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F1 | Tsunoda rientra ancora nei piani Honda, ma serve trovare un accordo con Red Bull

Il giapponese si trova in una posizione particolare. Honda lo rivendica come proprio pilota e vorrebbe che restasse parte dei propri progetti, ma la separazione tra la casa nipponica e la Red Bull, dove attualmente è riserva, complica le cose. Le trattative con Red Bull sono ancora in corso.

Yuki Tsunoda, Red Bull Racing Team

Yuki Tsunoda si ritrova in una situazione... particolare. Cresciuto da Honda sin dai kart, lanciato in Europa grazie al programma giapponese e poi adottato dal vivaio Red Bull con cui vi era una collaborazione, oggi vive in una terra di mezzo in cui passato e presente che ormai viaggiano come rette parallele che, però, non si incontrano più.

Fino allo scorso anno, Honda, tramite HRC, era ancora parte integrante del progetto Red Bull come fornitore di motori, sebbene alla fine la "proprietà" delle Power Unit fosse di Red Bull Powertrains. Una partnership che aveva portato anche Yuki Tsunoda a restare un punto fermo del progetto Honda, al punto che ancora oggi la casa giapponese lo rivendica come un proprio prodotto e un riferimento, sebbene il nuovo ruolo come riserva di Red Bull‑Ford rischia di trasformare questa appartenenza in un terreno scivoloso.

Prodotto dell’Honda Formula Dream Project (HFDP) sin dal debutto nelle monoposto nel 2016, Tsunoda ha scalato con rapidità le formule minori. Nel 2018 ha conquistato il titolo della F4 giapponese e, dopo appena due anni in Europa, è approdato in Formula 1 nel 2021 bruciando le tappe: una stagione in F3, chiusa al nono posto con la poco competitiva Jenzer, e una in F2, dove con Carlin ha concluso terzo in campionato.

Liam Lawson, Racing Bulls Team, Yuki Tsunoda, Red Bull Racing

Liam Lawson, Racing Bulls Team, Yuki Tsunoda, Red Bull Racing

Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images

La partnership tra Honda e Red Bull ha portato Tsunoda a entrare nel Red Bull Junior Team nel 2019 e, due anni più tardi, a debuttare in Formula 1 con AlphaTauri (oggi Racing Bulls). Con la squadra di Faenza ha disputato quattro stagioni prima di essere promosso alla Red Bull dopo due gare nel 2025 per sostituire un Liam Lawson in difficoltà. Anche il giapponese, però, non è riuscito a domare una RB21 difficile e per il 2026 dovrà accontentarsi di essere solamente riserva del team di Milton Keynes. 

Nel frattempo, con l’arrivo delle nuove regole del 2026, Red Bull ha stilato una collaborazione con Ford, mentre Honda, dopo il momentaneo ritiro, ha deciso di tornare in F1 con una partnership esclusiva con Aston Martin. Nonostante questa separazione dei percorsi, il costruttore giapponese continua a considerare Tsunoda come un proprio pilota, un “collega Honda”, in quanto prodotto dell’HFDP.

A ribadirlo è stato il presidente di Honda Racing Corporation, Koji Watanabe, intervenuto al Tokyo Auto Salon. Tuttavia, il ruolo di Tsunoda come riserva Red Bull‑Ford potrebbe complicare le cose. “Per quanto riguarda il contratto di quest’anno con Tsunoda, le trattative sono in corso, quindi non è stato ancora finalizzato nulla. Se ne parlerà nei prossimi incontri”, ha aggiunto Watanabe.

Yuki Tsunoda, Red Bull Racing Team

Yuki Tsunoda, Red Bull Racing Team

Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images

“Dal punto di vista Honda non c’è alcun problema. Il punto cruciale è come Ford, o meglio Red Bull, consideri la situazione. A seconda dei termini proposti da Red Bull, cambierà l’ambito entro cui Honda potrà utilizzare Tsunoda… Credo che questo scenario sia possibile. Le trattative non sono con Tsunoda, ma con Red Bull". 

L'accademia Honda non verrà integrata in quella Aston Martin

Watanabe ha inoltre precisato che l’accademia piloti Honda non verrà integrata con quella Aston Martin, a differenza di quanto avveniva con il programma Red Bull. La squadra di Silverstone dispone infatti di un proprio vivaio, che comprende Mari Boya in F2.

Honda, dal canto suo, continua a coltivare una propria generazione di giovani talenti, tra cui il campione di F4 Taito Kato, atteso al debutto in F3 il prossimo anno. Quanto a un possibile accordo strutturato con Aston Martin simile a quello instaurato in passato con Red Bull, Watanabe ha confermato che i programmi resteranno separati, sebbene Honda continuerà a indicare possibili talenti se dovessero presentarsi in futuro.

“Non ci sono piani in tal senso. Mi aspetto che continueremo a coordinare vari programmi con Aston Martin, ma al momento non c’è nulla di concordato che dica: ‘Facciamolo subito’. Dunque, per ora continueremo a far crescere i piloti fino alla F2 all’interno dell’HFDP, il programma Honda, e se emergeranno piloti in grado di correre in F1, li raccomanderemo ad Aston Martin.”

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