente cambiata nello giro di pochi minuti, con un possibile 4° posto sfumato per un ordine giunto troppo tardi.
Uno dei protagonisti del weekend australiano è stato Yuki Tsunoda, autore di un weekend estremamente solido ma concluso senza punti a referto. Un paradosso considerando la bella gara condotta dal pilota giapponese e l’ottima prestazione mostrata dalla Racing Bulls in un weekend dove, in realtà, la squadra di Faenza arrivava con aspettative differenti.
I test avevano infatti dato indicazioni un po’ contrastanti: da una parte vi era la certezza di aver fatto un passo in avanti rispetto alla vettura dell’anno passato ma, dall’altra, vi era anche la consapevolezza che ci fosse ancora del lavoro da fare.
Tuttavia, come sempre il responso definitivo arriva solo dalla pista e al sabato sono arrivati dei numeri incoraggianti, con Tsunoda capace di mettersi alle spalle anche i due Ferraristi. Sebbene al via il pilota nipponico abbia perso la posizione su Charles Leclerc, la prima parte di gara in realtà si è rivelata abbastanza lineare e senza sorprese avendo costruito un margine di sicurezza su Alex Albon alle sue spalle.
Yuki Tsunoda, RB F1 Team
Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images
Il sesto posto mantenuto fino a quel momento rappresentava un ottimo bottino per un weekend da re della zona di centro gruppo, ma l’arrivo della pioggia a poco meno di quindici giri dalla fine ha dato un volto completamente diverso alla gara di Tsunoda. Tutti i team, infatti, si aspettavano l’arrivo di un forte acquazzone che avrebbe spinto probabilmente a passare alle gomme intermedie.
Le prime gocce sono giunte durante la 43a tornata, per poi intensificarsi già nel passaggio successivo nel terzo settore. I piloti hanno subito iniziato a sperimentare delle difficoltà nel rimanere in pista, con i due McLaren finiti nella ghiaia in uscita di curva 12, mentre Leclerc è arrivato al testacoda. Tsunoda ha così subito approfittato della situazione per guadagnare una posizione e salire al quinto posto.
Tuttavia, è proprio qui che è cambiata la corsa del giapponese. Così come altri team, avendo valutato il possibile impatto della pioggia, anche il muretto della Racing Bulls aveva richiamato Tsunoda ai box. Una mossa corretta, se non fosse per il fatto che quell’ordine è arrivato quando ormai il nipponico aveva già superato la corsia di rientro, rendendo quindi impossibile fermarsi per cambiare gomme.
Oscar Piastri, McLaren, Yuki Tsunoda, RB F1 Team
Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images
Un ordine giunto in ritardo di pochi secondi, ma sufficienti per dare un volto totalmente diverso alla corsa della squadra di Faenza che, fino a quel momento, stava meritatamente difendendo una posizione di grande rilievo. A questo punto ci di potrebbe chiedere, perché non rientrare allora nel giro successivo?
Proprio come la Ferrari, anche la Racing Bulls ha subito notto come la pista nei primi due settori fosse rimasta asciutta, per cui proseguire poteva rappresentare un azzardo vincente, specie tenendo a mente che tutti i team si aspettavano uno scrocio di breve durata. Non a caso, nonostante gli strateghi del team di Faenza avessero valutato l'ipotesi di rientrare nel giro successivo, il 45°, ma una volta visti i tempi dei rivali hanno cambiato approccio, preferendo attendere e proseguire senza fermarsi.
A quel punto, insieme ai due Ferraristi, a Max Verstappen e Pierre Gasly, Tsunoda era l’unico ad avere ancora gomme da asciutto, mentre il resto della griglia si era già spostato sulla intermedia. Se l’olandese della Red Bull è poi stato richiamato ai box per motivi strategici, in modo da non perdere la track position su George Russell, in casa Racing Bulls e Ferrari si è scelto di andare avanti.
Yuki Tsunoda, RB F1 Team
Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images
Infatti, come si evince analizzando i team radio di entrambe le scuderie, nessuna delle due si attendeva un ulteriore peggioramento della situazione. Come analizzato nel dettaglio nel caso della Ferrari, ciò che i due team non potevano sapere, non avendo riferimenti da altri piloti, è che nel frattempo il diluvio si era spostato anche al primo e al secondo settore, rendendo la scelta di rimanere con la gomma slick controproducente.
Se la pioggia fosse rimasta limitata solo alla zona conclusiva della pista asciugandosi rapidamente, allora avrebbe potuto diventare una strategia vincente, ma lo spostamento improvviso della nuvola d’acqua anche negli altri due intertempi ha completamente compromesso la strategia senza dare modo di reagire per tempo.
Sono diversi i momenti in cui Racing Bulls avrebbe potuto variare la strategia ed uscire dall’Australia con un risultato comunque soddisfacente ma, prendendo in considerazione l’intero contesto, si ha un quadro più chiaro del processo decisionale del team e del perché siano state prese determinate scelte.
Yuki Tsunoda, RB F1 Team
Foto di: Lubomir Asenov / Motorsport Images
Un vero peccato perché, se Tsunoda fosse rientrato nel 44° giro, ovvero nel momento in cui la scuderia aveva inizialmente pianificato di fermarsi, con il fuoripista di Piastri e il testacoda di Leclerc il pilota giapponese avrebbe potuto consolidare uno splendido quarto posto da difendere poi fino alla bandiera a scacchi, ricompensando gli sforzi del pilota e del team.
“La tempistica del pit non è andata a nostro favore oggi, era troppo tardi e improvvisamente sono sceso in P11 dopo la Safety Car. Il ritmo c'era e non abbiamo commesso molti errori, almeno fino a quando ha iniziato di nuovo a piovere. Ho fatto quello che potevo, ero soddisfatto della mia prestazione. Rivedremo sicuramente quello che è successo e impareremo da questo per il futuro” ha raccontato Tsunoda.
“Non c'è modo di nascondersi, abbiamo sbagliato l'ultima chiamata e questo ci è costato molto caro oggi. Per questo ci scusiamo con Yuki; la scommessa di tenerlo fuori non ha pagato, ma fa parte della durezza del motorsport. C'è solo un modo per migliorare, lavorando più sodo come squadra”, ha detto il Team Principal Laurent Mekies.
Tuttavia, ciò non cancella il fatto che la VCARB02, a livello di prestazioni pure, abbia ben figurato durante il weekend australiano: un segnale incoraggiante dopo un inverno a fasi alterne.
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