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Tre direttive tecniche FIA, ma si parla solo di una. Perché?

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Tre direttive tecniche FIA, ma si parla solo di una. Perché?
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14 nov 2019, 14:46

A Interlagos si parla solo della TD39/19 che chiarisce i vincoli FIA sull'uso dei liquidi dell'intercooler o dell'ERS in camera di combustione, ma non delle direttive tecniche che consentono alla Mercedes il soffiaggio delle campane dei dischi o della presa d'aria posteriore che fa parte del... bracket della sospensione.

Ferrari nel mirino. Mercedes intoccabile. Chi ha avuto il privilegio di leggere le tre Direttive Tecniche della FIA emesse prima del GP del Brasile si è fatto una chiara idea di quanto sta succedendo nel paddock della F1.

Sia chiaro che ogni provvedimento utile a definire le norme tecniche permette di fare chiarezza, restringendo il campo delle zone grigie del regolamento. Ma le luci si sono accese solo sulla TD 38/19 che specifica che nessun liquido infiammabile proveniente dal sistema ERS o dall’Intercooler, possa essere utilizzato nelle camere di combustione del motore.

Andato a vuoto l’attacco della Red Bull sull’uso del flussometro (TD35/19) la FIA, di sua sponte, pare senza richieste di chiarimento normativo, ha voluto specificare che non sono ammessi additivi alla benzina che possono arrivare dal rilascio di sostanze dall’intercooler e dall’ERS.

Ferrari SF90, dettaglio del motore

Ferrari SF90, dettaglio del motore

Photo by: Giorgio Piola

Il motore EVO3 della Ferrari è finito sotto la lente d’ingrandimento per le prestazioni monstre sui rettilinei: da Monza in poi la SF90 ha potuto beneficiare di velocità massime nettamente superiori alla concorrenza, lasciando gli avversari basiti sul fatto che la differenza non potesse dipendere dal concetto aerodinamico puntato sulla minima resistenza aerodinamica, ma da una sospetta superiorità del motore.

Max Verstappen, senza troppi giri di parole, aveva detto che la Ferrari dopo la direttiva tecnica sul flussometro emessa ad Austin aveva smesso di barare: un attacco duro e ingiustificato perché non supportato da alcuna prova.

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Ora tocca alla Ferrari dimostrare in pista che la sua power unit resta il punto di riferimento della F1 nonostante i chiarimenti della FIA. Si tratta di una direttiva utile a smorzare le polemiche, visto che proprio i tecnici della Federazione hanno sempre detto che non hanno notato niente di anomalo e non c’erano indagini sulla power unit del Cavallino, o a scatenare altre voci nel paddock?

Parleranno i fatti, anche se pare evidente a tutti che la Scuderia sia sotto assedio, mentre la Mercedes, per esempio, si è vista confermare la piena legalità di un paio di soluzioni.

Mercedes AMG F1 W10, dettaglio della presa d'aria associata al bracket della sospensione e non alla brake duct

Mercedes AMG F1 W10, dettaglio della presa d'aria associata al bracket della sospensione e non alla brake duct

Photo by: Giorgio Piola

Nelle due direttive tecniche di cui nessuno parla si è sancito che la presa d’aria posteriore della W10 è legale perché non è parte della brake duct, ma, come abbiamo spiegato in occasione del GP degli Stati Uniti, è un elemento del bracket della sospensione posteriore e come tale non rientra nelle superfici vincolate.

Se poi accade che l’apertura che serve a permettere ai meccanici le regolazioni d’altezza posteriore intervenendo sul tirante del pull rod, poco importa se la presa in questione alimenta d’aria il corner consentendo di raffreddare i cerchi e, di conseguenza le gomme, contribuendo a evitare i possibili surriscaldamenti.

Mercedes F1 AMG W10 dettaglio della campana del disco forata

Mercedes F1 AMG W10 dettaglio della campana del disco forata

Photo by: Giorgio Piola

La FIA ha confermato anche la legalità della “blowing bell”, vale a dire la campana del disco anteriore opportunamente forata, che consente un efficace effetto aerodinamico nel generare dei flussi all’interno del cestello in carbonio.

La decisione ha lasciato perplessi i team che quest’anno si sono visti vietare i mozzi soffiati. E non deve destare troppa incredulità il fatto che le soluzioni interdette fossero di Ferrari e Red Bull (per non parlare di McLaren, Renault e Williams), mentre la sola legale è quella della Mercedes.

Nessuno ha dimenticato la violenta polemiche che proprio ad Austin era scoppiata l’anno scorso intorno alla legalità dei cerchi forati delle frecce d’argento. Ottenuta dalla FIA il via libera alla soluzione che era stata contestata da Ferrari, i tecnici Mercedes hanno esasperato il concetto quest’anno aprendo grandi fori sulla campana dei dischi freno.

Ma se i dubbi sul motore 064 EVO3 hanno provocato forti polemiche nel paddock, le scelte del team di Brackley su altre zone grigie del regolamento non hanno suscitato alcuna reazione, ma anzi sono state copiate anche da Red Bull, Renault e Williams.

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